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amicizia e amicalità - parte II

Seconda parte della riflessione attorno la modalità dell'amicizia e dell'amicalità. Anche per approfondirne le differenze.

Enrico Pascal scriveva che amicalità è una parola che suona in modo musicale. Essa, proseguiva, è una dimensione gratuita diversa dall’amicizia. L’amicizia ha avuto, nel corso dei secoli, uno scambio affettivo attraverso modalità che hanno avuto un consenso sociale, l’amicalità la si può desiderare ma non istituzionalizzare.

E’ da tali presupposti che trae questa definizione: Amicalità, profumo delle relazioni umane.

Al di là delle definizioni, nelle quali non mi addentro per ora, questo concetto è un importante richiamo ad una sensibilità tutta particolare attraverso la quale sentire l’altro e il mondo che ci circonda. Anzi è un esercizio di sensibilità, per cogliere l’altro nella sua dimensione etica ed estetica. So che sembrerò banale e ingenuo, ma è così che accade ai nostri piccoli. Un bimbo, se non influenzato, tende a sorridere e a rivolgersi all’altro, anche se non conosciuto.
Ingenuità, fiducia e innocenza sono l’incantesimo delle origini. Basta davvero una sola ombra a spezzarlo, uno sguardo malizioso o duro. Allora si tratta di non smettere mai di allenarsi, ed in questo, in ultima analisi, sta la differenza tra amicizia ed amicalità: la prima è spontanea e non necessita di educazione, la seconda ne è. al contrario, il frutto.

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