
Dopo due anni e mezzo (con la sortita sempre in terra marchigiana, lo scorso anno ad Ancona), la WWE torna a Pesaro. Indubbiamente non c’è il tutto esaurito e neppure l’atmosfera magica del 2004, quando la World Wrestling Entertainment ritornava in Italia dopo molti anni di assenza, ma anche in questo Novembre 2006, le migliaia e migliaia di fan accorsi al BPA Palas hanno potuto vedere una card molto solida e dalla ragguardevole durata di 3 ore e mezzo (quasi come una Wrestlemania!).
Lo show inizia puntualissimo alle 20 (anzi, si avvia con qualche minuto di anticipo) e sul ring arrivano subito due pesi massimi: da una parte il fischiatissimo William Regal, dall’altra un Bobby Lashley sempre più monumentale nel fisico e applauditissimo dal pubblico. Match molto classico in cui Regal fa quasi da sparring partner: Lashley è troppo lanciato verso i vertici alti di Smackdown ed infatti anche a Pesaro fa sua la vittoria.
Neppure il tempo di respirare e sul ring arrivano due cruiser con un palmares di grande prestigio: il campione attuale dei pesi leggeri Gregory Helms e Matt Hardy che riceve una vera e propria ovazione da parte del pubblico. L’incontro purtroppo si rivela leggermente deludente rispetto alle attese visto che Helms invece di deliziarci con le sue incredibili mosse aeree, preferisce attaccare Hardy con scorrettezze varie e prese articolari. Vittoria finale per Matt Hardy che riceve tutto l’affetto dei fans.
Tempo di rifarsi gli occhi per i maschietti presenti con il Diva Contest gestito dal “professore” Matt Stryker. Sul ring arrivano Layla El, Michelle McCool e Krystal Marshall: è soprattutto quest’ultima a lasciare senza fiato per un corpo tutto curve! La situazione sul ring si conclude con l’intervento di Sandman che la fa pagare a Stryker per la sua arroganza e strafottenza.
Altro incontro titolato della serata: i campioni Paul London e Brian Kendrick sfidano Idol Stevens e KC James in uno dei match più appassionanti della serata impostato sui canoni dell’old style ma veramente spettacolare grazie all’azione aerea e congiunta di London & Kendrick che in un primo momento sembrano aver perso le cinture ma l’intervento del General Manager di Smackdown Teddy Long (che fa notare all’arbitro le scorrettezze della coppia di “cattivi”) fa riprendere l’incontro ed i beniamini del pubblico riescono a rimanere campioni di coppia.
I due match successivi sono stati indubbiamente il momento peggiore della serata: prima l’inatteso Tatanka vs Funaki non riesce per nulla a calamitare l’attenzione del pubblico che non sembra proprio riuscire ad appassionarsi all’azione sul ring (per la cronaca è comunque il nativo americano a far sua la contesa). Poi l’acclamatissimo Kane (che una volta di più dimostra le sue ottime capacità sul ring, pensando anche alla sua incredibile mole) deve soccombere nei confronti di un MVP che non riesce neppure a farsi odiare eccessivamente troppo dal pubblico italiano e questo non è certo un bene per un “heel”.
Le cose si fanno decisamente più divertenti con un match targato ECW: prima sul ring arriva Paul Heyman accompagnato dal colossale duo di security, vestiti di tutto punto da special forces e pronti ad usare il manganello a chiunque provi a voler disturbare il loro assistito. E poi scatta il delirio dei fan quando le luci si accendono per Rob Van Dam. Il match chiaramente vede RVD alle prese con le due guardie del corpo e con Heyman nella parte del “manager”. Si nota qualche bella azione aerea di Van Dam (con o senza sedia) e soprattutto la conclusione tipica di un match ECW: Sandman piazza un bel tavolo sul ring, ci poggia sopra il malcapitato Heyman ed RVD non deve far altro che salire su uno dei 4 angoli sul ring e tuffarsi sopra a Mister ECW spaccando letteralmente il tavolo in mille pezzi.
