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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Il Micca Club stile, raffinatezza, gusto musicale da assaporare</title>
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	<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>locali_italiani_musica_etnica_lounge</category><category>ambient. samba</category><category>boogaloo</category><category>bossanova</category><category>lounge</category><category>Micca Club</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il Micca sin dall&#8217;inizio all&#8217;entrata si intravedono fusioni di colori piacevoli e questo fa intuire che il club ha qualcosa di innovativo, gli interni sono rivestiti in silvertape che passano attraverso spazi di antiche mura romane modellate ad arte dove si insinua il bar e varie salette e divani rivestiti in morbida pelle bianca.<br />
La musica è gradevolissima un misto di bossanova, boogaloo, ambient, musica italian anni &#8216;60 rivisitata, il tutto condito da artisti internazionali che si esibiscono sul palco, sotto la regia del DJ resident Alessandro Casella che oltre la programmazione musicale si occupa della rassegna stampa della rivista &#8220;Micca Club&#8221; e di &#8220;Radio Micca&#8221; ospitata da Radio Citta Futura. Un augurio di gran successo per questo locale che si appresta a farsi conoscere dagli amanti della buona musica.</p>
 
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	<title>Il Micca Club stile, raffinatezza, gusto musicale da assaporare</title>
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	<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>artisti_europei_in_worldmusic</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il Micca sin dall&#8217;inizio all&#8217;entrata si intravedono fusioni di colori piacevoli e questo fa intuire che il club ha qualcosa di innovativo, gli interni sono rivestiti in silvertape che passano attraverso spazi di antiche mura romane modellate ad arte dove si insinua il bar e varie salette e divani rivestiti in morbida pelle bianca.<br />
La musica è gradevolissima un misto di bossanova, boogaloo, ambient, musica italian anni &#8216;60 rivisitata, il tutto condito da artisti internazionali che si esibiscono sul palco, sotto la regia del DJ resident Alessandro Casella che oltre la programmazione musicale si occupa della rassegna stampa della rivista &#8220;Micca Club&#8221; e di &#8220;Radio Micca&#8221; ospitata da Radio Citta Futura. Un augurio di gran successo per questo locale che si appresta a farsi conoscere dagli amanti della buona musica.</p>
 
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	<item>
	<title>Gli Indaco in concerto all&#039;Auditorium sabato 28 gennaio</title>
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	<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>world_music_1</category><category>aires tango</category><category>indaco</category><category>worldmusic</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nati nel 1991 da un idea of Rodolfo Maltese e Mario Pio Mancini la musica degli Indaco si è articolata in atmosfere etniche e mediorientali fino ad arrivare a quelle della worldmusic, del rock, del jazz con contaminazioni  dub e ambient. Essi presenteranno dal vivo il loro ultimo album dal nome &#8220;Porte d&#8217;Oriente&#8221; un percorso musicale ideale per una formazione che da dieci anni si dedica alla sperimentazione mescolando i vari stili musicali sopra menzionati.<br />
La formazione che suonerà al concerto di Roma sarò composta da ospiti di riguardo come Il percussionista degli Aires Tango Michele Rabbia, ex leader degli Almanegretta Raiz, e la cantante degli Agricantus Rosie Wierdecker, insieme al cantante Francesco di Giacomo.<br />
Il concerto si svolgerà alla sala Petrassi alle ore 21,00 di sabato 28 gennaio in via de Coubertin. Ingresso euro 10. Infoline: 199109783.</p>
 
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	<title>La voce d&#039;Israele di Noa all&#039;Auditorium di Roma il 18 dicembre</title>
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	<pubDate>Thu, 15 Dec 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>world_music_1</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=767 align=center border=0><br />
