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Pb's Theory: Speciale ICW Cold War 2005

Torna sulle pagine di superEva Wrestling, lo stupefacente Pippobarza che ci racconta quanto accaduto in quel di Bergamo, nel corso di ICW Cold War 2005, la prima card live della Italian Championship Wrestling di questo nuovo anno!

Amici, ma soprattutto amiche del grande wrestling, vi do il benvenuto
tra le righe della mia umilissima e frequentissima rubri

Amici, ma soprattutto amiche del grande wrestling, vi do
il benvenuto tra le righe della mia umilissima e frequentissima rubrica, il
Pippobarza’s Theory! Edizione assolutamente speciale questa, vuoi perchè è la
prima da mesi a questa parte, vuoi perchè tratterò un argomento in cui non mi
ero mai cimentato: le federazioni italiane di wrestling. Quello che seguirà è
il mio personalissimo ricordo di quanto accaduto in quel di Bergamo, il
08/01/2005 nel corso di ICW Cold War 2005.

Dopo essere giunto alla palestra Italcementi, dove si
sarebbe svolto lo show, con una buona ora di anticipo, la prima cosa che noto è
che ci sono già un centinaio buono di persone del pubblico dentro: ad attendere
l’inizio dello show? No, ad attendere di poter comprare un biglietto!!! Ebbene
sì, da quanto mi è stato detto, nonostante i tagliandi in prevendita fossero
andati esauriti, la richiesta è stata tale che si è andati ben oltre il sold
out dell’impianto (più di mille persone presenti, molte delle quali si sono
dovute accontentare di assistere allo show in piedi).

Dopo aver sfruttato il “metodo Lordkobe” per
entrare (fatevelo spiegare da lui :) mi sono portato nel ringside con un buon
tre quarti d’ora d’anticipo rispetto all’inizio dello show e lì chi ti vedo, se
non proprio il nostro Lordkobe, the original? Ovviamente mi sono presentato al
collega (che non mi conosceva) a modo mio, chiedendogli di indovinare quale suo
sodale di superEva si nascondesse dietro al mio volto; il fatto che lui non sia
riuscito a spiccicare un nome è secondario, mi sono identificato io con un
perfetto “The Artist Formerly Known as Pippobarza” (tra l’altro
mangiandomi 3 parole su 6…) che però è servito lo stesso allo scopo. Dopo una
breve chiacchierata con il buon Kobe mi sono portato in alto per seguire lo
show e parte del riscaldamento sul ring dei ragazzi; sì in alto, ritenevo avrei
visto meglio rispetto al ringside e, considerato che la palestra dove lo show
si è svolto non è enorme mi sono venuto a trovare ad una quindicina di metri in
linea d’aria dal ring ed in effetti me lo sono gustato al meglio appollaiato
nel “loggione”.

All’apertura ufficiale dell’ingresso al pubblico, la scena è stata la seguente:
orde di bambini, ragazzi, ragazze, genitori, nonni e chi più ne ha più ne metta
che si sono fiondati a rotta di collo per accaparrarsi i posti più vicini al
ring. Se prima avevo ancora qualche dubbio ormai il tutto è dissipato: la
maggioranza del pubblico che segue in un modo o nell’altro il wrestling è
composto da under 14, con alcuni che (purtroppo) si sono distinti per insulti
nemmeno troppo leggeri agli heel (ma questo ci sta) e lancio continuo, durante
tutta la durata dello show di palline di carta (questo ci sta meno e qui,
l’idea di piazzare in ogni posto il depliant di una fumetteria e quello di un
negozio che vende merchandising di wrestling, di proprietà di un noto
commentatore italiano, non si è certo rivelata l’idea del secolo) con il nostro
buon Lordkobe che tentava in tutti i modi di impedire il degenerare della
situazione, con fortune alterne.

Chiedo scusa in anticipo se per caso inserirò i vari segmenti in maniera
temporalmente errata o se sbaglierò i nomi di qualcuno dei protagonisti, non me
ne vogliano ma la memoria non è esattamente il mio forte.

Veniamo però all’azione, iniziata con qualche minuto di ritardo (ma d’altra
parte è prassi per ogni spettacolo degno di questo nome di farsi aspettare) e
presentata/commentata, MAGISTRALMENTE, durante tutto l’arco delle 2 ore
abbondanti di show dai due cronisti ufficiali ICW, Manuele “Titan
Morgan” Poli (senza boa alla Hollywood Hogan) e Francesco “Meastro
Zamo” Zamoli, un classic heel colour commentator coi fiocchi, altro che
quelli che ci becchiamo sulle tv italiane (tutte, a buon intenditor…).

Primo incontro vedeva contrapposti il duo formato da Manuel
Majoli & Il Corvo Bianco contro la A-K Connection (Ace e Kobra) gli ultimi
due che giocavano in casa e che hanno, giustamente, ricevuto l’appoggio del
pubblico. E’ stato un buon tag team match, vissuto su degli schemi piuttosto
classici (uno dei due face che le prende di grossa senza riuscire a dare il tag
al compagno) e che ha visto anche alcune azioni interessanti, soprattutto da
parte di Manuel Majoli, autore di un rolling double underhook suplex chiuso in
ponte bellissimo. Per la cronaca la vittoria se la sono aggiudicata gli heels
con un illegal pin.

