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Wrestlemania XVIII

Si ritorna, come 12 anni prima, allo Sky Dome di Toronto dove la bellezza di 68 mila spettatori fanno da palcoscenico ad un’attesissima edizione di Wrestlemania per i nuovi arrivi dalle federazioni rivale ormai scomparse e per i grandissimi ritorni dal passato di vere leggende.

Si ritorna, come 12 anni prima, allo Sky Dome di Toronto dove la
bellezza di 68 mila spettatori fanno da palcoscenico ad un’at

Si ritorna, come 12 anni prima, allo Sky Dome di Toronto
dove la bellezza di 68 mila spettatori fanno da palcoscenico ad un’attesissima
edizione di Wrestlemania per i nuovi arrivi dalle federazioni rivale ormai
scomparse e per i grandissimi ritorni dal passato di vere leggende. Come per
l’anno prima la sfida iniziale è quella valida per la cintura intercontinentale
e vede ancora impegnato l’inglese William Regal, lo scorso anno come sfidante
ora come campione e il suo avversario è Rob Van Dam, new entry dalla fallita
ecw, che alla prima Wrestlemania riesce a portarsi a casa il secondo titolo più
importante della federazione. Negli altri match titolati Jazz riesce a
conservare il titolo femminile battendo Trish Status e Lia, poi Diamond Dallas
Page, ex campione mondiale wcw, alla sua prima e unica Wrestlemania, strappa il
titolo europeo a Christian, poi il match per la cintura hardcore vedeva opposti
il giovane Maven al rientrante Goldust, ma in realtà la sfida non ha
conclusione sul ring in una farsa e continui siparietti per tutto l’arco della
durata del ppv con continui e ridicoli passaggi di titolo tra Spike, Hurricane,
Molly Holly, Christian, e alla fine della serata la cintura torna al suo
proprietario ad inizio ppv, cioè Maven. Poi i titoli di coppia in un match con
4 tag team vengono conservati dai campioni Billy Gunn e Chuck Palumbo contro i
Dudleys, gli Hardy e gli A.P.A., poi Kurt Angle scorrettamente batte Kane in un
match abbastanza deludente per le attese della vigilia e Edge nella sua città
natale sconfigge il 5 volte campione mondiale wcw Booker T.

Si arriva poi ai 4 match più importanti della serata
intera, e si comincia con la sfida tra Undertaker e Ric Flair, l’assoluta
leggenda del wrestling mondiale, 16 volte campione mondiale tra wwf e wcw, il
quale aveva disputato in vita sua una sola Wrestlemania, proprio 10 anni prima,
nel 1992 perdendo il titolo mondiale che aveva contro Randy Savage. Ora Flair
era tornato investe di proprietario della wwf a metà con Vince McMahon e per il
ppv più importante dell’anno rimetteva i panni da wrestling affrontando una
delle più grandi icone del wrestling, Undertaker, in una sfida epica tra due
grandiose leggende mai affrontatisi prima dopo una rivalità prima di questa
serata costruita benissimo. Il match tra i due non fu molto bello e
emozionante, ma abbastanza lento e statico, costruito però bene soprattutto
molto intenso e con una grande cura data alla psicologia, capace di regalare
una storia all’interno dello stesso match, e alla fine questo classico match
“old school” venne vinto dal becchino con la sua tipica tombstone su un
sanguinante Flair, e quindi: Undertaker, decima partecipazione a wrestlemania
per lui, decima vittoria, 10 su 10, record assoluto per una delle più grandi icone
di ogni tempo. Un altro match molto atteso era quello tra Stone Cold, che dopo
5 anni non si trova nel main event, contro Scott Hall, cioè il vecchio Razor
Ramon più volte campione intercontinentale e autori di grandi prove a
Wrestlemania, ora tornava e si portava come supporto all’angolo il suo caro
amico Kevin Nash, cioè il vecchio Diesel anche lui al ritorno: il match fu
abbastanza deludente, breve ma mai noioso, e alla fine solo sufficiente, con
una buona vittoria pulita di Austin nonostante le varie interferenze di Nash.

