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Lita e la TNA Under The Tach Light

Numero fuori schema per Under The Tach Light che oggi prende in esame gli ultimi e non certo esaltanti momenti di Lita alla WWE e la situazione in casa TNA dopo l'arrivo di Kurt Angle. Ok... Turn on The TachLighter Now!

Ciao a tutti e bentornati sulle pagine di sEw e di Under the Tach light. Dopo la parentesi NWE della scorsa settimana (vi invito nuovamente a farmi sapere come vi sono sembrati eventualmente altri show NWE cui avete partecipato…) (Mr Tach, lei in forum ancora non ha scrito niente sul mio report di Osimo, se non scanzonarmi per la mia foto con Morgan. NDFT) ed in attesa di tornare al formato “canonico” della mia rubrica (appuntamento a tra qualche giorno per le considerazioni sui primi show settimanali post - Survivor Series), beccatevi un altro numero “transitorio” del Tachlighter incentrato su un paio di fatti che esulano dagli show in senso stretto: l’angle che ha visto coinvolta Lita ed i Cryme Time dopo l’ultimo match in WWE della leader delle Luchagores e l’approdo di Impact in prime time.

Era necessario? Mi riferisco, ovviamente, all’umiliazione patita da Lita. Non voglio fare il bacchettone o il moralista, probabilmente è una cosa che da più fastidio ai fans che non alla stessa Amy Dumas, certo che vedere una lottatrice (perché è di questo che parliamo, non di una semplice sculettatrice alla Torrie Wilson o alla Kelly Kelly) umiliata e ridicolizzata in questo modo dopo il suo ultimo match in federazione mi lascia alquanto perplesso. Amy ha lottato con professionalità per anni, ha dato vita a incontri degni di questo nome (una rarità nella categoria femminile WWE da parecchio tempo ormai) ed ha anche accettato di riportare on-screen la sua vita privata tramite il character di Lita e la storyline che l’ha vista affiancata ad Edge. Negli ultimi tempi si è anche sentita insultare dalle arene di tutto il mondo, proprio a causa di questa storyline. Mi sta bene dire che “comunque era il suo lavoro”, mi sta bene dire che “la pagavano”, mi sta bene dire “se fosse stata una santa nessuno si sarebbe sognato di insultarla in questo modo”, ma credo che un’umiliazione dura come quella patita nel post-match di Survivor Series sia stata esagerata soprattutto perché inutile. Se non avessero annunciato tramite il sito e tramite segmenti on-screen il fatto che quello con Micie James era il suo ultimo match in WWE, allora avrei potuto capire il senso di questo angle a livello di storyline: Lita indignata per il trattamento subito e per l’indifferenza del “suo” Edge, lascia la compagnia. Ma dato che tutti sapevano che Amy/Lita avrebbe lasciato la WWE che senso ha avuto un segmento del genere? Non dico che le fossero dovuti per forza gli stessi “ponti d’oro” riservati a Trish Status che se ne è andata da campionessa in carica, ma nemmeno denigrarla in quella maniera… Gli unici a goderne forse sono stati i Cryme Time, che altrimenti avrebbero guardato il PPV davanti alla tv.

Come mai secondo voi c’è stata una disparità di trattamento così eclatante tra Lita e Trish? Il fatto che una fosse face e l’altra heel non mi convince appieno. Se posso pensar male e dire la mia, credo che la WWE abbia voluto maltrattare una sua superstar on-screen, mettendola alla berlina dell’attenzione internazionale per screditarne l’immagine in via preventiva, qualora dovesse decidere di accasarsi alla concorrenza (leggasi TNA) come ha già fatto qualcun altro prima di lei (leggasi Kurt Angle), e come evidentemente a Stamford temono.

Total Nonstop Action Wrestling. Dopo l’approdo di Kurt Angle nella Impact Zone ci si aspettava un successone di ascolti per la federazione di Nashville, ma così non è stato: anche se i ratings della TNA sono leggermente migliorati, da quando Angle si è unito alla banda del ring a sei lati e da quando Spike TV ha spostato Impact in prima serata, i dati d’ascolto non sono disastrosi, ma di certo non sono quelli che ci si poteva augurare a priori. Se nemmeno l’approdo di “mostri sacri” come Angle e Sting servono a fare impennare gli ascolti della federazione di Nashville, che cosa manca alla creatura di Dixie Carter e dei Jarrett per il tanto agognato “salto di qualità”? La risposta esatta, a mio modo di vedere, è “esposizione”. La TNA può contare su atleti altamente preparati e spettacolari, almeno quanto quelli della WWE. Nel suo roster, infatti, ha i migliori prodotti del panorama “indy” a stelle e strisce, come Samoa Joe, AJ Styles, Christopher Daniels, Chris Sabin, Senshi, AMW, LAX, Abyss, ecc. (in pratica gli è scappato il solo CM Punk), ha diversi personaggi noti ai fan delle tre federazioni protagoniste del periodo d’oro del wrestling anni ’90, pensiamo a Raven, Rhyno, Christian e Sting, e da ora può contare anche su uno dei personaggi più noti del wrestling degli ultimi anni, l’eroe olimpico Kurt Angle. Non è di certo il materiale umano quello che manca nella Impact Zone. Inoltre, da un po’ di tempo a questa parte, la TNA sta proponendo delle storyline interessanti e divertenti, come quella di Abyss e Cage, quella di Cage e Rhino, quella di Daniels, AJ e gli LAX, o ancora quella di Nash e della X-Division e, in tempi recentissimi, quella di Joe ed Angle. Ho menzionato solo quelle che mi sono affiorate alla mente al volo, ma probabilmente ce ne sono anche tante altre che mi sto dimenticando: a conti fatti non è nemmeno il lato enterteinement che fa difetto alla TNA. Ma se gli atleti sono ottimi, le faide sono buone e ci sono anche un paio di nomi “di grido”, allora perché la TNA continua a stentare a livello d’ascolti?

Come dicevo prima, secondo me il problema della TNA è l’esposizione, la pubblicità. Manca la notorietà di cui la WWE può godere grazie al fatto di aver saputo cavalcare l’onda del successo nel periodo d’oro dell’era gimmick, di quella che le ha garantito l’era Attitude e da quella che le hanno garantito i dollaroni dei McMahon. Dollari. Ecco quanto. McMahon a suo tempo ha saputo investire, mandare i suoi wrestler e presentarsi in prima persona un po’ ovunque nelle tv americane, sui giornali, sulle riviste sportive, si è inventato le riviste sul wrestling, si è inventato personaggi, gimmick, superstar costruendole dal nulla. E tutto questo a suon di dollari. Investimenti intelligenti hanno saputo fruttargli soldi e successo. Negli anni novanta Ted Turner ha fatto lo stesso con la WCW, con in più il fatto di aver “rubato” alla WWE stessa le sue stelle di prima grandezza: Hogan, Nash, Hart e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente anche questo l’ha potuto fare solo a suon di dollaroni. A suon di quel che scarseggia (o per lo meno non è presente in abbondanza) a Nashville. A mio modo di vedere senza un investitore, senza uno sponsor, senza qualcuno veramente disposto a mettersi in gioco ed a credere nel progetto, scordiamoci una nuova guerra dei ratings.

Con questo è tutto. L’appuntamento con Under the Tach light è per la prossima settimana. Non mancate di farmi sapere la vostra opinione ed i vostri pareri scrivendomi a thetach@gmail.com o tramite il forum.

Turn off the Tachlighter now.
Alla prossima!
See U!

Marco the Tach Scolè.

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