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La sua voce sprigiona felicità e gioia e ciò l&#8217;ha fatta diventare una star della worldmusic. Avendo vissuto la sua prima giovinezza fino ai 17 anni a New York e frequentando la high school di <STRONG>New York.</STRONG></p>
<p><STRONG>Noa</STRONG> ha assorbito molto della cultura e esperienza americana. Ma la sua nostalgia della terra natia l&#8217;ha portata verso un richiamo musicale molto forte verso la sua terra natia. Così è ritornata in Israele ed ha fatto il servizio militare e si è iscritta ad un corso di studi musicali alla Rimon School, scuola di jazz e musica classica a Tel Aviv.</p>
<p>Ella ha collaborato con musicisti del calibro di Pat Metheney e Gil Dor , dove ha avuto la possibilità di esprimere il suo talento. Dopo una intera collezione interamente cantata in ebraico, <B>Noa</B>, ha tirato fuori il suo album and &#8220;<B>Blue touches blue&#8221; </B>capolavoro che l&#8217;ha resa famosa al grande pubblico, un antologia di canzoni promosse in un tour mondiale.But what&#8217;s the secret of such a peculiar voice? &#8220;La mia più grande ispirazione è il mio amore universale non per le grandi note ma per l&#8217;universalità che esso sprigiona e la calma che mi dona&#8221;.</p>
<p>And starting from the first song of her latest album, <B>If I give you everything</B>, she began a delightful show.</p>
<p>Il suo repertorio è a metà strada tra lo stile jazz americano e le melodie medio-orientali. Noa ha composto la colonna sonora &#8220;Beautiful that way&#8221;, del film di <STRONG>Roberto Benigni</STRONG>  &#8220;<STRONG>Life is beautiful</STRONG>&#8220;, ed il pensiero nel sentire la sua chiara voce è divina.  Il dono finale di ogni suo concerto è un dono Noa dice &#8220;shalom&#8221;, che significa pace. Un volere che rivela un attitudine contro l&#8217;odio ed il pregiudizio.</p>
<p></TD><br />
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    <p><map name="google_ad_map_20051215000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20051215000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20051215000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20051215000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fworld_music_1%2Finterventi%2F2005%2F12%2F237107.shtml"/></p>
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	<description>La sua voce sprigiona felicità e gioia e ciò l&amp;#8217;ha fatta diventare una star della worldmusic. Avendo vissuto la sua prima giovinezza fino ai 17 anni a New York e frequentando la high[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Dal bossanova al Samba di &quot;Rosalia de Souza 30 luglio Auditorium</title>
	<link>http://guide.supereva.it/world_music_1/interventi/2005/07/219621.shtml</link>
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	<pubDate>Wed, 27 Jul 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>world_music_1</category><category>bossanova</category><category>garota moderna</category><category>musica brasiliana</category><category>samba</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nata a Rio De Janeiro,nel quartiere di &#8220;<STRONG>Nilopolis</STRONG>&#8220;, ma italiana d&#8217;adozione, Rosalia De Souza vive a Roma dalla fine degli anni ’80. Eredita la passione per la musica dal padre, coltivando nel tempo le sue conoscenze musicali con numerosi musicisti jazz. Ha lavorato con artisti (brasiliani) come <STRONG>Alvaro Do</STRONG>s <STRONG>Santos e Ney Coutinho</STRONG>, nel 1994 incontra <STRONG>Nicola Conte</STRONG> (dj&#038;producer) e cominciano a collaborare con il <STRONG>Quintetto X,</STRONG> ed è proprio l’artista italiano che produce il primo album di Rosalia De Souza &#8220;<STRONG>Garota Moderna</STRONG>&#8221; (2003), esplorando la musica brasiliana dalla bossanova alla samba fino al drum´n´bass. Rosalia De Souza presenta una nuova versione del suo show intraprendendo un viaggio esaltante dalla samba alla bossanova, passando per la migliore tradizione della musica brasiliana accompagnata da alcuni dei suoi fedeli musicisti: <STRONG>Mishael Levron</STRONG> alla chitarra, <STRONG>Pedro Scassa</STRONG> al flauto, <STRONG>Geraldo Jacob</STRONG> al basso acustico, <STRONG>Simon Haggiag</STRONG> alle percussioni.da <STRONG>Tom Jobin</STRONG> a <STRONG>Joao Gilberto</STRONG> fino ai brani che hanno reso celebre il suo bellissimo album d’esordio “<STRONG>Garota Moderna</STRONG>” (Schema Records), prodotto da <STRONG>Nicola Conte</STRONG>. Rosalia de Souza è sicuramente una tra le migliori interpreti contemporanee di musica brasileira, artista raffinata che ha trovato la chiave giusta per mescolare elettronica e bossanova, senza togliere calore ed emozione al sound carioca&#8230;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050727000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050727000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050727000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20050727000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fworld_music_1%2Finterventi%2F2005%2F07%2F219621.shtml"/></p>
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	</item>
    
	<item>
	<title>MIRIAM MAKEBA  ritorna Mama Africa stasera all&#039;Auditorium</title>
	<link>http://guide.supereva.it/world_music_1/interventi/2005/07/218831.shtml</link>
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	<pubDate>Wed, 20 Jul 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>world_music_1</category><category>MAMA AFRICA</category><category>MIRIAM MAKEBA</category><category>SUDAFRICA</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG>Miriam</STRONG> nasce il 4 marzo 1932 in un sobborgo di Johannesburg, possiede una voce calda, e melodiosa e sincera, ai tempi in cui l&#8217;apartheid era una realtà senza scelte. Figlia di una sacerdotessa del culto locale fin da bambina ha sperimentato sulla sua pelle tutte le sopraffazioni legati all&#8217;infame regime dell&#8217;apartheid. La sua vita subisce una svolta nel segno di un desiderio di speranza e libertà quando nei primi anni &#8216;50 incontra <A class=linkedbio href="http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=218&#038;biografia=Nelson+Mandela">Nelson Mandela</A> che all&#8217;epoca stava organizzando l&#8217;&#8221;African National Congress&#8221;.</p>
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Fra i due nasce un&#8217;amicizia di ferro che ha portato Miriam ad appoggiare sempre le iniziative del carismatico Nelson. </p>
<p>Miriam Makeba appartiene alla <STRONG>comunità Xhosa</STRONG> del Sudafrica e, molto legata alle radici del suo popolo, ha iniziato la sua carriera con un repertorio diviso tra il &#8220;<STRONG>Kwela Africano</STRONG>&#8221; e il &#8220;Doowop&#8221;, lo stile vocale tra Rock&#8217;n'roll e Rhythm and Blues degli anni &#8216;50. Per rendere la sua musica ancora più speziatadi sapori etnici la cantante ha aggiunto al suo genere una forte componente legata al &#8220;<STRONG>Griot</STRONG>&#8220;, che rappresenta la grande tradizione trobadorica africana. </p>
<p>E&#8217; poi diventata una star con i &#8220;<STRONG>Manhattan Brothers</STRONG>&#8220;, gruppo col quale ha raggiunto una fama considerevole anche fuori dei confini del suo Paese. </p>
<p>Ma la malvagità dell&#8217;uomo non ha mai fine e riserva sempre sgradevoli sorprese: per Miriam questo si è tradotto con l&#8217;esilio imposto dal governo di Pretoria dopo il suo primo tour negli Stati Uniti del &#8216;60. Non potevano tollerare che fosse diventata il simbolo di un popolo oppresso!<br />
Resterà lontana dal suo paese per ben trent&#8217;anni, una sofferenza enorme per una persona così legata alla sua terra come Miriam. </p>
<p>In America fortunatamente ha trovato in <STRONG>Harry Belafonte</STRONG> un amico prezioso che la ha aiutata a diventare una stella (vincendo addirittura un Grammy, cosa mai successa ad un artista africano). </p>
<p>Purtroppo anche in America Miriam incontra serie difficoltà. Nel 1968 sposò <STRONG>Stokely Carmichael</STRONG>, un leader dei movimenti radicali Neri, e anche se non ci furono reazioni ufficiali, il suo soggiorno negli States diventò molto difficile. Progetti di dischi e concerti furono cancellati.<br />
Decise allora di tornare in Africa e trovò nella <STRONG>Guinea</STRONG> una seconda patria che l&#8217;accolse a braccia aperte. Come delegato di quello Stato prese parte anche a diverse missioni diplomatiche alle <A class=linkedbio href="http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=318&#038;biografia=L%27+O.N.U.">Nazioni Unite</A>, dove più volte parlò contro la barbarie dell&#8217;apartheid. </p>
