
Siamo spesso poco attenti alle nostre percezioni sensoriali ed emozionali, oltre che spirituali od extrasensoriali.
Crediamo che esse siano percepite in automatico e che comunque possano, anche senza il nostro intervento “diretto”, svolgere la loro funzione.
In realtà, se pur noi percepiamo attraverso i 5 sensi, senza doverlo decidere, volta per volta, come pur ci emozioniamo senza una nostra precisa volontà di farlo o meno, le cose stanno un pò diversamente da come appaiono.
Ogni sensazione avviene dietro stimolazione dei nostri organi sensoriali ma, a seconda dell’attenzione che vi poniamo, cambia il valore che può aver per noi la sensazione stessa.
Vi faccio un esempio:
- se in una sala affollata di un ristorante, mentre stiamo seduti a mangiare, abbiamo stimoli “contemporanei” per entrambi i 5 sensi (gusto ed odorato perchè stiamo mangiando, vista per le mille cose che si muovono intorno, udito per i moteplici suoni e rumori, tatto per il contatto col tavolo, la sedia, le posate, il cibo e cosi via) la nostra attenzione non è abituata a rilevarli contemporaneamente allo stesso modo anzi spesso, se distratti, circa il 90% di ciò che abbiamo percepito non viene rilevato da essa.
Quindi la vita che ci scorre accanto è fatta, ai fini pratici, di attenzione e consapevolezza effettiva di ciò che ci accade.
Cosa cambierebbe dentro di noi se riuscissimo a modellare e dirigere la nostra attenzione a rilevare le sensazioni nella loro contemporaneità?
Provate a farlo anche in un modo spartano, come vi vien meglio, vi accorgerete di cosa succede in voi.
Ve lo anticipo?
Vi sentirete più “vivi” cioè più partecipi a quanto vi accade ed il livello della vostra energia “paradossalmente” anzichè diminuire vi mostrerà una marcia in più.
Questo accade perchè il rimbalzare sincronico delle percezioni nella nostra “super attenzione” rimette in moto il flusso energetico dentro di noi.
Lo stesso discorso vale anche per le percezioni emozionali, esse si svolgono dentro di noi molto ben assortite, ma la nostra attenzione riesce a rilevarle in minima percentuale, specie se grandeggia tra di esse qualcuna che ha un senso sgradito e turbativo.
Anche per esse una maggior attenzione ci porterebbe ad assaporare la vita per come veramente è, diversamente quindi da come come solitamente ci appare a causa della nostra incapacità di saperla osservare.
Esistono tecniche di M.N.C. (medicina non convenzionale) che possono aiutarci in questo campo, sono interessanti quelle basate sulle scoperte della fisica quantistica.
Attraverso una più attenta autosservazione, circa le sensazioni fisiche che percepiamo e le emozioni che sentiamo, il nostro essere ci svelerà con più chiarezza, chi siamo, come stiamo e di cosa abbiamo bisogno per migliorare.
A coronare i successi di queste tecniche è la netta percezione che il livello della nostra energia guadagni una notevole crescita, cosa non da poco.
I 5 sensi vengono stimolati da molteplici invii di segnali:
odorato: profumi, odori
udito: suoni, musiche, parole, rumori
vista: colori, luci,
gusto: sapori
tatto: contatti vari, toccamenti di punti energetici, microvibrazione
Grazie alle suddette tecniche si porta l’attenzione a più segni contemporaneamente.
Poi si passa a simulare tramite ricordo una serie di emozioni ed anche queste vengono attentamente rilevate contemporaneamente: piacere, turbamento, soddisfazione, gratificazione, timore ecc.
Importante sarà prendere consapevolezza e piena attenzione che, durante la tecnica, la nostra attenzione abbandona l’osservazione del flusso dei pensieri per occuparsi con maggior chiarezza alla nostra autosservazione.
Quando si forza la percezione dei 5 sensi e delle emozioni, aumentando l’attenzione, si ha una maggior consapevolezza di quanto ci accade intorno, la realtà che viviamo, imoltre l’esercizio corretto di questa “super attenzione” può portare innumerevoli risultati:
- aumento della percezione della propria energia vitale;
- riconquista del sincronismo con la realtà (maggior adesione alla vita che scorre, il sentire di avere i piedi a terra:
- armonizzazione del ritmo interiore col recupero della sua giusta velocità:
- concretizzazione del ruolo di osservatore modificatore della propria realtà perchè padrone di essa, sentirsi più partecipi alla stessa:
- conquista di una maggior capacità di “centratura” dell’essere, riconducendosi al proprio centro dove risiede Dio;
- inizio del cammino di autoconoscenza in autosservazione (sapersi osservare: come ci si sente, come accade, come percepiamo…..) con conseguente autocorrezione;
- favorire il “flash quantico” l’intuizione trasformatrice dell’essere;
- interruzione del dominio del flusso mentale rimuginativo del proprio sè;
Importante poi è l’acquisizione dell’umiltà del proprio stato:
- io sono ciò che percepisco, non ciò che penso di essere, l’unica realtà che si concretizza è quella che percepisco, perciò è importante eliminare ogni cosa che altera la mia percezione di essa, nulla è scontato nel mio percepire, anzi di base so che quanto percepisco è una microscopica parte di quanto accade nella mia vita!
Quanto più il mio sè egocentrico ritiene di essere più grande ed importante di quello che è, tanto più mi allontano dal “tutto” che è Dio. Più credo di essere e meno sono, più comprendo di non essere (annullamento del sè) e più mi avvicino alla comprensione di quel che veramente sono!

spiritualcoach