A questo punto ha fatto il suo ingresso on stage il General
Manager “one night only” della ICW, Thierry Gerbore, conosciuto ai
più come Tsunami, il quale, nel suo elegantissimo completo, annunciava che
stasera ci sarebbe stata la sfida finale tra ICW e Lesione Straniera, al meglio
dei 5 match: il team perdente, per stipulazione, avrebbe dovuto subire lo
smantellamento. Nota a margine: da “lontano” Tsunami è uguale sputato
a William Regal.

Si arrivava così alla presentazione di uno dei due ospiti
stranieri della serata, “The Wonderkid” Johnny Storm. L’inglese,
assoluto fan favourite, ha ricevuto durante la sua presentazione, l’offerta da
parte della Lesione Straniera per raggiungere le sue fila; al rifiuto da parte
di Storm è scattato il più classico dei pestaggi all’americana, con il team ICW
giunto al salvataggio: qui è accaduto un piccolo malinteso, con Storm colpito
accidentalmente da Rev Devil (che era stato spinto, se non ricordo male, dal
Marchese) suo avversario poi nel Main Event. Tra i due c’è stato comunque un
chiarimento, perchè nel Main Event hanno lottato da face vs face (ma su questo
ci tornerò dopo).

Secondo scontro della serata vedeva di fronte Mr.
Excellent (face) e Pain (heel), che si contendevano il Campionato
Interregionale. Non me ne vogliano i protagonisti, ma questo è stato il match
che mi è piaciuto di meno in un contesto comunque di wrestling tutto di buon
livello; il match si è chiuso in seguito alla chokeslam di Pain, anche se,
quantomeno nel settore dove mi trovavo io, l’attenzione è stata catalizzata per
gran parte dell’incontro dalla manageressa di Pain, Queen Maya, che sfoggiava
un abitino dalla sobrietà degna della Sensational Sherry dei tempi migliori.

E’ stata la volta poi del primo Ladder Match della storia
del wrestling italiano, ad affrontarsi Puck (ICW) ed Ulster (Lesione
Straniera). Non essendoci belt recovery, il match si poteva vincere solo per
schienamento, effettuato dopo un attacco portato utilizzando la scala. I due
non si sono risparmiati assolutamente e le due scale utilizzate nell’incontro
hanno visto schiantarsi contro i due contendenti più e più volte. La fine si è
avuta quando Ulster ha colpito con un legdrop dalla cima della scala
l’avversario; da segnalare anche uno spot, che lì per lì mi ha fatto temere per
l’incolumità di Puck, colpito in pieno alla nuca (mentre era in piedi) con un
foot stomp da parte di un Ulster che saltava dalla corda più alta, la sensazione
che ho avuto sul momento è stata di un collo spezzato, fortunatamente niente di
grave visto che Puck ha proseguito l’incontro. Note a margine: complimenti ad
entrambi per i bump presi (soprattutto a Puck, fisico alla Spike Dudley) alla
Zia Cri (di cui onestamente non ricordo il nome d’arte) manageressa di Puck e
all’onnipresente Lordkobe che ad incontro terminato, si porta via una delle due
scale con la sola potenza di un braccio :)

Momento di svago, con il beauty contest, condotto dal
quartetto Titan Morgan-Maestro Zamo-Tsunami-Ace, che ha visto vincitrice per
acclamazione popolare (tra le tre partecipanti) quella che si è svestita di più
(per la cronaca la ragazza, Laura se ricordo bene il nome, è rimasta in
minigonna e bikini). Al termine del contest ha fatto il suo rientro in scena
Queen Maya, reclamando di diritto il titolo di Miss ICW; la ragazza è stata
zittita da un’altra misteriosa e mascherata ragazza (di cui le mie antenne non
hanno captato il nome) che l’ha stesa con una Stunner.

Con la Lesione Straniera in vantaggio per 2-0 è arrivato poi
il turno del primo dei due ospiti stranieri, Ares, che ha fronteggiato Kaio. Lo
svizzero Ares dal vivo è veramente massiccio ed è un gran bravo heel, ma anche
l’italiano Kaio fa la sua figura (ovviamente, come fisico sono tutti molto
lontani dallo standard che ci viene proposto in tv). L’incontro è stato molto
intenso ed ha visto un paio di ottime manovre da parte dell’italiano (su tutte
un vertical suplex ed una spinebuster) ed è terminato in double count out, con
i due che hanno proseguito a darsele in mezzo al pubblico, volando tra le sedie
e finendo per venire separati solo in cima alle gradinate, mezzo metro dietro
la mia schiena.

