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XXVII TRIESTE FILM FESTIVAL

A Trieste dal 19 al 26 gennaio 2006

Alpe Adria Cinema rinnova anche quest’anno l’annuale appuntamento con il cinema dell’Europa centro-orientale, con la 17^ edizione di Trieste Film Festival, in programma dal 19 al 26 gennaio 2006 a Trieste (Cinema Excelsior, Sala Azzurra, Cinema Artiston e Teatro Miela): ormai riconosciuta come la più ricca e articolata manifestazione festivaliera italiana espressamente dedicata alle cinematografie dell’Europa centro-orientale e oltre, ideale luogo di incontro tra Est e Ovest. Diretto come di consueto da Annamaria Percavassi, il festival si fa a suo modo interprete delle trasformazioni epocali che in questi ultimi quindici anni hanno attraversato l’Europa, presentando uno sguardo approfondito su questa Nuova Europa, reduce dalla lunga guerra nei Balcani, e ancora al centro di scontri e inquietudini. Risale al 1988 l’edizione zero del festival in un momento storico di grandi trasformazioni e in cui la libera circolazione delle idee era ostacolata dalla divisione culturale, economica e politica tra il blocco occidentale e quello orientale. La grande sfida di allora di Alpe Adria Cinema fu quella di contribuire a demolire questa divisione, mettendo alla portata di un vasto pubblico capolavori sconosciuti. Un programma annuale ampio e diversificato, costituito mediamente da 150 titoli provenienti dai paesi dell’area, con un’offerta in crescita esponenziale di anteprime internazionali e nazionali di lungometraggi, cortometraggi e documentari, tutti in versione originale sottotitolata in inglese e in italiano, proiettati in 4 sale. Oltre alla presentazione dei migliori film realizzati durante l’anno nei paesi dell’Europa centro-orientale e dintorni, eventi speciali, ricognizioni monografiche di raro interesse, una retrospettiva tradizionalmente dedicata a un autore di particolare rilievo e originalità nella storia del cinema dell’Europa centro orientale. Tra gli eventi speciali del Festival, da segnalare un ricordo di Roberto Rossellini: nel ceneraio della nascita del grande regista: la figlia Ingrid Rossellini sarà presente a Trieste per un incontro-racconto sulla vita del padre, nel corso di questo appuntamento saranno proiettati alcuni filmati inediti – anche della vita in famiglia – custoditi in questi anni dai figli. In anteprima italiana, sarà, inoltre, presentato SOLIDARNOŚĆ, SOLIDARNOŚĆ … di Juliusz Machulski realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario della nascita dell’omonimo sindacato. I maggiori registi polacchi (da Krzysztof Zanussi a Juliusz Machulski, Andrzej Jakimowski, Jan Jakub Kolski, Filip Bajon, Jerzy Domaradzki, Piotr Trzaskalski, e molti altri..) hanno unito le loro forze in questa produzione per ricordare gli eventi che si sono succeduti nell’agosto 1980. Ogni regista ha contribuito al progetto con un corto di 10 minuti in piena libertà di scelta dei contenuti e delle forme. Alla base un intento comune dei registi: mostrare il fenomeno Solidarność, che al tempo è riuscito, superando tutte le divisioni sociali, in un’impresa irripetibile: riunire in un’unica anima 10 milioni di polacchi. Ulteriore evento speciale fuori concorso, sempre in anteprima italiana, l’ultimo lungometraggio della celebre regista ungherese Márta Mészáros, A TEMETETLEN HALOTT (The Unburied Man), sulla vita di Imre Nagy, che cerca di gettare luce sulla vita del primo ministro ungherese e di presentare la sua storia da un punto di vista soggettivo, iniziando la narrazione dai fatti del 1956 fino alla sua esecuzione e continuando il racconto fino ai giorni nostri. Márta Mészáros sarà presente a Trieste durante il festival. Ulteriore omaggio alle grandi personalità dell’Europa è la retrospettiva sul grande scrittore ceco BOHUMIL HRABAL: a trent’anni dall’Oscar per il film “Treni strettamente sorvegliati”, tratto dal suo omonimo romanzo, il grande regista Jiri Menzel sarà atteso ospite del festival triestino. Le tre sezioni in concorso al festival come ogni anno cercheranno di documentare e interpretare i segnali di tendenza più originali provenienti dai paesi dell’Europa centro orientale e più indicativi dei nuovi percorsi su cui si avvia la produzione cinematografica di queste aree. Il Concorso Internazionale Lungometraggi presenterà circa 12 lungometraggi di finzione in anteprima italiana, scelti tra le opere più significative prodotte nell’ultimo anno nei paesi dell’Europa centro orientale. Uno sguardo approfondito ed attento alla nuova Europa, che sta per compiere il suo primo anno di età e che assegna a Trieste un nuovo ruolo, grazie alla sua posizione privilegiata ed alla centralità della sua posizione geografica. I lungometraggi presentati mettono al centro delle loro rappresentazioni i problemi che la moderna società deve affrontare. Il Concorso Internazionale Cortometraggi, Premio Laboratorio Mediterraneo, propone, invece, una ventina di opere di pellicola