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Una guida per l'edilizia ecologica

Legambiente e L'Ance, l'associazione dei costruttori edili, hanno scritto una guida, un decalogo per costruire in modo sostenibile. Il volume è stato presentato in occasione del dibattito “Edilizia & sostenibilità. L'industria delle costruzioni verso la green economy”, organizzato nell’ambito della mostra “GreenLife - Costruire Città Sostenibili” alla Triennale di Milano.

Una guida per costruire ecostsotenibile Queste le dieci regole:
1. Ricostruire le nostre città riutilizzando e sostituendo il vecchio
2. Sfruttare i nuovi vuoti urbani
3. Addensare in corrispondenza dei nodi
4. Sperimentare nuove soluzioni tecnologiche
5. Progettare in maniera integrata
6. Ricercare economie di scala
7. Innovare i processi aziendali
8. Usare materiali a basso impatto
9. Contribuire all’evoluzione del mercato
10. Educare alla qualità

ANCE Lombardia e Legambiente hanno pensato a questo decalogo perché solo una nuova e condivisa cultura della sostenibilità ambientale in edilizia può determinare una significativa riduzione dei consumi energetici legati al settore civile. In Italia oltre un terzo dei consumi energetici è legato all’abitare, soprattutto a causa della climatizzazione invernale ed estiva. In Lombardia questa percentuale sale al 42% (residenziale e terziario) dei consumi energetici regionali. Un’abitazione italiana standard consuma, ogni anno, solo per il riscaldamento circa 20 litri di petrolio a metro quadro: un valore che supera notevolmente i corrispondenti livelli di approvvigionamento di nazioni con climi ben più rigidi, come la Germania e la Svezia, e grava in modo significativo sui bilanci delle famiglie.

Cultura della sostenibilità nell’edilizia significa, invece, riduzione degli sprechi di energia, innovazione delle tecnologie costruttive, preferenza verso i materiali riciclabili, utilizzo di fonti di energia rinnovabili ed energia pulita ed infine, collocazione di ampie zone verdi all’interno degli spazi edificati. Questa, una nuova politica dell’abitare, è anche responsabilità sociale e social housing, che deve coinvolgere interi quartieri, realtà urbane che andrebbero progettate e ricostruite con criteri di sostenibilità, riorganizzando tutti i servizi dell’abitare e della città: il trasporto delle persone e delle merci, il servizio energia, l’uso e il riciclo dei materiali, l’acqua, gli spazi di aggregazione e socialità, la natura in città e l’agricoltura di prossimità. Solo il rafforzamento della cultura della sostenibilità, tanto negli interventi di manutenzione e recupero dello stock edilizio esistente, quanto negli interventi di nuova costruzione, può determinare una significativa riduzione dei consumi energetici legati al settore civile.

Oggi è ancora la città la principale infrastruttura per la vita e l’economia sostenibile del futuro ed è importante che la politica si faccia carico di determinare condizioni che favoriscano l’edilizia del recupero e della ricostruzione, rispetto a quella che determina contrazione di superfici agricole a causa della espansione e dispersione degli insediamenti. Si tratta di mettere in atto un percorso verso la qualità, l’innovazione e il rispetto delle risorse territoriali, che si deve tradurre, nel contempo, in una significativa opportunità per l’avvio di una solida e competitiva “economia verde” all’interno della filiera delle costruzioni. L’ultimo rapporto sul mercato immobiliare di ANCE Lombardia sottolinea che i lombardi sono pronti a investire nell’abitare sostenibile: oltre il 90% delle famiglie lombarde intervistate ha indicato nella qualità una condizione indispensabile per l’acquisto, mentre un quarto degli imprenditori vede nell’efficienza energetica e nella qualità della costruzione i due principali fattori destinati ad orientare il mercato immobiliare abitativo nel prossimo futuro.