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Due italiani su tre non hanno mai utilizzato Internet.

Solo il 3% ha comprato online. Ma il futuro è più roseo di quello che sembra. Eurostat, l'istituto europeo di statistica, fornisce risultati alquanto deludenti per l'Internet italiana. (di M.Tansini, webmasterpoint.org)

Pubblicata alla vigilia del lancio della registrazione dei domini .eu anche per i privati, la ricerca nel primo trimestre del 2005 da Eurostat, l’istituto europeo di statistica, fornisce risultati alquanto deludenti per l’Internet italiana.

Il dato eclatante che emerge da tale ricerca è che circa due terzi degli italiani non ha mai utilizzato Internet. Ben il 62% degli intervistati del campione italiano ha dichiarato di non essersi mai connesso ad Internet, contro una media europea di circa il 43%. L’analfabetizzazione informatica in Italia si sapeva che era forte, ma forse non fino a questo punto. In questa triste classifica capovolta, ci battono solo una manciata di Nazioni: Grecia, Cipro, Repubblica Ceca e Portogallo.

Fortunatamente le nuove generazioni sembrano essere molto più vicine al mondo di Internet visto che i giovani italiani dichiarano di collegarsi ad Internet almeno una volta alla settimana nel 66% dei casi contro, però una media europea, del 79%. Molto male le donne italiane che si collegano solo per il 23% del totale, anche se gli uomini italiani non sono poi tanto lontani con un 34%.

Dati che comunque, come si diceva, non stupiscono più di tanto gli osservatori di Internet, se consideriamo che l’e-commerce e la pubblicità online sono assolutamente indietro in Italia come investimenti rispetto a nazioni come la Francia, la Germania e soprattutto l’Inghilterra. In Italia, ad esempio, i siti di e-commerce solidi e ben strutturati sono a dir tanto qualche centinaio contro le migliaia presenti in Gran Bretagna.

Non a caso, sempre Eurostat, rivela che solo il 5,9% degli italiani interpellati ha dichiarato di aver acquistato qualcosa su Internet (viene considerata anche una ricarica telefonica fatta con lo home banking come acquisto online) contro il 25% dell’intera popolazione europea. Anche per quanto riguarda la registrazione dei nomi a dominio, l’Italia risulta l’ultima della classe come dimostrano le statistiche di richiesta di registrazioni dei nuovi nomi a dominio con il suffisso europeo .eu.

Di tutte le richieste pervenute finora, infatti solo il 6% arriva dall’Italia.

(continua sotto la comunicazione pubblicitaria)
Infine, Eurostat ha fornito i dati del rapporto tra Internet e aziende in ogni singolo stato dell’Unione Europea. Se è vero che il 91% delle imprese italiane dice di possedere una connessione ad Internet e che il 54% possiede un sito web (numeri non troppo lontani dalle medie europee) solo il 3% dichiara di vendere prodotti online contro l’11% delle restanti nazioni Ue. Numeri sempre bassi anche a livello Ue rispetto a quelli Usa, ma sicuramente migliori di quelli italiani.

Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, cercando di analizzare questi dati con un pò di ottimismo, Internet in Italia, ma anche in Europa (rispetto agli Usa) può solo crescere, con ampi spazi di sviluppo in tutte le direzioni.

E per chi ci lavora attualmente su Internet e già sta riuscendo a portare a casa qualche risultato, le cose non potranno che andare meglio nei prossimi anni, quando le attuali giovani generazioni arriveranno verso i 25-30 anni rivoluzionando, probabilmente, il mondo di Internet a livello europeo, creando nuovi business online con le proprie forze imprenditoriali, comprando direttamente online (cosa che oggi fanno tranquillamente con suonerie e videogames) e modificando i sistemi di lavoro che troveranno nelle aziende in cui andranno a lavorare, sostituendo progressivamente la vecchia classe dirigente.

Vogliamo vedere il bicchiere mezzo vuoto? Sarà per la prossima volta, inutile recriminare al passato, guardiamo al futuro con un sano e logico ottimismo che questi dati europei tendono a confermare.

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