prodotte negli ultimi due anni. Da segnalare in concorso il cortometraggio austriaco NACHTNEBEL (Night Dust) di Barbara Schärf, in cui viene narrato il viaggio di un uomo assieme al suo figlioccio attraverso la Germania: un viaggio che segnerà profondamente il legame dei due. Di spessore anche la presenza di Rada Sesic al Festival, con il suo BALKAN BLUES, composto da una serie di corti, le cui storie rappresentano vite tormentate, il ritorno dei rifugiati, la colpa, della difficile situazione psicologica in cui si trova chi si sente intrappolato dalla vita, avvelenato dalla propaganda politica o invaso dalla paura degli istinti più profondi di distruzione e morte. Storia ed emozioni, dunque, al centro dei cortometraggi in concorso al Trieste Film Festival, accomunati da una linea sottile data dalle parole vita e ricordo. Ritorna anche quest’anno il Concorso Internazionale Documentari, riservato ai migliori documentari delle aree di tradizionale interesse del festival, con un’attenzione rivolta anche alla produzione recente italiana: le opere in concorso sono tutte inedite per l’Italia. Dopo aver presentato l’anno scorso il documentario Landschaft, ritorna al Festival il regista russo Sergej Loznica, con il suo documentario FABBRICA, in cui agli esterni di un paesaggio rurale si sostituiscono gli interni di quello urbano. Oltre alla Russia - che sarà presente anche con un altro documentario (IL LATO SOLEGGIATO DELLA STRADA di Alexander Gutman) - saranno rappresentati anche la Germania, la Bulgaria, l’Austria, la Turchia, la Repubblica Ceca, la Germania e la Polonia unite dal documentario SHOCK DA REALTA’ di Stanislaw Mucha. Da ricordare, infine, la produzione realizzata tra Francia e Israele (ODESSA di Michale Boganim), nonché quella tra Serbia, Montenegro, Repubblica Ceca e Finlandia (IL LIBRO DEI PRIMATI DI SHUTKA di Aleksandar Manić. La sezione monografica di quest’anno sarà dedicata a al cinema tedesco con “Update Deutschland”. Da qualche anno il cinema tedesco sembra avere modificato la sua immagine: in Germania si è sviluppato un cinema di nuovi autori che si sono gradualmente imposti a livello internazionale, quali Christian Petzold, Angela Schalenec e altri che il festival ci farà scoprire. Da segnalare l’Omaggio ai Guerman: un vero e proprio “Ritratto di famiglia” rivolto a due importanti cineasti russi, padre e figlio: Aleksej German Sr e Aleksej German jr, di cui la Mostra del Cinema di Venezia presentò l’esordio L’ULTIMO TRENO (fuori concorso a Trieste due anni fa) e GARPASTUM, quest’anno in concorso. Il Festival presenta anche la consueta sezione Immagini tradizionale appuntamento incentrato sulla sperimentazione, sul “fuori formato” in termini di supporti durate e generi, sul cinema contemporaneo contaminato da altre arti e discipline quali le arti visive e la musica. Dalla Germania una produzione che affronta un tema quanto mai attuale oggi: la clandestinità. In DIE INNERE SICHERHEIT (Lo stato in cui vivo) di Christian Petzold questi temi trovano spazio nella narrazione delle vicende di una famiglia che vive in clandestinità con la loro figlia, cresciuta lontano dal mondo sociale. Lo stesso regista tedesco porta al Film Festival anche la produzione GESPENSTER (Fantasmi). Anche in questo caso è la famiglia ad essere al centro delle vicende umane. I fantasmi sono apparizioni che difficilmente si accettano come persone morte; frequentano le zone più oscure ed i regni tra la vita e la morte. Sempre dalla Germania, PLÄTZE IN STÄDTEN (Luoghi nelle città) di Angela Schanelec, in cui viene narrata la storia di una giovanissima ragazza, la cui vita è destinata a cambiare nel momento in cui apprende di essere rimasta di incinta di un uomo, conosciuto durante una gita scolastica in Francia. Ed è proprio l’osservazione della vita dall’esterno a caratterizzare anche l’altra opera dell’artista tedesca: MEIN LANGSAMES LEBEN (Passing Summer): osservare la vita dall’esterno, rimanendo distaccati, senza intervenire, è questo il senso della produzione. Dalla Francia e dal Belgio giunge a Trieste REVIVAL PARADISE di Frédéric Moser e Philippe Schwinger, un film in cui viene narrata la storia di una giovane ragazza che da una povera regione dell’est della Polonia parte in cerca di fortuna in direzione Warsavia. Dall’Armenia la produzione ESH (L’asino) di Areg Azatian: al centro del film la vita quotidiana di un uomo e del suo asino. La violenza delle azioni ed i pensieri dei giovani sono il fulcro della produzione di Emmanuelle Antille, ROLLOW: ragazzi che sniffano colla, che compiono atti vandalici e che sono ossessionati da un tornado, che tempo prima aveva risucchiato il padre di uno di loro. Zone di Cinema sezione riservata alla presentazione delle più interessanti produzioni realizzate nella regione Friuli Venezia Giulia: a dicembre durante una sorta di “anteprima” il pubblico ha selezionato le migliori opere che verranno poi incluse nel programma ufficiale del Festival a gennaio.