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Wrestlemania 23 Under The Tach Light

Mister Tach non perde tempo e dopo la visione di Wrestlemania 23 dà subito i suoi voti e le sue opinioni sull'evento di Wrestling dell'anno. Pronti a leggere e a dire la vostra?

Bentornati sulle pagine di UTTL! Edizione, questa, ovviamente dedicate allo show che da mesi stavamo tutti aspettando e per il quale è partito già da lunedì 2 aprile il conto alla rovescia: credo sia chiaro anche ai muri che sto parlando di… WrestleMania! Come al solito dopo un PPV vediamo di analizzare match per match quel che si è visto e quel che si potrebbe vedere in futuro.

Money in the bank. Incontro molto piacevole, sia sotto il profilo degli spot che sotto quello della psicologia, salvo che in un paio di occasioni che concretizzo subito: Jeff che preferisce sfracellarsi su Edge piuttosto che prendere la valigetta e King Booker che rinuncia alla valigetta per salvare Sharmell dalle grinfie di Matt Hardy, quando per mesi lo stesso lottatore di colore non si è fatto scrupoli a mandare la mogliettina in prima linea quando c’era in gioco la possibilità di trarne un vantaggio. Sono piccole cose che a me fanno storcere il naso: so perfettamente che è tutto bookato, ma messo davanti al monitor dovete farmi credere che non è così, e che tutto quanto viene fatto in un money in the bank ladder match ha l’unico scopo di staccare quella dannata valigetta da quel dannato gancio. Tolti questi due sassolini dalla scarpa, ritengo che il match sia stato caratterizzato da una buona prestazione di tutti i partecipanti e non è cosa da poco se consideriamo che a lottare erano in otto e che non è facile trovare il giusto spazio per tutti. Voto: 7 1/2.

Per quanto riguarda il nome del vincitore, trovo che Kennedy fosse un papabile, ma non di certo il principale indiziato per la vittoria (vedi gli articoli precedenti). La sua vittoria tuttavia mi lascia perplesso: Kennedy negli ultimi mesi è stato parecchie volte nel Main Event, ma ha sempre rimediato figure barbine a destra e a manca, contro chiunque. Ad oggi, contro uno qualsiasi dei campioni dei tre roster, la sua credibilità rasenterebbe lo zero assoluto. Intendiamoci, io stravedo per lui, ma ora come ora credo che questa title shot non sia molto credibile e che la WWE dovrà fare un lavoraccio per ripushare a dovere il lottatore di Green Bay.

Great Kahli def Kane. Il solito, inutile, match di Great Kahli. Cosa ci vedano in lui non lo capisco proprio. E se vogliamo vedere, credo che questo con Kane sia stato il miglior match di tutta la sua carriera. C’è di che stare allegri… Voto: 5 1/2.

Speravo che la Big Red Machine ci togliesse di torno l’inutile gigante indiano, e invece niente: ce lo dovremo subire ancora…

Chris Benoit def. MVP. Grandissima prova del novellino, contro un campione U.S. che mi è apparso invece meno brillante di altre volte. Davvero complimenti ad MVP, forse anche lui impegnato nel miglior match da quando ha iniziato a farsi vedere a Stamford e per quanto il Rabbid Polverine abbia indubbiamente giocato un ruolo fondamentale in tutto ciò, il merito non va soltanto all’atleta canadese. L’incontro mi è parso un po’ lento in alcune fasi, ma nel complesso è stato davvero superiore alle mie attese, soprattutto nella seconda parte. Voto: 6 1/2.

Da questo match, Benoit non guadagna e non perde nulla, com’era prevedibile alla vigilia, mentre MVP ha messo in luce delle qualità che non gli si sospettavano. Forse in un contesto diverso da quello di WM, questo incontro avrebbe potuto portare miglior lustro sia al vincitore che allo sconfitto. Continuando a lavorare così, credo che il titolo U.S. mancato a Detroit potrebbe essere alla sua portata in tempi relativamente brevi. A supporto di questa tesi, vi sottopongo una riflesione: da quanto tempo Benoit non vinceva un match importante con un headbutt invece che per submission? Ecco, appunto: secondo me c’è sotto qualcosa, credo che la faida non sia ancora terminata e che per MVP si prospetti un discreto push nel breve periodo.

Undertaker def. Batista. Il fatto che il match sia stato messo a metà della card, anziché al ME mi pare un problema che c’è e non c’è, nel senso che il boccone prelibato va lasciato per ultimo e che la WWE ha toppato, ma il fatto che il match sia stato decisamente buono e solido dal primo all’ultimo secondo, a mio modo di vedere sopperisce a questa mancanza da parte della federazione di Stamford. Dico la verità, temevo che l’incontro si rivelasse una delusione e, ancor peggio, che la WWE decidesse di far vincere il becchino in maniera sporca, ma così non è stato. Venendo al match in sé, ho trovato si sia trattato di una bellissima sfida tra brawler in cui Taker ha saputo condurre the Animal a ottimi livelli di intensità (senza nulla togliere a Batista che indubbiamente ci ha messo del suo). Un finale davvero concitato e a tratti davvero in bilico ha fatto del match il mio personalissimo match of the nigt! Voto: 8.

Ora bisogna vedere cosa farà la federazione con Taker, cui da anni non affidavano la cintura per la sua impossibilità di jobbare a chicchessia. Se ora il suo regno si dovesse rivelare troppo lungo sarebbe difficile renderlo sempre interessante, se fosse troppo corto in molti storcerebbero il naso. Mi auguro che a Stamford siano tutti consapevoli di ciò e che questa condizione sia di stimolo a fare bene a livello di booking. Passando a Batista, credo che se lo si vuole di nuovo provare da heel, questo sia il momento migliore per il turn. Anzi, arrivo a dire che se lo turnassero ora, Batista potrebbe solo giovarne. In un roster avaro di main eventer, in cui the Animal ha già messo al tappeto tutti gli heel, credo sia ora di provare a fargli saltare la barricata.

