
La verità è mostrata da ognuno di noi, con una sorta di diversi livelli di modifiche, attraverso cui la facciamo passare prima di mostrarla agli altri, esercitiamo la tendenza a mascherarla specialmente se essa può “danneggiarci” o mostrare le nostre debolezze.
Pensateci per qualche istante:
- come sarebbe la conoscenza e la vita che ne deriverebbe se nessuno mascherasse la verità?
Vi sono poi altre motivazioni che alterano la verità, infatti essa deriva da ogni percezione sia fisica che emotiva, quindi è data da ciò che sentiamo, vediamo, percepiamo attraverso il filtro di quello che siamo, per cui solo se ci avvicineremo alla purezza la nostra visione sarà netta.
Guardiamoci intorno, adesso in questo momento, cosa vediamo?
- non vediamo altro che il riflesso di noi stessi, in ogni cosa che osserviamo, per cui quanto più tale riflesso è denso di fuliggine, è buio perchè mancante di luce, tanto più non scorgiamo altro che non sia solo l’immagine statica di noi stessi, pur nella visione di un’apparente realtà.
Se per ipotesi guardiamo fuori dalla finestra e sta nevicando, dovremmo vedere la luce del bianco sfavillante della neve ma se nel nostro cuore c’è poca luce vediamo in modo opaco e fumoso, per cui tutti i particolari che scorgiamo saranno poco nitidi ed avremo una percezione molto ridotta della realtà che stiamo osservando.
Invece se nel nostro cuore c’è la luce di Dio, tutto sarà vivo, luminoso e gioioso. Ecco spiegato il fatto che quanto vediamo non è quanto veramente è, perchè il nostro cuore oscurato non ci permette di vedere altro che noi stessi.
Solo una trasformazione interiore e profonda che ci posponga a Dio, in quella che poi è santa umiltà, ci potrà rendere chiara la visione della vostra vita.
Cos’ è l’umiltà? Non è sottomettersi, come una pecora matta, a chi vuole farci violenza ma il permettere, in pieno abbandono, al Padre nostro santissimo di agire nella vostra vita senza che il nostro orgoglio lo ostacoli.
Leggiamo dal capitolo 3° dell’ opera “Imitazione di Cristo” attribuita da alcuni ad un autore anonimo e da altri al mistico tedesco Tommaso da Kempis (Thomas Hamerken, 1380-1471):
“Felice colui che viene ammaestrato direttamente dalla verità, così come essa è, e non per mezzo di immagini o di parole umane; ché la nostra intelligenza e la nostra sensibilità spesso ci ingannano, e sono di corta veduta omissis…soltanto chi sente tutte le cose come una cosa sola, e le porta verso l’unità e le vede tutte nell’unità, può avere tranquillità interiore e abitare in Dio nella pace. O Dio, tu che sei la verità stessa, fa’ che io sia una cosa sola con te, in un amore senza fine. Spesso mi stanco di leggere molte cose, o di ascoltarle: quello che io voglio e desidero sta tutto in te. Tacciano tutti i maestri, tacciano tutte le creature, dinanzi a te: tu solo parlami.”
Quindi la verità ci avvicina a Dio per unirci a lui, difficile è conoscerlo senza di essa, ecco spiegato perchè molti di noi hanno serie difficoltà a percepirlo nel loro cuore.
Si spiega anche come il nostro spirito, oscurato da tutto ciò che non è verità, è spesso confuso e smarrito davanti a ciò che dovrebbe avere valore nella vita del nostro essere.
Infine parliamo della verità che usiamo con noi stessi, oserei dire che la mente usa nei confronti della nostra anima.
Se arriviamo a permettere alla nostra mente, in uno slancio continuo di autogiustificazione per ogni cosa non “amorevole” che ci fa fare, di non dire la verità sul suo operato alla nostra anima, allora seri guai ci attendono, perchè chi è falso dentro, sarà più che falso fuori e quindi gli è preclusa ogni possibilità di conoscere Dio.
Non permettiamo che ciò accada, cerchiamo di essere sempre sinceri, almeno con noi stessi, perchè solo così ci sarà possibile comprendere quanta verità mostriamo agli altri.

spiritualcoach









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