<p>Miriam Makeba grazie al suo impegno civile ha ricevuto premi dall&#8217;Unesco e da altre importanti organizzazioni. E&#8217; stata ricevuta dai maggiori leader del mondo, da <A class=linkedbio href="http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=166&#038;biografia=John+Fitzgerald+Kennedy">John Kennedy</A> a <A class=linkedbio href="http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=244&#038;biografia=Fidel+Castro">Fidel Castro</A>, da <A class=linkedbio href="http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=690&#038;biografia=Francois+Mitterrand">Francois Mitterrand</A> all&#8217;Imperatore dell&#8217;Etiopia Haile&#8217;Selassie.<br />
Come artista ha lavorato con personaggi del calibro di Paul Simon, Dizzy Gillespie, Hugh Masekela e <A class=linkedbio href="http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=794&#038;biografia=Nina+Simone">Nina Simone</A>. </p>
<p>Nel 1990, ad esilio estinto, è tornata nel suo paese. In Sud Africa riprese a cantare e a impegnarsi in progetti umanitari fra i quali alcuni di tutela delle donne nere. Tanta passione e tanta pervicacia sono state poi ripagate con grandi risultati, tradotti nella fine del regime bianco in Sudafrica e l&#8217;inizio di un processo democratico. </p>
<p>La sua vita, spesa senza un attimo di respiro, è caratterizzata da una grande tempra di combattente e da molte sfortune, da un cancro ad un incidente aereo. Ma questa straordinaria &#8220;African lady&#8221;, autentica leggenda vivente, riesce ancora a dispensare vere emozioni con la sua grande musica.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;></p>
<p>Ottima performance della regina d&#8217;africa ieri all&#8217;Auditorium di Roma per il concerto di <STRONG>Miriam Makeba</STRONG> organizzato <STRONG>dall&#8217;Accademia di Santa Cecilia</STRONG> per la rassegna &#8220;<STRONG>Voci di donne</STRONG>&#8221; entrata sul palco vestita di nero con uno scialle metallico dorato per nulla appesantita dall&#8217;età ed uno stuolo di musicisti, erano 7 musicisti e 3 del coro tutti provenienti da diversi continenti africani e molti di loro di cittadinanza new yorkese.<br />
Dopo una lunga intro e presentazione dei vari musicisti <STRONG>Miriam</STRONG> dava inizio alle sue canzoni in lingua sudafricana (<STRONG>griot africano</STRONG>)seguita dal trio vocale abile nell&#8217;accompagnamento corale il tutto condito con suoni rythm&#8217;n blues newyorchesi. Abile intrattenitrice con il pubblico ricordava di aver 73 persone tra fratelli e sorelle e di non saper come mantenerle! - scherzava con il pubblico; che seppur in epoca di pace di non dimenticare le sofferenze dell&#8217;apartheid.<br />
La serata proseguiva con una canzone dedicata agli studenti universitari africani sparsi nel mondo che ricordava sono le speranze e il futuro del mondo, una canzone cantata in francese, ed una canzone dedicata ad una sua amica dello Zimbabwe recentemente scomparsa.<br />
Molto apprezzata dal pubblico la canzone solista della corista Rosy l&#8217;unica rosa del gruppo come Miriam ama definirla una voce vellutata e incantevole.<br />
Il finale del concerto vede una reunion di tutti e 9 i componenti del gruppo; Makeba in testa (eccetto il percussionista) per un congedo finale in lingua africana come un ricordo della diaspora africana nel mondo. Una piccola pecca se vogliamo a questo bel concerto è il fatto che nessun bis di Makeba è stato accolto con sconcerto del pubblico.</p>
<p><STRONG>enrico matrigiani</STRONG></p>
<p>guida worldmusic di supereva!</p>
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	<description>Miriam nasce il 4 marzo 1932 in un sobborgo di Johannesburg, possiede una voce calda, e melodiosa e sincera, ai tempi in cui l&amp;#8217;apartheid era una realtà senza scelte. Figlia di una sacerdotessa[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Rokia Traorè questa sera 08 luglio nella Cavea dell&#039;Auditorium</title>
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	<pubDate>Fri, 08 Jul 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>world_music_1</category><category>artista africana</category><category>Bowmboi</category><category>mali</category><category>rokia traorè</category><category>voci africane</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><TABLE height=300 cellSpacing=0 cellPadding=0 width=750 border=0><br />
