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Il digiuno mentale

Se riusciamo a far sì che la nostra anima diventi l'agente principale della nostra vita, potremo conoscere Dio ed esercitare l'amore in tutto il creato poichè con esso entreremo in comunione. Quindi smettiamo di nutrir male la nostra mente.

La disciplina della mente non è una cosa molto facile specie se questa controlla che la sua supremazia rimanga più che inalterata, cioè che aumenti.

Grazie all’utilizzo di quella che sembra una semplice ma fondamentale tecnica, possiamo fare una sorta di digiuno mentale.

Essa è questa e si fa attraverso in 4 livelli:

1. Non giudicare l’operato delle persone, gli eventi della natura, il comportamento degli animali ma esercitare le altre attività mentali;

2. Praticare il digiuno n. 1 e non esercitare la ragione nell’esercizio razionale (il comune ragionamento che collega le conoscenze tecniche ed intellettuali con gli eventi che si affrontano volta per volta) facendo passare solo pensieri che non hanno bisogno del lavorio mentale: immagini, ricordi, sensazioni, riflessioni, ecc.

3. Esercitare i digiuni 1 e 2 e senza fermarsi neanche ai semplici pensieri scivolando in fase pre-alfa ed alfa cioè in osservazione;

4. Esercitare i digiuni 1 - 2 e 3 fino a non osservare cioè non permettere a nulla di entrare nel raggio della nostra attenzione fino ad ottenere il punto zero: spegnimento virtuale del pensiero.

Come vedete sono molto interessanti, certo il digiuno n. 4 è di svuotamento, ricorda il digiuno totale (non pane, non acqua ma proprio nulla) questo produce pulizia e destrutturazione, quindi comprendiamo come sia un digiuno a carattere eccezionale.

Il 1° livello dovrebbe essere mantenuto sempre, poichè con esso noi mettiamo in atto una grande azione positiva, quella del non giudicare le persone, rimandando ogni giudizio a Dio, in qualsiasi situazione, anche quella più evidente di errore.

Il 2° dovrebbe essere usato in tutti quei casi in cui non necessita una capacità “tecnico-intellettuale” per svolgere un’azione di vita, cioè quando possiamo osservare quanto accade dentro e fuori di noi, senza far intervenire l’espletamento della funzione mentale di riconoscimento, confronto e sforzo intellettivo (attraverso il ricordo, le convinzioni ed i pregiudizi che da queste derivano).

Il 3° dovrebbe essere utilizzato solo quando, attraverso un rilassamento od uno stato di preaddormentamento, ci mettiamo in fase pre-alfa o scivoliamo in alfa per effettuare una meditazione comunque vigile ed attenta.

Aspetto vostre richieste personali per chiarire al meglio tale digiuno affinchè lo possiate attuare per elevare il vostro spirito.

Infatti quando la mente digiuna, si depura e disattiva, pian piano, tutte le sue “deformazioni”, quali le paure ed i fantasmi che teme la facciano soffrire.

L’anima recupera il suo ruolo di perduta supremazia, utilizzando la mente per l’azione di servizio per cui essa è stata creata.

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