Questo sito contribuisce alla audience di

Wrestlemania XV

Nel 1999 Wrestlemania festeggia i suoi quindici anni di vita, e per questo anniversario la festa si svolge all’Union Centre di Philadelphia. La card prevedeva 10 incontri, i quali si riveleranno poi non bellissimi a livello qualitativo del wrestling, ma tutti molto interessanti per quello che poi ne scaturì.

Nel 1999 Wrestlemania festeggia i suoi quindici anni di vita, e per
questo anniversario la festa si svolge all’Union Centre di

Nel 1999 Wrestlemania festeggia i
suoi quindici anni di vita, e per questo anniversario la festa si svolge
all’Union Centre di Philadelphia. La card prevedeva 10 incontri, i quali si
riveleranno poi non bellissimi a livello qualitativo del wrestling, ma tutti
molto interessanti per quello che poi ne scaturì. L’incontro d’apertura della
serata vedeva di fronte in un triple threat match Al Snow, Billy Gunn e
Hardcore Holly per il titolo hardcore, cintura difesa per la prima volta nella
storia di Wrestlemania e la vittoria andò ad Holly. Poi nell’ambito dei match
minori l’incontro per il titolo femminile venne vinto dalla tifatissima Sable
su Tori. Nell’incontro per i titoli di coppia gli esordienti a Wrestlemania
Test e D’lo Brown furono sconfitti dai campioni in carica Jerret e Owen Hart
(per Owen la terza Wrestlemania in cui vinceva il match per i titoli di coppia
con 3 partner diversi, prima Yokozuna, poi British Bulldog ora con Jeff Jerret)
e il match per la cintura intercontinentale venne vinto dal campione in carica
Road Dogg in un incontro a 4 con Shamrock, Goldust e Val Venis. In uno
stranissimo match di pugilato vero e proprio il campione Butterbean sconfisse
in solo un minuto Bart Gunn, il quale si vantava di essere un buon boxer, e la
particolarità di questo match fu una e importantissima: fu l’unico match nella
storia di Wrestlemania (se non nell’intera storia del wrestling) a non avere un
risultato e un andamento premeditato, ma fu tutto vero e reale, e lo testimonia
subito i colpi di Butterbean che stendono senza possibilità di replica
l’avversario.

 