ECW Originals def New Breed. Altro incontro che con WM non ha nulla da spartire. Non un sussulto, non uno spot coinvolgente, nessuna storia raccontata sul ring… Insomma, niente di niente, proprio in stile WWECW. Voto: 5 1/2.

Diciamoci la verità: dell’incontro non importava a nessuno, nemmeno alla stessa WWE che lo ha messo in card solo per continuare l’opera di auto-convincimento che questo terzo brand abbia un senso.

Bobby Lshley def. Umaga. Mi aspettavo molto di più da Lashley ed Umaga che sono stati invece oscurati dalla stella di Stone Cold Steve Austin che ad anni di distanza dal suo abbandono delle scene continua a brillare dannatamente forte. Sono convinto che se i due avessero un rematch, magari a stipulazione speciale, ne potrebbe uscire un incontro coinvolgente come lo è stato Cena vs Umaga andato in scena alla Rumble. Purtroppo, quanto visto a WM non è stato affatto positivo secondo me. Troppe le interruzioni, il match è risultato troppo frammentato perché potesse seguire un filo logico credibile. La valutazione è tenuta a galla solo da qualche spot isolato (impensabile vedere Trump che aggredisce McMahon). Voto: 6+

Come da copione, l’incontro non ha portato da nessuna parte: Lashley ha vinto, Umaga può comunque salvare la faccia dicendo che con un arbitro normale si sarebbe potuto imporre, ecc. Resta un fatto: SCSA ha, come d’abitudine, rifilato una stunner a tutti: Vince, Shane, Umaga, Estrada, perfino a Donald Trump, ma non a Bobby Lashley. Mi rivolgo direttamente al nuovo entrato del club dei pelati: caro Vincent, se vuoi che il tuo campione ECW faccia bella figura, fallo vincere in un bell’incontro, non cercare di salvargli la faccia solo risparmiandogli una stunner…

Melina def. Ashley. Fosse stato un Bra and Panties non avremmo visto wrestling, ma almeno si sarebbe visto qualcosa e invece è stato un match normale. Che in questo caso significa “schifoso”. Voto: 4.

Melina non sa lottare. Per carità, si applica, si sbatte, ma non è capace. Non è da titolo del mondo. Contro una lottatrice può anche fare la sua figura, ma contro un’altra semplice sculettatrice non ha proprio nulla da dire. Ashley il punto massimo della sua carriera l’ha toccato a No Way Out. Non ci farà vedere nulla di più in uno show WWE. In ogni senso.

John Cena def. Shawn Michaels. L’incontro è stato piuttosto bello, con un HBK davvero sugli scudi ed un Cena abile nel farsi guidare verso l’eccellenza da uno dei lottatori più esperti della federazione. Il ragazzo che spezza i cuori ha tirato fuori il meglio del suo repertorio e l’ha spalmato durante tutta la durata del match, mentre Cena ha, come suo uso, fatto sul serio solo nel finale. Solo per questa carenza di booking non do a questa contesa il titolo di match dello show e non mi sento di candidarlo a match dell’anno. Nella prima metà della contesa sembrava di rivedere le vecchie sfide anni ’80 tra un campione affermato ed il classico “local jobber” e tra l’altro l’infortunio di Cena alla gamba è stato venduto in maniera troppo evidente rispetto all’uso che della gamba ha fatto Cena dal “giro di boa” in avanti. Insomma, un buon match che non ha toccato i livelli di epicità che mi aspettavo, e che sono stati toccati soltanto nel finale, davvero trascinante, per alcune carenze a livello di psicologia che sinceramente da Cena ed HBK non mi sarei aspettato in una cornice così importante come quella di WM. Voto 7 1/2.

Cena resta campione, in tanti storceranno il naso, probabilmente a partire dallo stesso Cena. Non mi dilungherò più di tanto per non ripetere le “solite cose”, ma Cena campione indistruttibile non funziona. Caspita: quando vince stile Hogan dei bei tempi che furono lo fischiano in ogni dove, mentre quando ha delle fasi alterne come ce le hanno e ce le hanno avute tutti gli altri grandi campioni della storia del wrestling (da Flair a Steve Austin, da HBK a Diesel, da Rock a HHH, ecc.) viene tifato. Perché mi dico io? Perché gli unici regni da “invincibili” che possono risultare credibili, da quando è “morta” la keyfabe, sono quelli degli heel con alle spalle una stable o comunque abili a trovarsi degli alleati o ad escogitare dei sotterfugi per mettere alle strette gli avversari (tra gli esempi più recenti metto HHH con l’Evolution, JBL e King Booker). Con John Cena, però stiamo parlando di un face che subisce e poi vince solo grazie ad un grande finale. Peccato Cena non sia Hogan e l’era gimmick sia morta e sepolta.

WWE WrestleMania 23. Come tutte le WrestleMania è un PPV assolutamente da vedere, nonostante questa edizione sia stata caratterizzata da luci ed ombre piuttosto evidenti. Il PPV è stato buono, ma è mancata psicologia ad alcuni match e soprattutto è mancato lo showstealer vero e proprio. Voto 7+.

Commenti e critiche sono bene accette, come sempre tramite il forum di sEw e tramite la mia mail thetach@gmail.com.

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Marco “the Tach” Scolè.

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