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Smackdown, Raw e i "reperti del secolo scorso"

Consueta panoramica settimanale no-spoiler di Mr Tach che in questo numero lancia qualche "frecciata" ad alcuni lottatori che da tempo hanno superato la soglia degli "anta"...

Sarò breve questa settimana nel fare il punto della situazione per gli show settimanali (anche perché rispetto alla scorsa settimana non è cambiato molto. Comunque per chi desiderasse il solito resoconto in versione un po’ più ampia potete trovarlo sul mio blog). Tale brevità si giustifica col fatto che vorrei sentire la vostra, cari lettori e collaboratori di sEw su di una situazione che a più riprese si è presentata nel corso del 2005 e che anche all’inizio del 2006 rimane tale.

Ma andiamo con ordine…

A little bit of Raw. Edge merita una possibilità: con Flair ha regalato ai fans un match eccezionale ed il suo personaggio merita una chance che duri più di tre settimane. Cena finalmente s becca più applausi che fischi, ma se avesse ceduto alla Masterlock per le settimane a venire sarebbe stato anche meglio. Tanto di cappello a Ric Flair per il sopraccitato match: un TLC di certo non si confà alle sue caratteristiche. La classe non è certo acqua.

A little bit of SD! Angle sempre più vicino al turn face. Con Henry e Orton da affrontare questo era auspicabile. Tra l’altro proprio la sua abilità tecnica sul ring ed il suo personaggio, l’eroe olimpico, da face ritengo abbiano una marcia in più. Henry non sarà mai un degno campione, ma nel midcarding ci sta tutto. Intrigante in quanto poco prevedibile la faida che ruota attorno alla cintura del titolo US.

Fit Finlay, Jerry Lawler e tutti gli altri reperti del secolo scorso. Prendo loro, perché sono gli ultimi casi, ma non è nulla di personale, avrei potuto parlare tranquillamente di Animal o Vader o Tatanka o chi per essi, all’estremo anche di Mick Foley e dello stesso Hulk Hogan. La mia riflessione è semplice e prende spunto da alcune considerazioni. Cominciamo con lo stato di forma quantomeno discutibile della maggior parte di questi ex lottatori: imbolsiti dall’età, dall’inattività (o comunque della minore attività) e da qualche arrosto di troppo; condizione spesso tale da far inorridire anche il più sfegatato dei loro vecchi tifosi. Proseguiamo con lo stile di lotta, molto spesso distante anni luce da quello dei lottatori di oggi e che quindi mal si presta a combinarsi con quello di questi ultimi per produrre buoni match. Terminiamo con il fatto che al rientro vengono tutti presentati come grandi “leggende” del passato, quando in realtà, anche in gioventù, molti di essi non erano altro che midcarder (discorso, quest’ultimo, che in effetti vale solo per alcuni).

Da qui il mio disappunto: con tutto il ben di odino che ti ritrovi tra le mani è proprio necessario dare a questa gente (che merita tutto il rispetto possibile per quanto fatto negli anni scorsi, ma che oggi ha ben poco da dire e da dare al wrestling) visibilità, minuti negli show e in PPV e, quel che è peggio, vittorie a discapito di lottatori giovani ed in gamba che hai già sotto contratto? Badate bene: lottatori che sono già sotto contratto con la tua federazione. Non sto dicendo che la WWE dovrebbe correre a mettere sotto contratto il tale talento delle indy per fare di lui il futuro Stone Cold o il nuovo the Rock o l’erede di Hulk Hogan. No. Niente di tutto questo.

Parlo di gente che tempo addietro ha contattato e cui ha detto: “Sei in gamba. Meriti di essere dei nostri. Firma qui”. Ora: o era pieno zeppo d’alcol quel talent-scout / road agent / manager / amicone dei McMahon / McMahon stesso che li ha contattati, tanto che non rispondeva delle sue azioni in quel momento, oppure non riesco proprio a capacitarmi di come la WWE abbia potuto assumere gente come Bucci, Helms, London, Kendrick, i Toland, CM Punk, Kash (Ok, ora è infortunato, ma quanto tempo ci hanno messo a promuoverlo nel main roster? E da allora quante volte ha lottato a Smack?), lo stesso Matt Hardy, i Mexicools e chi più ne ha più ne metta (senza contare i vari Akio, Haas, Gibson, O’Haire, Tapiri, ecc. già licenziati e a volte ricontattati), solo per tenerli in “panchina”.

Ovvio che loro hanno accettato: così come chiunque abbia anche solo la patente B ha sognato almeno una volta nella vita di salire su una Ferrari, così come chiunque abbia mai dato un calcio ad un pallone, anche solo nel campetto dell’oratorio, ha sognato almeno una volta di giocare nella Juventus, nel Milan, nell’Inter (beh, nell’Inter forse no… =D), nel Real Madrid, nel Manchester, ecc., ad un wrestler cui viene data la possibilità di lottare nella federazione numero uno al mondo non può non accettare. Così com’è chiaro che hanno accettato, magari a qualcuno sta anche bene così, in fondo a fine mese lo zio Vince paga.

Sarà… Ma a me questa situazione non va affatto giù in quanto lo spettacolo ne risente indubbiamente. E se per calibri quali Hogan o Mick Foley è bene fare un discorso a parte, dato che l’Immortale è l’Immortale e non si tocca, che Foley è un uomo ed un lottatore straordinario e che ogni loro apparizione significa soldi a palate, per tutti gli altri il discorso è l’esatto opposto. Mandare Lawler o Finlay a lottare in PPV ti fa vendere lo show? No. Ti fa vendere t-shirt? No. Fidelizza i fans? No. C’è speranza che la situazione cambi? No.

Per Hardy, Helms, Bucci e compagnia le stesse domande avrebbero le stesse risposte, tranne una, la più importante, l’ultima. Con una buona gestione dei loro personaggi tanti atleti considerati di second’ordine potrebbero fare bene per la federazione. Peccato davvero.

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Alla prossima!

See U!

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