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Wrestlemania Revenge Tour a Roma!

Facciamo un passo indietro, alla settimana passata, quando tutta la WWE era in Italia e riscopriamo la notte romana di Dinamite Nick!

Notti magiche. Questa era la quarta volta. La quarta volta che ho assistito ad uno spettacolo dal vivo di wrestling. Due volte ho visto smackdown: la prima a Pesaro col mio amico di adolescenza e futuro testimone delle mie nozze, la seconda a Roma con mio fratello, quella volta che trattenevo le lacrime per Eddie. La terza volta ero un reporter (con tanto di troupe fotografica) per l’ICW. Questa volta ero a vedere Raw, l’ultimo sfizio da togliermi, con la mia coinquilina di Roma. L’ho praticamente trascinata, visto che mio fratello questa volta mi ha dato buca (maledetta università!!).

Ogni notte la ricordo diversa, comunque magica.

Mezzo pieno, mezzo vuoto. Entrando nel palalottomatica si respira subito un’aria diversa. Molto più smart, meno bambini, meno mark. Vari cartelloni inneggiano a Flair, Orton ed Edge. Si capisce subito che è un pubblico che ama i propri beniamini indipendentemente dal loro status heel/face, pochi ma buoni direbbe qualche smart accanito (non io, in fondo mi mancavano i bimbi con le maschere di Rey). Niente musica dei creed quest’anno, si parte con Todd Grisham sul ring e già la gente come ogni volta esclama: “ma parlano in inglese?”. Poi entra Coachman e partono i “buu”. Una musica conosciuta e si fa a gara a chi riconosce prima chi entrerà dal backstage. Eugene!

Eugene b. Jonathan Coachman: discreto match di apertura, comedy match. A me Coachman da wrestler non è mai dispiaciuto e mi piacerebbe se lui la prendesse sul serio e si allenasse per lottare un po’ di più.

Val Venis b. Chris Masters: buon riscontro per Masters, mentre è Venis a vincere la contesa. Ho sempre la sensazione che la wwe si senta delusa per il lavoro fatto su Masters. Testimonianza ne è il fatto che la Masterlock è stata rotta, e che vaga per l’undercarding da troppo tempo.

Johnny Nitro b. Dan Rodimer: non sapevo chi fosse Rodimer. Incontro senza infamia né lode. Buona presenza scenica di Nitro.

Super Crazy b. Kenny Dykstra: incontro veloce, tecnico e piacevole. Penso che sia troppo presto per puntare su Kenny, e sempre troppo tardi per puntare su Crazy.

Ric Flair & Carlito b. Lance Cade & Trevor Murdoch: grande ovazione per Flair. Vederlo all’opera i ha emozionato particolarmente.

Triple Threat Match for the WWE Women’s Championship: Melina b. Victoria & Mickie James. Non mi rimarrà nella mente questo incontro, molto lento con le lottatrici a tratti impacciate. Eppure questo è il meglio che la wwe ha da proporre come categoria femminile.

Shawn Michaels b. Randy Orton. Vince HBK con la Sweet Chin Music. Molto emozionanti le due entrate, soprattutto vedere uno dei miei compagni sin dai tempi della mia infanzia: HBK!

WWE Championship con Ricky “The Dragon” Steamboat come arbitro speciale: John Cena b. Edge. Vince Cena con la F-U, dopo un finale concitato. Emozionante per me vedere the dragon arbitro speciale, inaspettato! Altri ricordi d’infanzia… Il pubblico si è schierato con Edge che ha combattuto da Face, e Cena dopo Milano ha capito che nemmeno in Italia la gente è disposta a non fischiarlo.

Chris Daniels. Un pensiero finale perFallen angel”. Ho letto la notizia, spero infondata, di una probabile depressione dell’atleta. Io voglio rivederlo in azione sull’esagono, perché ha sempre regalato ottimi incontri ai fan.

Alla prossima ragazzi!

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