Questo sito contribuisce alla audience di

Wrestlemania XI

Come tutto nel mondo e nella vita, anche le cose belle anche qualche pecca e delusione, e nella storia meravigliosa di Wrestlemania l’undicesima è la sua pecca

Come tutto nel mondo e nella vita, anche le cose belle anche qualche
pecca e delusione, e nella storia meravigliosa di Wrestle

Come tutto nel mondo e nella vita,
anche le cose belle anche qualche pecca e delusione, e nella storia
meravigliosa di Wrestlemania l’undicesima è la sua pecca. Nel 1995 infatti ci
troviamo forse alla peggiore edizione di ogni Wrestlemania. All’Hartford Civic
Center, sede dell’evento, non si partiva già col migliore degli auspici: la
card presentava solamente 7 incontri e tra questi solo 3 match partivano con
qualche interesse e attesa, cioè i match validi per i titoli intercontinentale
e quello mondiale e l’i quit match, di cui poi parleremo. Ma la delusione
maggiore per l’evento riguardava il main event della serata: solitamente il
main event deve essere l’incontro principale e più bello della serata, per cui
il pubblico attende ore e ore gustandosi intanto gli altri incontri, e
soprattutto nella storia ormai decennale di Wrestlemania il main event era
qualcosa di favoloso per attesa e spettacolo, molte volte il miglior incontro
della card e quello che regala ovviamente più emozioni, un qualcosa di epico,
ma quell’anno, il 1995 (inseme al 96 i peggiori nella storia nella storia
gloriosa della wwf) il match principale di Wrestlemania fu un incontro tra il
gigante Bam Bam Bigelow neanche troppo ben visto dai fans in generale e Lawrence
Taylor, non un lottatore, non uno che aveva a che fare col wrestling, ma bensì
un semplice giocatore di football, che, seppur poteva essere un grandissimo
campione nella sua disciplina nel wrestling cosa ci faceva non si sa, e
soprattutto nel main event dell’evento più atteso dell’anno.

Come detto la card prevedeva solo
7 incontri, e il primo di questi fu un match di coppia in cui il tag team
composto dai rappresentanti patriottici dei rispettivi stati, cioè Lex Lugher
(per gli Stati Uniti) e British Bulldog (per la Gran Bretagna) sconfisse Eli e
Jacob blue. Poi ritrovammo dopo due anni a Wrestlemania l’imbattuto in questo
show Undertaker, il quale era nel pieno della guerra tra lui e il gruppo di Ted
Di Biase e quella sera quella stable oppose al becchino addirittura il gigante
King Kong Budy, che tornava dopo quasi un decennio alla wwf e a Wrestlemania,
in cui combatte ricordiamo il main event nel 86 contro Hogan perdendo in un
cage match. L’incontro, per la mole e di Budy e per la sua staticità e avanzare
degli anni fu bruttino, lento e pure noioso, e ovviamente si concluse con la
vittoria di Undertaker. Gli Smoking Gunns (i fratelli Billy e Bart Gunn)  difendevano nella loro prima Wrestlemania i
titoli di coppia contro un team a sorpresa, infatti uno dei loro due avversari,
Owen Hart, aveva annunciato che il suo partner sarebbe stato una sorpresa, e
alla fine il suo partner incredibilmente si rivelò essere Yokozuna e questo
strano team composto da Owen e Yoko riuscì a portare a casa vittoria e titoli.
Si arrivava a uno dei match più attesi della serata, il match per il titolo
intercontinentale tra Razor Ramon e l’atro nascente della wwf, cioè “double j”
Jeff Jerret. Il match era molto atteso per la spettacolarità che i due erano in
grado di regalare sul ring, e poi perché il match valido per la cintura IC era
stato uno dei migliori in ogni edizione di Wrestlemania, ma questa volta ci fu
una mezza delusione, nessuna emozione sul quadrato, nessuna gran cosa, match
anonimo finito nel peggiore dei modi, cioè con una squalifica davvero inutile.
Un altro match atteso era quello tra Bret Hart e Bob Backlund, poiché i due,
grandi maestri di tecnica sul ring nonostante Backlund fosse ormai abbastanza
avanti con l’età per un lottatore di primo ordine, si strascinavo una forte
rivalità che durava ormai da cinque mesi, e qui il loro feud si doveva
concludere con un i quit match, cioè per vincere bisogna far pronunciare questa
frase all’avversario.

Per questo match molto atteso
venne addirittura chiamato come arbitro speciale l’onnipresente Roddy Piper,
già alla seconda Wrestlemania consecutiva in veste di arbitro, e alla fine la
sua presenza ravvivò un po l’incontro che si concluse con molta delusione
perché non fu un gran match a favore di Bret Hart. Così si arriva la match
valido per il titolo mondiale, quello che doveva essere il vero main event
della serata non solo per l’importanza ma anche per la qualità del match che
alla fine si rivelò essere il migliore della serata (dopotutto si fatica a
trovare in questa edizione qualche match decente) e uno dei migliori
dell’intero 95. I contendenti erano il campione Diesel (l’attuale Kevin Nash) e
il vincitore della Royal Rumble Shawn Michaels, ormai entrato definitivamente e
meritatamente nell’olimpo del wrestling mondiale, stella di prima grandezza
della wwf insieme a Bret e proprio a Diesel e Undertaker, e dopo match
bellissimi combattuti nelle precedenti edizioni di Wrestlemania (bellissimi
match nei Rockers, buon incontro nel 92, miglior incontro della serata nel 93,
l’epico ladder match dell’edizione precedente) si ritrovava giustamente a
lottare per il titolo assoluto, destino della sorte contro colui che era
arrivato alla wwf come sua guardia del corpo. L’incontro fu bellissimo, un
concentrato di emozioni (le uniche della serata) e azioni ripetute, mai noioso
e privo di momenti morti nonostante la mole di Diesel, grande prestazione di
Michaels ma purtroppo forse la wwf non lo riteneva ancora maturo per il titolo
e la vittoria e mantenimento del titolo (lo terrà ben un anno intero) andò in
maniera sporca a Diesel. Purtroppo arrivò l’ora del main event, un insulto
secondo me alla leggenda delle precedenti Wrestlemania,  il match tra Bam Bam Bigelow e Lawrence
Taylor, giocatore professionistico di football americano. Fu un incontro
pessimo, e l’insulto al wrestling si completò pure con la vittoria dello stesso
Taylor, un successo di un no wrestler su un vero lottatore, una vergogna,
lasciatemelo dire. Non c’è niente da obbiettare, grandissima mossa
pubblicitaria di Vince McMahon per attirare più fans e i media sulla sua
federazione, ma questo nel tempio di Wrestlemania secondo me è troppo. Per
fortuna anche allora la sera calò. E la notte portò finalmente la fine di
questa tristezza chiamata Wrestlemania 11………

Le categorie della guida