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AIRES TANGO

Domenica 25 agosto 2002, ore 21.30 Castello - Scarlino (GR) Ospite d’eccezione: PEPPE SERVILLO

Il gruppo nasce nel 1994 da una idea del sassofonista e compositore argentino Javier Girotto, che ispirandosi alle proprie radici musicali e fondendole con le modalità espressive tipiche del jazz crea un terreno musicale nuovo.
Facendo esplicito riferimento alla musica del grande Astor Piazzolla, gli Aires Tango arrivano ad un repertorio di musica originale in progressiva evoluzione, sia per la natura improvvisativa che per il continuo ricambio del materiale musicale.
La musica degli Aires tango rispecchia fedelmente i tratti della melodia tangueira e dell’improvvisazione jazzistica. Il risultato è una sorta di “Tango trattato”, dalle caratteristiche spiccatamente latine per le melodie ed i ritmi che lo animano, ma meno vincolato dai canoni del tango tradizionale e perciò terreno fertile per una improvvisazione d’ispirazione Jazz; in questo modo gli Aires giungono ad una musica di notevole libertà espressiva e di grande fascino, nella quale gli echi del passato si fondono con le istanze del linguaggio musicale più moderno.
L’incontro con Peppe Servillo front man della Piccola Orchestra Avion Travel, avvenne qualche anno fa nel quintetto del batterista romano Roberto Gatto.
Peppe Servillo e la sua Piccola Orchestra iniziano il loro percorso creativo nel 1980 con la nuova ondata del rock italiano e continuano la loro evoluzione verso ambiti musicali di ben altra portata con “Bellosguardo” album che rappresenta la loro maturità artistica e spaziano nell’opera musicale con “La guerra vista dalla luna”, sempre pronti a mettersi in discussione e saggiare orizzonti più vasti.
Il passo successivo la partecipazione di Peppe Servillo al cd degli Aires Tango “Poemas” per cui scrisse il testo e cantò il brano “L’amico di Cordoba”. Un incontro cementato dal puro piacere di percorrere insieme un tratto di percorso creativo.
Aires Tango è un quartetto formato da Javier Girotto ai sassofoni, Alessandro Gwiss al piano, Marco Siniscalco al basso e Michele Rabbia alle percussioni, che rinuncia volentieri al bandeon per non marcare troppo le radici tanghere, puntando invece all’originalità delle proposta, che matura con l’abilità dei suoi componenti.