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La voce d'Israele di Noa all'Auditorium di Roma il 18 dicembre

Il suo melange di jazz, american rock e melodie del Medio Oriente













La sua voce sprigiona felicità e gioia e ciò l’ha fatta diventare una star della worldmusic. Avendo vissuto la sua prima giovinezza fino ai 17 anni a New York e frequentando la high school di New York.

Noa ha assorbito molto della cultura e esperienza americana. Ma la sua nostalgia della terra natia l’ha portata verso un richiamo musicale molto forte verso la sua terra natia. Così è ritornata in Israele ed ha fatto il servizio militare e si è iscritta ad un corso di studi musicali alla Rimon School, scuola di jazz e musica classica a Tel Aviv.

Ella ha collaborato con musicisti del calibro di Pat Metheney e Gil Dor , dove ha avuto la possibilità di esprimere il suo talento. Dopo una intera collezione interamente cantata in ebraico, Noa, ha tirato fuori il suo album and “Blue touches blue” capolavoro che l’ha resa famosa al grande pubblico, un antologia di canzoni promosse in un tour mondiale.But what’s the secret of such a peculiar voice? “La mia più grande ispirazione è il mio amore universale non per le grandi note ma per l’universalità che esso sprigiona e la calma che mi dona”.

And starting from the first song of her latest album, If I give you everything, she began a delightful show.

Il suo repertorio è a metà strada tra lo stile jazz americano e le melodie medio-orientali. Noa ha composto la colonna sonora “Beautiful that way”, del film di Roberto BenigniLife is beautiful“, ed il pensiero nel sentire la sua chiara voce è divina. Il dono finale di ogni suo concerto è un dono Noa dice “shalom”, che significa pace. Un volere che rivela un attitudine contro l’odio ed il pregiudizio.