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<STRONG>Rokia Traorè</STRONG> è una delle più belle voci africane apparse sulle scene nell’ultimo decennio, torna a farsi ascoltare con un nuovo album che esalta la statura artistica della cantante maliana e ne espande gli orizzonti espressivi.</p>
<p><STRONG>“Bowmboï</STRONG>”, questo il titolo del suo ultimo disco, è stato inciso tra <STRONG>Bamako</STRONG> (la capitale del Mali), Parigi e San Francisco, fra il novembre del 2002 e il febbraio 2003 e vincitore del premio critica in Inghilterra come miglior album etnico. Il risultato è un autentico affresco sonoro di grande respiro poetico, in cui i suoni della tradizione si compenetrano con uno spiccato senso di modernità.</p>
<p>“<STRONG>Bowmboï</STRONG>” è un disco intenso, ricchissimo di musicalità, grazie agli intrecci ritmici e strumentali e alla splendida voce di Rokia Traorè, le cui potenzialità sono ora giunte a piena maturazione</p>
<p>E&#8217; accompagnata da vari musicisti che suonano lo <A onclick="window.open('http://www.virtualmuseum.ca/Exhibitions/Instruments/Anglais/mnm_c_txt03_en.html','Window','scrollbars=yes,resizable=yes,width=750,height=570,status=yes,location=yes,toolbar=yes');" href="javascript:;">n&#8217;goni</A>, chitarrine simili per forma a mandolini e per suono a <STRONG>kore</STRONG>, da un percussionista&nbsp;che suona una grande zucca percossa a colpi di pollice e di karate,&nbsp;e da un &nbsp;<STRONG>balafonista</STRONG> che&nbsp;suona il tradizionale&nbsp;xilofono di zucche.</p>
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Rokia Traoré, una delle più belle voci africane apparse sulle scene nell’ultimo decennio, torna a farsi ascoltare con un nuovo album (il terzo dopo “Mouneïssa” del 1998 e “Wanita” del 2000, entrambi anch’essi su etichetta Indigo); un album che non solo esalta la statura artistica della cantante maliana, anche autrice e chitarrista di talento, ma ne amplia considerevolmente gli orizzonti espressivi. “Bowmboï”, questo il titolo del disco, è stato inciso a Bamako, capitale del Mali, Parigi e San Francisco fra il novembre del 2002 e il febbraio 2003: la maggior delle registrazioni sono state effettuate in Africa, con l’ausilio di musicisti tradizionali, mentre nelle sedute successive sono state realizzate significative sovraincisioni. Il risultato è un autentico affresco sonoro di grande e profondo respiro poetico in cui i suoni della tradizione si compenetrano, senza attrito alcuno, con uno spiccato senso di modernità</p>
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    <p><map name="google_ad_map_20050708000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050708000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050708000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20050708000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fworld_music_1%2Finterventi%2F2005%2F07%2F217520.shtml"/></p>
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	<description>Rokia Traorè è una delle più belle voci africane apparse sulle scene nell’ultimo decennio, torna a farsi ascoltare con un nuovo album che esalta la statura artistica della cantante[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Gal Costa, Brazil! Stasera 04 luglio all&#039;Auditorium di Roma</title>
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	<pubDate>Mon, 04 Jul 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>world_music_1</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Gal Costa, una delle interpreti classiche della musica popolare brasiliana, assieme ad Ellis Regina, prematuramente scomparsa, e a Maria Bethania, sorella del grande autore Caetano Veloso. Dotata di una voce dal timbro chiaro ma molto duttile, ha percorso tutta la storia della musica brasiliana sia dal lato più giocoso, danzante e corale, sia nei toni più intimisti delle ballate acustiche e del tropicalismo. Per lei hanno composto un po&#8217; tutti i grandi autori della canzone brasiliana, da Veloso a Carlos a Chico Buarque e la sua voce accompagnava i film brasiliani ispirati ai romanzi di Jorge Amado, come &#8220;Dona Flor&#8221; e &#8220;Gabriela&#8221;. E&#8217; venuta spesso a cantare in Italia, sia in teatri sia in manifestazioni estive e stasera ci farà rivivere il suo tropicalismo brasiliano.<br />
