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L'opinione di Gianluca

"In nome di un sacrosanto diritto ad esercitare i propri diritti, mi schiero contro questa crociata anti-wrestling"

Navigando nel web sono casualmente venuto a conoscenza della presa di posizione del Codacons e di AN nei confronti del wrestling. Premetto che sono un appassionato (ed ex praticante) di sports da combattimento (quelli veri), quale boxe, muay-thai, full contact, kick boxing, et simili, e di conseguenza considero il wrestling poco più di un fenomeno da baraccone. Definirei il mio intersse nei confronti del wrestling come quello che può provare un appassionato di Formula 1 alla vista di un autoscontro al Luna Park… 
 
Però, in nome di un sacrosanto diritto ad esercitare i propri diritti, mi schiero contro questa crociata anti-wrestling. Non capisco come si possa definire diseducativo un incontro di wrestling, ed invece non battere ciglio davanti ad un match di pugilato o a spettacoli quali Octagon o Valetudo, dove i contendenti si scambiano VERE botte da orbi, con sangue e occhi pesti a profusione.  Altro che sedie di cartone rotte in testa a muscolosi comici mascherati…Per non parlare delle edificanti immagini proposte dai TG nazionali riguardanti gli stadi italiani, o meglio ancora, le fucilate in faccia e i disperati appelli dei rapiti condannati a morte in Irak… Sono immagini educative queste…? Sembra che secondo radicate abitudini, anche stavolta in Italia si adottino due pesi e due misure.
 
Per cui, praticanti e/o appassionati di wrestling italiani, io sono con voi!
Saluti, Gianluca 

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