
La vita è così, un pendolo che non smette mai di oscillare tra la gioia e il dolore, e nulla fugge da questo. Il wrestling è un mondo d’orato, fatto di sogni ed emozioni, dove tutti per un attimo ci esuliamo dalla vita reale per vivere gioie intense e passione sfrenata. I nostri sogni, i nostri idoli sono uomini che fanno cose incredibile e ci fanno respirare aria magica. Ma troppo spesso dimentichiamo che sono prima di tutto uomini.
Vivi la tua passione preferita, aspetti con ansia spasmodica la prossima puntata di questo sogno americano, magari confabuli, e speri che quel messicano dalla faccia simpatica possa tornare, più che meritatamente, sul tetto del mondo, anche se solo per una serie di coincidenze chiamate infortunio di Batista. E poi, accendi ilo computer, uno dei tanti mezzi che ci fanno comunicare col nostro mondo stellato, e leggiamo quello che non vorremo mai leggere.
Tu, amico dalla faccia simpatica, ti svegli contento, sai che quella sera hai un appuntamento col ring, poi invece il destino bussa alla porta prima dei dirigenti WWE. A un passo di nuovo dalla gloria ti sei fermato, ti hanno trovato con l’asciugamano al collo e ancora lo spazzolino da denti in bocca. Eddie, non te lo meritavi. In questi momenti dolorosi ci accorgiamo che anche i nostri fumettosi eroi, sono uomini in carne ed ossa più di quelle che pensiamo.
Non avrei mai voluto scrivere queste righe piene di dolore, dolore vero, come quando si perde un amico anche se quel mondo chiamato wrestling è lontano migliaia di chilometri da qui. Eddie, nel tuo passato un po scuro ne hai passate e fatte tante, hai abusato di tante cose, hai sbagliato tante cose, sei arrivato ad un passo dal buttare via la tua vita, ma ti sei alzato, hai saputo rialzarti e tornare più forte di prima, quello è un vero uomo, un uomo che non ha avuto paura di fare i conti con i suoi errori, e li ha corretti. Hai sbagliato tanto, ma non meritavi quello che è accaduto in quella stanza d’albergo di Minneapolis.
Ci hai fatto sognare, ci hai fatto ridere, ci hai fatto divertire, ci hai fatto soprattutto venire i brividi lungo la schiena per tutta la tua carriera. Volavi e splendevi nella ECW, era un ‘oasi di spettacolo puro tra il duro hardcore della federazione di Philadelphia. Nella WCW ci hai fatto ancora di più innamorare, il pubblico inconsciamente più cantava “Eddie Sucks!” più ti amava. I tuoi incontri con Malenko non erano match, erano poesie sul ring, le tue mille sfide con Rey Mysterio erano adrenalina allo stato puro. I tuoi tanti titoli minori non compensavano il tuo immenso talento, il titolo pesi leggeri ti andava stretto. Ma tu lì a lavorare sodo, e a farci sognare come pochi sanno fare. Credevo che il 31 dicembre 1998 tutto finisse lì, quando durante un incidente automobilistico ti ha causato numerose fratture e sbalzato per 30 metri fuori dalla vettura distrutta. Invece, il Dio del wrestling ha detto no, tu ha ancora lasciato su questa terra, il Dio del wrestling ha deciso che tu dovevi ancora farci sognare per molti anni. La WWF è il coronamento di una carriera, e alla tua spettacolarità sul ring si aggiunge anche la tua innata simpatia con Chyna. Caro Latino Heat, perché hai ceduto alle sirene della droga? Sei stato cacciato, sei arrivato all’orlo del baratro, ma stavolta nessun Dio del wrestling ti ha salvato, stavolta tu Eddie, tu con le tue forze hai saputo alzarti e tornare in piedi, anzi, ancora più su di quanto sei mai stato prima.