Ma si giunge al match più atteso
della serata e alla sfida più elettrizzante dell’intero anno, se non degli
ultimi anni; ogni Wrestlemania deve avere un match epico, un favoloso incontro,
e quella serata assistemmo al magnifico The Rock contro Hulk Hogan. Hogan,
l’icona assoluta del wrestling, l’immortale, il campionissimo della wwf,
simbolo di Wrestlemania stessa, colui che sul ring insieme a Vince McMahon
dietro la scrivania ha creato il wrestling che noi conosciamo, tornava alla wwf
dopo 9 anni nelle vesti incredibili per lui del cattivo di turno, contro Rock,
il simbolo del nuovo corso del wrestling, la nuova icona, l’idolo assoluto
delle folle, il campione della gente, colui che negli anni passati era stato
etichettato proprio come il nuovo Hogan, ora in questo match dal sapore epico
uno contro uno, icona contro icona, leggenda contro leggenda, due ere contro,
in poche parole, Rock contro Hogan. Quei 25 minuti che vanno dall’entrata dei
due wrestler nell’arena fino ala loro uscita vanno presi in blocco e consegnati
ala storia. L’atmosfera fu totalmente incredibile, un clima elettrizzante, io
non ho mai visto nulla di simile, l’unico paragone che posso fare è quello
degli incontri tra Hogan e Andrè the giant e Hogan contro Warrior, sempre
Wrestlemania, sempre con Hogan non a caso di mezzo, e questo paragone vi può
far ben capire il clima generato dal tifo smisurato dei fans. Ma i visto nulla
di simile, con i due faccia a faccia prima del match che si guarda intorno e
neanche sembrano credere alle loro orecchie e ai loro occhi vedendo e sentendo
i 68 mila impazziti fans canadesi. Stessa arena di Wrestlemania, quindi ci fu
il grandissimo Hogan-Warrior in un clima pazzesco, e ora i fans di Toronto
regalano un altro spettacolo favoloso. Poi il match inizia e appena Hogan mette
a terra Rock e mostra i muscoli il pubblico esplode come mai: Hogan stesso è
incredulo, essendo lui il cattivo di turno, mentre Rock è subissato dai fischi
e è davvero bravo a non farsi prendere dallo sconforto. Il match in se non fu
bellissimo, date anche le condizioni di Hogan, ma fu molto emozionante e la
partecipazione del pubblico totale durante tutta la sfida, e in un bel finale
The Rock riuscì a conquistare una insperata vittoria. Ma non finì qui: uno
sportivissimo Hogan a fine match diede la mano a Rock per la gioia
irrefrenabile del pubblico e per questo atto Nash e Hall, alleati di Hogan,
raggiunsero il ring e lo attaccarono, ma incredibilmente venne difeso dallo
stesso rock e ala fine le due icone festeggiarono insieme abbracciandosi e
facendo le classiche pose dell’immortali per l’incredibile felicità dei fans
canadesi in uno dei momenti più belli nella storia del ppv e dopo un match
favoloso entrato di diritto tra i grandi classici di Wrestlemania. Il main
event a quel punto non vedeva più il pubblico molto partecipe perché molto
svuotato dopo le emozioni di Rock-Hogan, e soprattutto la bellezza
dell’incontro stesso ne risentì, poiché come clima non sembro un main event di
Wrestlemania. Il match in questione era valevole per il titolo mondiale
unficato wwf-wcw (che per la prima volta nella storia era stato unificato in
dicembre 2001) tra il campione Chris Jericho e Triple H. L’incontro (il main
event più lungo nella storia di wrestlemania, ben 29 minuti) fu abbastanza
deludente, senza grosse emozioni e quei classici tentativi di schienamento che
galvanizzano i fans, e alla fine il favoritissimo triple H riesce proprio a
battere Jericho e a diventare il secondo campione unificato della storia,
vincendo il suo secondo main event di Wrestlemania. Così questa bellissima
edizione nel bellissimo scenario di Toronto volgeva a conclusione e ci regalava
il favoloso classico tra Hogan e Rock, che penso riuscirà a emozionare ogni
fans di wrestling ancora per molto tempo……….

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