Ci furono poi due match
indipendenti tra loro ma legati indissolubilmente, cioè il match tra Kane e
Triple H e la sfida per il titolo europeo tra X-Pac e Shane McMahon: nel primo
incontro Chyna incredibilmente dopo 2 anni aveva tradito il suo uomo Triple H e
tutta la De.Generation X per passare dalla parte di Kane, ma poi nel match in
questione questo addio si rivelò tutto programmato dalla DX, poiché Chyna colpì
Kane con una sedia decretandone la sconfitta e ritornando con Triple H; poi
dopo nel backstage tutta la DX festeggiò per il ritorno di Chyna, ma poi nel
match tra X-Pac e Shane la vittoria e il titolo andò proprio a quest’ultimo
perché incredibilmente Triple H e Chyna attaccarono X-Pac fino alla sua
sconfitta, poi arrivarono a difendere Pac anche i New Age Outlaws, cioè Road
Dogg e Billy Gunn, gli altri membri della DX, sancendo così definitivamente in
modo impensabile la rottura della DX da parte dei loro fondatori HHH e Chyna.
Un altro dei match più attesi era la sfida tra Mankind (cioè Foley) e Big Show,
il quale esordiva quella sera in un match nella wwf dopo essere arrivato alla
federazione da soli 30 giorni, con in palio la possibilità di arbitrare il main
event: il match fu una forte rissa tra i due, che terminò quando Show colpì
Mankind con una sedia perdendo il match così per squalifica e regalando il
ruolo arbitrale all’avversario, così Vince McMahon presente a bordo ring andò
su tutte le furie ma subì una devastante chokeslam da parte di Big Show. Si
arriva così al penultimo match della card, sicuramente il più atteso della
serata, più del main event, cioè il rientrante Big Bossman contro Undertaker
nel devastante “hell in a cell match”, per la prima e finora unica volta a
Wrestlemania. Questo tipo d’incontro in quel momento era il terzo del suo
genere e seguiva due eccellenti apripista, l’incontro tra Undertaker e Michaels
e poi Undertaker contro Mankind, ognuno dei due un autentico capolavoro
leggendario e epico e incontri da dieci e lode; il becchino era al terzo hell
in a cell su 3 disputati, era ormai il re di questo gimmick match, r per tutte
le aspettative derivate dalla sua presenza e soprattutto dal fascino e dalla
bellezza dei precedenti incontri di questo tipo il match partiva carico di
attese e con tutti gli occhi puntati addosso, tutti speravano fosse una sfida
favolosa, potesse diventare uno degli incontri migliori di ogni tempo, ma
questo incontro alla fine si rivelò la pecora nera della famiglia degli hell in
a cell che finora conta 8 incontri. Intendiamoci, non fu un incontro pessimo e
neanche da buttare via, ma fu comunque sufficiente; purtroppo la sufficienza
non era quello che ci si attendeva, fu un risultato scarso, il peggior incontro
di questo tipo, addirittura uno dei peggiori della serata nonostante
potenzialmente pareva essere il migliore, una rissa brutta tra due big-man,
inutile la scelta dell’hell in a cell, un insulto ai precedenti capolavori di
questo tipo, e solo alla fine capimmo perché la wwf decise per questo incontro
questa stipulazione: dopo il match concluso facilmente per il becchino con la
sua tombstone sul tetto della gabbia si calarono gli aiutanti di Undertaker,
cioè il Brood (Gangrel, Edge e Christian) e mandarono un cappio nel ring a cui
venne legato Bossman dal becchino per la gola, poi il Brood fece sollevare la
gabbia intera facendo così modo che Bossman restasse appeso alla struttura
metallica come se fosse impiccato. Incredibile. Ma inutile. Uno spreco.

 

Si arriva così al main event per
il titolo mondiale wwf, il più giovane campione nella storia wwf The rock (fino
al regno nell’agosto 2002 di Lesnar) difendeva la cintura dall’assalto di Stone
Cold Steve Austin. Poco prima McMahon annunciava che per il colpo subito Foley
non poteva arbitrare il match e così lo avrebbe arbitrato lui stesso, ma quando
l’incontro stava per partire il pubblico esplose al suono della musica di Shawn
Michaels il quale al suo arrivo annunciò che in qualità di commisioner wwf
toglieva McMahon dal ruolo di arbitro e ne metteva uno professionista in quel
ruolo. Per tutto l’incontro, il migliore della serata per intensità e
partecipazione dei fans, si proseguirono i cambi di arbitri per i colpi, anche
volontari, che subivano o da parte dei lottatori stessi o da parte di Vince
McMahon; il match fu molto bello interessante, grande prova di Austin e solita
grande prestazione soprattutto per il ruolo interpretato sul ring da un The
Rock perfetto assolutamente nel ruolo di cattivo, e alla fine quando proprio Rock
sembrava prevalere per le scorrettezze sue e di Vince arrivò sul ring l’arbitro
legittimo del match, Foley, che dopo il colpo inferto a Rock e a Vince e poi
con la stunner di Austin sul campione decretò il conteggio vincente per Stone
Cold che vinse per la terza volta in carriera il titolo mondiale, per la
seconda volta consecutiva vinceva un main event di Wrestlemania in cui vinceva
il titolo e alla fine festeggiava a suon di birre per l’assoluto visibilio e
tripudio dei fans, che alla vittoria di Austin esplosero in un boato che non si
sentiva forse dai tempi delle vittorie di Hogan e di Warrior, tanto per far
capire cosa era per i fans e per il wrestling americano del periodo la figura
di Stone Cold.  In conclusione non una
grande Wrestlemania sul piano del wrestling, anzi, davvero molto deludente, ma
comunque molto interessante e proprio da vedere per i sui pregi e difetti.

Le categorie della guida