La card inizia ad entrare nel suo momento più caldo ed è tempo di uno degli incontri più appassionanti della serata, soprattutto per l’ottimo finale: da una parte c’è Ken Kennedy, indubbiamente uno dei campioni del futuro della WWE, dall’altra l’incommensurabile Undertaker, capace di far emozionare il pubblico al momento della sua entrance anche dopo 17 anni di permanenza nella WWE. I due tirano fuori il meglio del loro repertorio: Kennedy è veramente l’heel di nuova generazione, capace di mescolare tecnica, scorrettezza ed una grande prossemica. Dall’altra Undertaker tira fuori dal cilindro i tipici numeri che lo hanno fatto diventare leggenda. Il finale concitato è probabilmente il migliore momento della serata con The Phenom che si porta a casa la vittoria per la gioia di tutti i suoi fan.
Altro titolo in palio, questa volta quello degli Stati Uniti, e sul ring ci sono Chris Benoit e Chavo Guerrero. Da segnalare purtroppo due incomprensioni fra Chavito ed il pubblico italiano che fraintende le intenzioni della superstar intento ad omaggiare suo zio Eddie sia con un inchino che con l’esecuzione dei tre amigos. I fan non comprendono e fischiano e questo ha lasciato un po’ di amaro in bocca a chi invece aveva realmente capito le intenzioni di Chavo. Il match è discreto con un Benoit in buonissime condizioni capace di mantenere la sua cintura con il suo tipico repertorio di mosse molto tecniche.
Penultimo match della serata e nuova sortita della ECW che schiera sul ring da una parte Mike Knox accompagnato dalla sensualissima Kelly Kelly e dall’altra un altro giovanissimo campione del futuro: CM Punk. Dai due era lecito aspettarsi qualcosa di più ma l’incontro è molto piacevole e divertente con il piacevole extra del “mini-strip” di Kelly proprio di fronte alle nostre tribune. A portare a casa la vittoria è proprio Punk che vede anche la bellissima bionda passare dalla sua parte.
Ed è finalmente tempo del Main Event! Si tratta di un triple threath con in palio la cintura di campione del mondo: è proprio il detentore King Booker ad entrare per primo con la presentazione di Sharmell (ogni volta che la vedo dal vivo la trovo sempre più incredibilmente affascinante…) e Tony Chimmell che si sgola per rendere onore e gloria al Re di Smackdown! Entrata ultra polemica di Finlay che sembra voler prendere a pugni tutti i tifosi presenti. E poi il BPA Palas scende letteralmente giù quando le luci mettono in evidenza il fisico statuario e monumentale di Batista! Non c’è Undertaker, Benoit o Kane che regga: l’ovazione dei fans nei confronti dell’ex Deacon è veramente un tripudio. L’incontro si muove sulle coordinate di quanto già visto nei precedenti incontri fra i tre con le divertenti interferenze di Little Bastard e della stessa Sharmell. A portare a casa la vittoria è Batista che dopo aver eliminato Finlay, riceve un colpo con la cintura di Booker T e l’arbitro non può che squalificarlo (ma in questo modo, rimane comunque campione del mondo). A questo punto scatta una vera e propria rissa sul ring con l’arrivo di Regal a dar man forte ai cattivi che si scagliano tutti contro Batista. A venire in soccorso della statuaria superstar ci pensano però Lashley e Undertaker che fanno piazza pulita del Re e dei suoi “servitori”.
Il ring diventa così il palcoscenico di Batista che rimane a lungo per la gioia dei fan che lo idolatrano in modo clamoroso senza sosta. Quando qualcuno dalle platee lancia al lottatore una bandiera italiana, parte tra i fan un “Po-Po-Po-Po-Po” e la superstar della WWE non ci pensa nemmeno un attimo a zittire il coro ma lo conduce a mò di direttore di orchestra. Sceso dal ring, Batista non si risparmia e si lascia “catturare” dai fans: si conclude così nel modo migliore questa lunga serata di Wrestling vissuta da migliaia di appassionati di veramente tutte le età. Prossimi appuntamenti della WWE in Italia il prossimo aprile con ben 11 date tra Raw e Smackdown: entrambi gli show realizzeranno anche i taping settimanali per la TV, novità assoluta per il nostro paese e che conferma l’interesse dalla federazione di Stamford per l’Europa e per l’Italia in particolare.

Fabry T








