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Wrestlemania II

Seconda edizione di Wrestlemania: è il 1986, e l'evento ebbe una particolarità che poi non si sarebbe più ripetuta in nessun'altra occasione nella WWF: venne disputato contemporaneamente in 3 diverse città e quindi in 3 diverse arene, cioè Chicago, Los Angeles e Long Island a New York

La seconda edizione di Wrestlemania ebbe una particolarità che poi non
si sarebbe più ripetuta in nessun altro evento della ww

La seconda edizione di
Wrestlemania ebbe una particolarità che poi non si sarebbe più ripetuta in
nessun altro evento della wwf: venne disputata contemporaneamente in 3 diverse
città e quindi in 3 diverse arene, cioè Chicago, Los Angeles e Long Island a
New York. Inoltre questo fu il primo evento di wrestling ad essere
trasmesso  in ppv a circuito chiuso, e
questa fu senz’altro la svolta per la federazione di Stamford. Ma oltre a ciò,
lo spettacolo mostrato sul ring, o meglio sui 3 ring delle 3 arene, fu
discreto, nulla di che, e questa edizione di Wrestlemania non è passata alla
storia come una delle migliori, e la presenza delle star dello spettacolo come
Rey Charles e Ozzy Ousbourne riuscì ad allietare abbastanza il pubblico. La
card presentava 12 incontri, 4 per ogni arena, tra cui una battaglia reale a 20
uomini, ma solo due incontri, cioè il main event e quello per i titoli di
coppia regalarono qualche emozione.

 

Gli altri match segnarono il
debutto a Wrestlemania di due futuri campioni della federazione, cioè “Macho
man” Randy Savage e di Jake “the snake” Roberts, entrambi vittoriosi al loro
esordio. Un altro esordio significativo, ma che comunque non ebbe risalto come
i due precedenti, fu quello di Bret Hart, futura stella di prima grandezza
della wwf fino alla seconda metà degli anni novanta, e poi fino al 1999 alla
rivale wcw. Ci fu un divertente match per il titolo femminile tra l’allora
campionessa Velvet McIntyre e la sempre arzilla Faboulus Moolah, la quale
combatteva già da tanti anni e continuerà a farlo ancora per molto, tanto da
comparire pure a Wrestlemania 2000. Ci fu uno strano incontro di pugilato,
avete capito bene, pugilato, tra Roddy Piper e Mr T, che fece la sua secondo
apparizione come wrestler oltre che come uomo di spettacolo dopo la prima
edizione, e la vittoria andò proprio a lui. Poi ci fu una intensa battle royal
tra 20  uomini, 10 erano lottatori wwf,
e gli altri 10 erano giocatori della NFl, la lega americana professionistica di
football, e ciò fece capire come Vince McMahon alle prime armi voleva che il
wrestling uscisse dai semplici palazzotti e potesse aprirsi a un vero
sport-spettacolo, la concezione che noi oggi abbiamo del wrestling; la vittoria
comunque andò per il visibilio del pubblico a Andrè the giant.  Ci fu poi una intensissima sfida per i
titoli di coppia tra i campioni Valentie e Beefcake e la coppia  vincente nel match chiamata “British
Bulldogs” formata da Dave Boy Smith (conosciuto poi come British Bulldog) e il
famosissimo Dinamite Kid,  i quali
regalarono un match bellissimo e soprattutto tanta tecnica e agilità che allora
in un wrestling dominato dai superfisici e dai giganti era impossibile da
vedere, e fu un qualcosa che il pubblicò apprezzo moltissimo, applaudendo molto
Dinamite Kid, un ragazzo che poi avrà la vita stroncata un incidente d’auto la
cui abilità verrà poi riportata sul ring dalla famiglia Hart e ora da Benoit,
l’atleta che più gli somiglia.

 

Infine ci fu il main event per il
titolo mondiale wwf, il campione Hulk Hogan difendeva la sua cintura dal
gigante King Kong Budy, e tutto questo avvenne nella gabbia d’acciaio, fu
infatti uno steel cage match per evitare interferenze esterne come quella del
manager di Budy, Bobby Hennan. La rivalità tra i due era altissima poiché nelle
settimane precedenti all’evento Hogan rimase infortunato dopo un attacco da
parte di Budy, uno dei pochi capaci fino ad allora di aver lasciato inerme al
suolo il campionissimo Hogan, agli inizi della sua era leggendaria. L’incontro
fu breve (10 minuti) non regalò grossi spunti sul piano del wrestling lottato,
ma fu molto inteso, mai noioso e piacevole, con un pubblico molto partecipe
soprattutto quando Budy cominciò a sanguinare dalla fronte. Il match si risolse
ovviamente in una grandissima vittoria per Hogan, il quale riuscì nell’impresa
di sollevare con un bodyslam il gigante Budy (anche se come sollevò poi l’anno
dopo Andrè fu un qualcosa di epico…) e alla fine del match Hogan ebbe modo pure
di vendicarsi sul manager Hennan. Insomma una edizione di transizione possiamo
dire tra una buonissima prima edizione e lo spettacolo dell’anno
successivo………………..

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