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Neapolitan Contamination

Gli Artheteca Project a Caserta il 15 gennaio...


Sabato 15 gennaio, sul palcoscenico del teatro “Caserta, Città di Pace, sono di scena gli Artheteca Project nello spettacolo musicale “Neapolitan Contamination” Concerto e Divagazioni Musicali con

Pino Azzardo, voce
Stefano Mecca,chitarra e voce
Luigi Carbone, piano elettrico, tastiere e hammond
Giovanni Imparato,percussioni, tammorre e voce
Roberto Palermo,fisarmonica
Enrico Mastella, tromba, filicorno
Marco Spedaliere,sassofoni
Guarino Randolone, contrabbasso e basso
Mara Imparato, tammurrera
Angelica Marrone
Manuel Morales balletti e coreografie
Alessandro Proni

Con la regia di Stefano Mecca e la direzione Musicale di Luigi Carbone.

La magia della musica nata all’ombra del Vesuvio coinvolge lo spettatore lungo un percorso che abbraccia oltre 5 secoli di storia, e che va ai canti popolari napoletani del ‘500 fino a quasi l’epoca attuale, corredato in diverse interpretazioni da particolari coreografie di ballo che ne esaltano l’effetto scenico. Divagazioni musicali frutto di una ricerca musicale che quasi estremizza la contaminazione culturale portata a Napoli dalle diverse dominazioni che vi si sono succedute e in base alle quali tutto e’ possibile: ad esempio che ‘Io te voglio bene assaje’ suoni a ritmo del ‘Take five’ di Bruebaker o che ‘Samba de una nota’ sia l’elemento di congiunzione tra ‘Nu quart’ e luna’, “Na voce e ‘na chitarra’ e Luna caprese’. Fino a Maruzzella tutta percussioni e ritmi afro suonati da Giovanni Imparato, che esalta la sua formazione cubana anche in ‘Funiculi’ funicula’ ed a ‘O Sole mio’ in una inedita versione Tex-mex sull’onda della celebre esecuzione di Elvis Presley di quella che forse e’ la canzone napoletana piu’ famosa al mondo. Il tutto si chiude con una versione blues di ‘O Surdato ‘nnammurato’ in cui un ipotetico soldato Johnny che viene dalla Virginia scrive la sua lettera d’ amore dal fronte alla sua donna come farebbe il fante di Fuorigrotta.

Insomma: jazz, blues, ma anche flamenco, fado, tango e bossa nova imperversano sul palcoscenico senza pero’ particolarmente alterare il fascino dei motivi partenopei, con un crescendo musicale dove e’ inevitabile la partecipazione ed il coinvolgimento del pubblico presente in sala. Uno spettacolo emozionante e leggero, insomma, sulla complessa semplicita’ dei sentimenti e della vita espressi in versi e musica. Un’occasione per riascoltare brani celebri e brani persi nel tempo e a cui tutti siamo un po’ legati. Con Luigi Carbone al Pianoforte, Stefano Mecca Chitarre, Pino Azzardo Voce, Giovanni Imparato Percussioni, Roberto Palermo Fisarmonica, Enrico Martella Tromba, Toto Giornelli Contrabbasso, Angelica Marrone e Manuel Morales Balletto.

tratto dal comunicato stampa