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Ottima performance della cantante brasiliana Gal Costa all&#8217;Auditorium di Roma fondatrice negli anni &#8216;60 del movimento tropicalismo insieme con Caetano Veloso e Jobim.<br />
La sua carica passionale nelle sue canzoni si denota subito e riesce con la sua personalità nonostante un italiano un pò stentato all&#8217;inizio del concerto a far suo il pubblico incitandolo a cantare insieme i suoi successi ed i successi di altri brasiliani (Caetano Veloso, Carlos Jobim e Tito Puente)cantando Corcovado, ragazza de Ipanema, Tristeza,e altri. Un ora e 30 di vera musica brasiliana.</p>
 
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	<description>Gal Costa, una delle interpreti classiche della musica popolare brasiliana, assieme ad Ellis Regina, prematuramente scomparsa, e a Maria Bethania, sorella del grande autore Caetano Veloso. Dotata di una[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Angelique Kidjo all&#039;Auditorium il 28 maggio sala Sinopoli</title>
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	<pubDate>Wed, 25 May 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>world_music_1</category><category>Angeli</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><TABLE height="100%" cellSpacing=0 cellPadding=0 width=904 border=0><br />
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<p><EM>La musica non è solo emozione e ritmo. E&#8217; qualcosa che parla di una cultura e del suo popolo!&#8221;</EM></p>
<p><EM><STRONG>Angelique Kidjo</STRONG></EM> non è solo una delle più entusiasmanti ed elettrizzanti performers del mondo musicale odierno, ne è anche una delle più originali e creative personalità, un&#8217;artista la cui missione è sempre stata, fin dagli esordi quella di riuscire a creare un linguaggio comune a diverse culture. Partendo infatti dal suo retagio culturale del Benin, suo paese di nascita, Angelique ha saputo inglobare nella sua musica elementi provenienti da musiche quali funk, salsa, jazz, samba e ovviamente makossa. &#8220;Oyaya!&#8221;, l&#8217;ultimo album di Angelique Kidjo, è la terza parte di una trilogia che ha esplorato le radici della musica africana prima negli Stati Uniti con &#8220;Oremi&#8221; e poi in Brasile con &#8220;Black Ivory Soul&#8221;. Con &#8220;Oyaya!&#8221; </p>
<p>Angelique Kidjo esamina e ripercorre i legami esistenti tra la sua terra natia e le tradizioni musicali sviluppatesi con la diaspora delle popolazioni africane nelle isole caraibiche. Insieme a suo marito Jean Hebrail ha scritto 13 canzoni originali che si ispirano a diversi stili della musica dei nativi caraibici tra cui la salsa, il calypso, il merengue e lo ska. In &#8220;Oyaya!&#8221; Angelique Kidjo canta in più lingue: inglese, francese, oltre ad alcune lingue africane come lo yoruba e il fon. &#8220;Oyaya!&#8221; è stato prodotto da Steve Berlin, conosciuto per la sua collaborazione ad importantissimi progetti musicali come quelli di Los Lobos, Los Super Seven, John Wesley Harding, Susan Tedeschi, The Tragically Hip, Crash Test Dummies e il più recente String Cheese Incident.  </p>
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	<description>La musica non è solo emozione e ritmo. E&amp;#8217; qualcosa che parla di una cultura e del suo popolo!&amp;#8221;
Angelique Kidjo non è solo una delle più entusiasmanti ed[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>MARIZA il fado contemporaneo all&#039;Auditorium il 18 maggio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/world_music_1/interventi/2005/05/210405.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/world_music_1/interventi/2005/05/210405.shtml</guid>
	<pubDate>Mon, 16 May 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Lord Sinclair</dc:creator>
