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Wrestlemania XVII

Nel 2001 la wwf era chiamata a riscattare il prestigio di Wrestlemania dopo due edizioni davvero troppo opache e la sera del primo aprile la federazione di Stamford riuscì pienamente nel suo intento, anzi, regalò alla storia del wrestling uno dei ppv più belli, entusiasmanti ed emozionanti si sempre

Nel 2001 la wwf era chiamata a riscattare il prestigio di Wrestlemania
dopo due edizioni davvero troppo opache e la sera del p

Nel 2001 la wwf era chiamata a riscattare il prestigio di
Wrestlemania dopo due edizioni davvero troppo opache e la sera del primo aprile
la federazione di Stamford riuscì pienamente nel suo intento, anzi, regalò alla
storia del wrestling uno dei ppv più belli, entusiasmanti ed emozionanti si
sempre. La serata si svolse all’Astrodome di Houston davanti a 67 mila
spettatori, un record assoluto per quei tempi, un record dopo i 93 mila della
terza edizione. La card prevedeva 11 incontri, uno più bello dell’altro. Il
match d’apertura fu la sfida per il titolo intercontinentale tra il campione
Chris Jericho e l’esperto William Regal, e la vittoria andò al primo che
conservò la cintura. Il secondo incontro della serata era un 3 contro 3 tra
Bradshaw, Farooq e Tazz contro Godfather, Venis e Buchanan, e senza troppe
difficoltà furono i primi a vincere, poi nel match per il titolo hardcore i
affrontavano in un match a 3 tra Kane, Big Show e Raven, in un classico match
hardcore con situazioni combattute anche nel parcheggio dell’arena e la
vittoria e cintura andò a Kane, poi in uno dei migliori match della serata
Eddie Guerriero strappò il titolo europeo a Test e successivamente Chyna
strappò la cintura femminile a Ivory. Ed ecco uno dei momenti più divertenti e
veramente belli della serata e dell’intera storia di Wrestlemania: la gimmick
battle royal. Per una serata dopo tanti anni, tutti insieme nello stesso ring,
per la gioia comune del pubblico e soprattutto per i nostalgici eco salire e
combattere moltissime superstras e manager dei vecchi tempi della wwf, anche
lottatori pluri campioni, anche leggende: Sergent Slaughter, Kamala, Brother
Love, Jim Cornette, Iron Sheik, Repo Man, One man Gang, Earthquake, Volkoff, i
Bushwhackers, e Doink il clown solo per citarne alcuni, e alla fine la vittoria
andò allo sceicco di ferro Iron Sheik (campione mondiale prima dell’era Hogan)
che viene poi “punito per la vittoria” tra l’approvazione dei fans da Slaughter
(che alle spalle il main event di Wrestlemania 7 come campione mondiale).

 E così si arriva alle 5 perle uniche della serata, tutti match da
un comodo 8 in pagella che hanno innalzato a livelli grandiosi la qualità del
ppv. Il primo di questi è il match tra Angle e Benoit, due assoluti maestri
della tecnica che miscelati hanno creato un match esplosivo e sorprendentemente
emozionante nel finale, con continui rivolgimenti di fronte e una tecnica mai
noiosa nonostante molte prese a terra statiche soprattutto nella parte
iniziale. Grande prova dei due, continue serie di supplex per vedere chi fosse
il più tecnico tra i due, poi entrambi che riuscivano magnificamente a
rovesciare in proprio favore le mosse finale dell’avversario, e alla fine
grandi emozioni e una vittoria di Kurt Angle arrivata solo con un roll-up
insperato. Poi il match per il titolo di coppia viene disputato tra le stesse
tre coppia della scorsa edizione, cioè i Dudleys, gli Hardys e Edge e
Christian, in un TLC match, incontro con tavoli, sedie e scale, rivincita del
primo incontro di questo genere avvenuto l’anno prima a Summerslam e evoluzione
del triangle ladder match della scorsa Wrestlemania. Il match fu molto bello e
spettacolare come al solito, con le interferenze dei vari Spike, Rhyno e Lita
che ravvivarono ancora di più l’azione, ma a mio parere anche per la parte
iniziale e centrale un po monotona e statica il match dell’anno prima fu ancora
più bello e spettacolare e tra i 4 TLC disputati questo si mette solo al terzo
posto (gli è inferiore solo il quarto e ultimo fino ad ora TLC)  e alla fine il match salì di qualità
soprattutto per gli incredibili spot di BubbaRay Dudley e Matt Hardy che dalla
cima della scala nel ring cadono fuori ring su una serie di tavoli, e poi la
fantastica spera di Edge dalla cima di una scala su Jeff Hardy rimasto appeso
al gancio delle cinture sospeso quindi in aria. Ma uno dei migliori e più
intensi e emozionanti match della serata era quello vedeva opposti in un
incredibile incontro ammazza-famiglia mai visto nella storia della wwf  padre contro figlio, Vince contro Shane, i due
uomini della famiglia McMahon, la famiglia che aveva creato il business che
tanto ci piace e ci fa sognare, con Vince accompagnato dalla figlia Steph e
Shane accompagnato dalla madre Linda, con la famiglia proprietaria della wwf
irrimediabilmente spaccata in due anche per i continui tradimenti di Vince
verso la moglie e per la spavalderia di Shane che aveva acquistato la rivale
wcw pensando di fare guerra e la padre e alla stessa impresa di famiglia, in
più a mettere pepe alla sfida fu la stipulazione, un brutale “street fight
match” e anche la presenza come arbitro speciale dl mitico Mick Foley. Quello
che ne uscì fuori da questa contesa fu grandioso, non un gran match di
wrestling, essendo i due contendenti non lottatori professionisti, ma per
l’intensità, la psicologia, le emozioni, la partecipazione fantastica del
pubblico, la prestazione bellissima dei due (soprattutto di Shane che eseguì un
favoloso volo dal ring verso il tavolo dei commentatori a vuoto), quel pizzico
di emozione che dà vedere Foley su un ring, la presenza di Linda che rifilò un
calcione nelle parti basse a Vince divertentissimo venne fuori davvero un
classico di Wrestlemania, migliorato anche dalla mossa finale con cui Shane
chiuse a suo vantaggio il match battendo il padre, cioè una Van Terminator
spettacolare!!!