Era giunta poi l’ora della open challenge lanciata dal
Marchese (Lesione Straniera) a tutti i plebei presenti all’arena. Dopo un
ottimo heel promo da parte del Marchese (buono a tal punto che c’era un bambino
che aveva scavalcato le transenne perchè voleva andare in prima persona a
sfidarlo) è arrivato lo sfidante del Marchese, Golden Hornet. In un certo senso
si è trattato di un comedy match, con Hornet che lottava con uno stile del
tutto particolare e “non usuale per lui”. L’arcano è stato presto
svelato quando ha fatto il suo ingresso Kobra, decisivo con una mini-distrazione
che ha consentito a Hornet di vincere la sfida. Sotto la maschera di Golden
Hornet altri non c’era se non Ace, il ragazzo di casa, alla fin fine uno dei
grandi protagonisti della serata.

E’ stato poi il turno del match valido per il Campionato
Italiano di Coppia, che vedeva di fronte i campioni della Forza Bruta (Raiss
& Darkness, accompagnati da Il Bestia) sfidati dai The Psycho Dragons
(Psycho Mike, anche lui di origini bergamasche e The Dragon, in rappresentanza
della Lesione Straniera). Anche qui si è trattato del classico tag team match,
con Raiss a subire per gran parte dell’incontro senza riuscire a dare il cambio
al compagno e con Darkness che una volta entrato ha chiuso il match con un DDT.
Nota a margine, da dove mi trovavo io (ma credo più o meno in tutta la
palestra) il pin decisivo non si è notato, in quanto non si è sentito battere
il braccio dell’arbitro per la terza volta; il referee ha ad ogni modo sancito
la vittoria quindi immagino fosse tutto regolare.

Si è così arrivati al Main Event con ICW e Lesione Straniera
in parità sul 2-2. La sfida decisiva sarebbe stata dunque quella tra Red Devil
e “The Wonderkid” Johnny Storm, con quest’ultimo che non aveva ancora
svelato le sue intenzioni riguardo una possibile partecipazione tra le fila della
Lesione Straniera. Inizialmente il match era stato annunciato come un IronMan
Match, ma è stato poi tramutato in un 2 out of 3 falls match. Per descrivere
quello che i miei occhi hanno visto posso usare solo 3 parole: WHAT A MATCH!!!
Avevo letto buone cose riguardo ad entrambi, ma non pensavo davvero fossero
così bravi. L’azione è sempre stata veloce e spettacolare e le belle mosse sono
state talmente tante che non me le ricordo nemmeno tutte, segnalo soprattutto
un bellissimo Asai Moonsault di Red Devil dalla seconda corda all’esterno del
ring, un paio di voli stupendi di Johnny Storm ed uno scambio tra i due a
centro ring, chiusi a vicenda in una chiave alle gambe a testa in giù (sì sì, a
testa in giù!). La prima caduta se l’è aggiudicata Johnny Storm, la seconda è
stata per Red Devil. La caduta decisiva si è chiusa in una doppia squalifica in
seguito alle interferenze dei membri della Lesione Straniera ai danni di
entrambi i contendenti; dopo l’arrivo al salvataggio da parte del team ICW, ha
fatto il suo ritorno on stage il General Manager, che ha sancito una Battle
Royal per stabilire il team vincitore. Al termine dell’azione, ultimi due sul
ring sono restati Ares e Kaio (autore tra l’altro di un’ottima running
powerslam su un avversario durante la rissa) che si sono così giocati la
vittoria finale e la loro personalissima resa dei conti. A trionfare è stato
Kaio che, in equilibrio sull’apron ring, ha fatto volare fuori Ares abbassando
le corde mentre questi cercava di buttarlo giù con un colpo in corsa.

Terminato lo show, TUTTI gli atleti presenti si sono
dimostrati molto disponibili con i presenti firmando autografi a ripetizione,
facendosi fare foto e scambiando parole con tutti (cosa che hanno fatto anche
Stefano Benzi, giornalista di SportItalia e conduttore di WWE News, presente
nelle vesti di semplice spettatore ed uno dei due telecronisti di Sky, sempre
quello del negozio di merchandising). Personalmente ho scambiato qualche parola
con il General Manager Tsunami (che conoscevo tramite web per il fatto di
essere colleghi in una e-fed) con l’onnipresente Lordkobe e con la Zia Cri.

Giungendo in conclusione di questa edizione speciale del
Pippobarza’s Theory posso solo fare i complimenti a tutti i ragazzi della ICW
per la bravura e l’impegno; Johnny Storm ed Ares sono campioni affermati, ma
alcuni dei ragazzi della fed italiana (penso soprattutto a Manuel Majoli, Red
Devil e Kaio) non hanno nulla da invidiargli, per quanto ho visto con i miei
occhi. Ero stato solo ad un altro evento di wrestling dal vivo in vita mia (la
WWE a Milano lo scorso Giugno) ed anche se, per ovvie ragioni, non si possano
paragonare i due spettacoli, mi sono divertito moltissimo in entrambe le
occasioni, anzi, forse il clima più “famigliare” di questo show ICW
mi ha divertito di più (tra l’altro, un match BELLO come Red Devil vs Johnny
Storm alla WWE non l’avevano proposto, sempre per la serie a buon
intenditor…). In definitiva, mi sento personalmente di consigliare a chiunque
ne abbia la possibilità, di seguire dal vivo uno show della ICW, perchè ne vale
assolutamente la pena, dal canto mio appena ne avrò di nuovo l’opportunità non
mancherò.

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