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    <category>artisti_europei_in_worldmusic</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Mariza, cantante dai capelli biondi del fado portoghese il 18 di maggio canta all’Auditorium per presentare il suo nuovo disco &#8220;TRASPARENTE&#8221; appena uscito in Europa. Prodotto dal brasiliano &#8220;Jaques Morelenbaum&#8221; l’album contiene canzoni dal fascino antico su testi dei poeti Florbela Espanca, Fernando Pessoa e Alexandre O’Neill. Mariza si presenta al pubblico con un look eccentrico e il talento di una vera star. La cantante ha detto: “Non è per dare un’immagine di me che sia costruita, ma mi piacciono i capelli così. Non c’è nessuna regola in base alla quale una fadista debba per forza avere i capelli neri, e poi mi piace avere sul palco bei vestiti e un trucco particolare”.<br />
Il cd è stato registrato a Rio de Janeiro all’inizio dell’anno e ora viene presentato in giro per il mondo nel “Trasparente tour”. Il nuovo album della cantante portoghese, che è considerata l’erede per eccellenza di Amalia Rodriguez (la più grande icona del fado di tutti i tempi), rivela come sempre un tocco molto personale, sia per le originali sonorità sia per la ricerca accurata dei temi molto legati alla raffinata personalità della cantante. Mariza è stata riconosciuta dalla stampa estera in Portogallo come la personalità dell’anno “per il suo contributo nel promuovere la cultura portoghese nel mondo”. L’anno scorso al cantante ha anche duettato con Sting nella canzone “A thousand years” aggiungendo due versi in portoghese. Forse siamo troppo legati a immagini del fado cupo e austero - spiega Mariza, premiata recentemente come migliore artista europea nella categoria Worldmusic dalla Bbc radio, ma io non la vedo così. Certo il fado è una musica di un popolo che ha sofferto: troppi anni di guerre contro la Spagna, che in passato hanno fatto crescere in noi l&#8217;idea dell&#8217;esilio che si è trasformato in scoperta, e quindi automaticamente abbiamo scelto do andare per mare; raccontando la nostalgia della nostra terra.</p>
<p>Mariza ha iniziato a cantare il fado da bambina, grazie a suo padre che le disegnava fumetti per aiutarla a ricordare i testi. A cinque anni già si esibiva nel ristorante dei suoi genitori che si trovava nella Mouraria, uno dei quartieri più tradizionali di Lisbona. Mariza è nata in Mozambico, ma la sua famiglia si è trasferita in Portogallo quando era ancora bambina, dandogli la possibilità di immergesi a tempo pieno nelle “Case del fado”, ovvero casinò e club dove cantare faceva parte della vita di tutti i giorni. La cantante ha spiegato: “Sono luoghi che vivono d’emozioni, proprio come il fado che è un tipo di musica piena di passione, dolore, gelosia, rabbia e spesso satira”. Le qualità interpretative di Mariza sono poi venute alla luce al pubblico portoghese e alla stampa quando venne invitata a partecipare al tributo in onore di Amalia Rodrigues al Coliseum di Lisbona e Oporto, trasmesso dal vivo dal canale nazionale portoghese. Da allora Mariza si è mossa in equilibrio tra il portare avanti la tradizione più genuina del fado e donargli allo stesso tempo una nuova freschezza. Le performance mantengono le emozioni sanguigne che caratterizzano il genere, ma con una forte impronta personale. La sua voce possente è accompagnata dagli strumenti classici del fado (chitarra acustica, chitarra portoghese e contrabbasso) e il suo repertorio va dai classici di José Afonco ai poemi di Pessoa ed Eugenio de Andrade ed è arricchito anche dalla straordinaria mano di Carlos Maria Trindade, fondatore dei Madredeus.<br />
Biglietto unico: 18 euro. Biglietteria 199.109.783</p>
<p>Mariza – voce, Luìs Guerriero – chitarra portoghese, Antònio Neto – chitarra acustica, Fernando de Sousa – basso acustico, Joao Pedro Ruela – percussioni</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050516000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050516000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050516000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20050516000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fworld_music_1%2Finterventi%2F2005%2F05%2F210405.shtml"/></p>
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	<description>Mariza, cantante dai capelli biondi del fado portoghese il 18 di maggio canta all’Auditorium per presentare il suo nuovo disco &amp;#8220;TRASPARENTE&amp;#8221; appena uscito in Europa. Prodotto dal[...]</description>
	
	</item>
    

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