Il penultimo match della serata
vedeva di fronte un’icona del wrestling moderno contro un cardine dell’era del
vecchio wrestling, cioè Triple H contro il rientrante Undertaker, cambiato
radicalmente: l’era gimmick era ormai passata da tempo, si era ormai da un paio
d’anni nell’era attitude, e la figura del becchino era solo un nostalgico
ricordo dei tempi passati; ora il wrestling era molto cambiato in tutto, e
anche uno come Undertaker doveva mutare la sua immagine: del passato conservava
solo il suo stesso nome, per il resto aveva una nuova gimmick, quella del
motociclista, era lui era l’american “bad ass”, non più il ministro delle
tenebre, era il biker, ma comunque alla fine era sempre lui e sempre idolatrato
dai fans. Il match tra i due fu bellissimo e intensissimo, uno dei migliori in
assoluto della serata, con un Triple H in forma perfetta che si trascinava
dietro un anno 2000 assolutamente fantastico per lui sia per le vittorie sia
per le prestazioni offerte, ma alla fine la vittoria dopo un match molto
violento e aperto va a un sanguinante Undertaker che riesce a vincere solo con
molto difficoltà grazie a un bravissimo Triple H. Ma arriva il momento più
atteso della serata, il main event per il titolo mondiale wwf, ormai un
classico wwf: il campione The Rock contro Stone Cold Steve Austin. Entrambi
erano al terzo main event di Wrestlemania consecutivo (Austin saltò l’edizione
2000 per infortunio) con la differenza che Stone Cold li aveva vinti entrambi e
Rock li aveva persi entrambi, e soprattutto i due si erano già affrontati nel
main event di due anni prima(secondo caso nella storia di Wrestlemania che il
main event poi si ripete, come Bret-Yokozuna nel 93  e poi 94), con la vittoria di Austin che strappò la cintura a Rock,
quindi con la stessa situazione di questa volta, cioè con Rock campione e
Austin sfidante, ma con la differenza che questo era un “no disqualification
match” e che ora in questo match erano entrambi “face”, quindi beniamini del
pubblico (come Hogan-Warrior nel 90 e Bret-Michaels nel 96). Descrivere a
parole il match è dura, è stato un favoloso incontro, uno dei migliori main
event della storia del ppv mai visti, con una intensità da brividi, con una
prestazione fantastica  di entrambi, e
col botto finale: il tradimento di Austin nei confronti del pubblico e la sua
alleanza con l’odiatissimo Vince McMahon. Austin, l’assoluto idolo del
pubblico, colui che era da solo stato in grado di creare l’era attitude, colui
che riceveva boati dai fans in ogni arena quasi al livello di Hogan, colui con
nella faida violentissima lunga ben due anni proprio contro l’odiato Vince era
riuscito a far vincere alla wwf la guerra degli ascolti con la rivale wcw,
colui che da solo con le sue semplice parole trascinava le folle come solo le
leggende sanno fare, l’assoluto icona del nuovo corso wwf, colui che con il suo
atteggiamento, con le sue birre, col suo dito medio sempre alzato aveva
spezzato i canoni del “face” modello e avevo cambiato le regole del wrestling
più conformista, ora si alleava all’uomo che più di tutti nella sua vita ha
odiato, l’uomo che tutti odiano, il cui si pensava l’unico pregio era proprio
quello di darci ogni giorno la wwf, colui che più volte ha tentato di stroncare
la carriera stessa di Austin; ora le due antitesi, le rispettive nemesi si
univano, e The Rock era la prima vittima sacrificale di questa nuova e
scioccante alleanza che spezzerà le credenziali di ogni fans, tutto ciò in un
finale di match davvero fantastico e incredibilmente emozionante, con continui
capovolgimenti di fronte e tentativi di schienamenti interrotti proprio sul
filo di lana, e ala fine l’esecuzione sommaria di Austin a suon di sediate su
Rock, sua vittoria e quinto regno da campione mondiale per Stone Col
festeggiato a suon di birre con Vince McMahon, tutto ciò con l’interrogativo
dei fans: “Perché Austin, perché???………”

Una serata e una Wrestlemania
stratosferica………..

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