“Lie, Cheat, Steal”. Un grido di battaglia, uno stile di vita, un altro modo per farci divertire. E anche se Valenti col suo grido e col suo atteggiamento ti ha fatto odiare davanti a molti, nessuno toglierà mai nulla al tuo valore. Con tuo nipote Chavo, e anche solo, ci hai fatto divertire tantissimo in questi ultimi anni, ricordare i momento è impossibile per quanti sono, e ora rischierei di mischiare il riso al pianto. E poi il titolo del mondo arrivato quando meno te lo aspetti, in quel febbraio 2004 contro Brock Lesnar che ti doveva spazzare via in poco tempo. E invece Frog Splash e gioia pazzesca, lacrime di gioia e di felicità, tutto il pubblico è con te, quel titolo checche ne dicono molti, è tuo e te lo sei meritato. E anche se JBL poi si è messo in mezzo, anche se lo hai perso nella maniera più scorretta possibile, nulla ti toglierà quella gioia.
“I’m your Papi”. Molti hanno storto il naso davanti a questa tua diabolica trasformazione, alla crudeltà mostrata contro Rey Mysterio e suo figlio. Molti ti hanno odiato, ma dentro di se tutti covavano ancora amore per te Eddie. Tanto è vero che sono bastate due settimane e due battute con Batista per farti tornare l’idolo assoluto, per tornare a far esplodere le arene di tutta America al tuo ingresso. Pochi erano amati come te, pochi sapevano farsi amare come te. E perché ora Eddie te ne sei andato, perché?
Grazie Eddie. Grazie di cuore per tutto. Grazie per averci scoprire il tuo talento in ECW. Grazie per averci fatto sbarrare gli occhi in WCW. Grazie per averci fatto divertire con Chyna, o quando hai dato il purgante a Big Show, o in tanti altri mille modi. Grazie per averci fatto venire i brividi lungo la schiena quando sei diventato campione del mondo. Grazie per esser stati arrabbiati insieme a te quando JBL ti ha tolto. Grazie per fatto ridere quando hai battuto Angle a Wrestlemania 20 col trucco della scarpa: tifavo Angle, ma in quel momento ti ho amato. Grazie per l’emozione impareggiabile espressa con Benoit al termine di Wrestlemania 20. grazie anche per avermi fatto mettere le mani nei capelli dall’incredulità quando hai tradito Rey Mysterio. E grazie quando sei tornato con la tua low rider ha farci divertire. Insomma, Eddie grazie di cuore
Forse non è vero, ma lasciatemi per favore credere che lassù da qualche parte c’è un Paradiso del wrestling: sono sicuro che lì ci sono tutti più felici di quando stavano qui su questa Terra, sono sicuro che lì c’è Andre con le mani giganti, c’è Joey Marella con la divisa da arbitro, c’è Kerry von Erich con la sua corsa sfrenata, c’è Dino Bravo con la bandiera, c’è Brian Pillman con la sua risata da pazzo, c’è Rick Rude con i suoi muscoli, c’è Owen Hart con i suoi occhiali scintillanti, c’è Yokozuna con la sua enorme mole, c’è British Bulldog con suo cane, c’è Bossman col suo manganello, ci sono Mr Perfect e Chris Candido con i loro asciugami, e magari stanno lì a litigarselo, e c’è Miss Elizabeth che come sempre con la sua delicatezza fa da pacere. E ora Eddie, tutti ti accolgono, perché i wrestler con i loro pregi e difetti sono unici, e sanno far sognare come pochi altri.
Eddie, so che tu da lassù con tutti gli altri ci vedi e non ci abbandonerai mai, come noi non ti dimenticheremo mai, e ti prego Eddie, da lassù dove la gioia quella vera è più vicina, consola tua moglie Vickie che ti sta piangendo, e prega per i tuoi 3 figli, soprattutto per la tua piccola Marie che vuole il suo papà. E sono sicuro che il suo papà è li vicino a lei e lo sarà sempre per tutta la sua vita.
Eddie, un destino crudele ti ha strappato ai tuoi cari e a questo mondo, a noi fans che ti amiamo e al wrestling che tanto amavi e a cui tanto hai dato, non è giusto, ma sono sicuro e lo voglio pensare, che lassù nel Paradiso dei wrestler sei arrivato con la tua low rider, hai fatto muovere la macchina con quelle strane sospensioni, e scendendo dalla macchina hai mosso le spalle come tu solo sai fare mentre Perfect e Candido si litigavano l’asciugamano, e tutti hanno sorriso, perché tu sai dare brividi e far ridere come pochi sanno fare.
Eddie, ci mancherai. Riposa in pace, te lo meriti, e grazie di tutto.
W LA RAZAAAA

Fabry T









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