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Summerslam Under The Tach Light

A pochissime ore di distanza dall'evento, il nostro Tach ci propone voti, opinioni, critiche ed osservazioni sul più importante evento di Wrestling dell'Estate...

Bentornati a tutti sulle pagine di Under the Tach light e di superEva wrestling. Quest’oggi sotto la luce del mio personalissimo Tachlighter abbiamo i risultati e le pagelle dell’ultimo PPV made in Stamford: SummerSlam, lo show presentato per settimane come il più grande party dell’estate. In attesa di ricevere tanti bei feedback da voi lettori e di sapere la vostra opinione (vi ricordo l’indirizzo mail thetach@gmail.com a cui potete sentirvi liberi di scrivere in qualsiasi momento), inizio col dirvi come ho visto io lo show.

Kane def. Finlay. Ottimo match d’apertura, intenso, molto ben costruito a livello di psicologia e incerto fino all’ultimo secondo. Mi è piaciuta la prestazione di Kane che ha dominato l’avversario con la stazza e con un ritmo incalzante (ovviamente è una considerazione valida soprattutto se messa in relazione con le prestazioni tipiche di Kane) che non gli si vedeva mettere in mostra da parecchio tempo ed è stata credibile anche ogni singola reazione di Finlay, molto più leggero del suo avversario, ma in grado con l’astuzia e con l’esperienza di rendere credibile e fruttuosa ogni reazione. L’incontro, pur senza spostare gli equilibri di potere all’interno del roster di SmackDown! ci ha restituito due atleti una volta di più confermati quali uppercarder meritevoli di fiducia. Voto: 7.

Umaga def. Kennedy, Carlito. In un triple treath in cui il selvaggio Umaga gioca il ruolo del face (e lasciatemi dire che in quella veste continuo a non vedercelo), l’azione che vede coinvolti i tre atleti contemporaneamente è ridotta all’osso, ma il risultato finale della contesa è più che positivo. Resto convinto che si sarebbe potuto fare di più, sia a livello di azione che di emozione, ma quanto visto è risultato decisamente godibile. Umaga si conferma campione ed in attesa di capire come la federazione ha intenzione di utilizzarlo, l’unica cosa che salta all’occhio è l’ennesima sconfitta per mister Kennedy, il lottatore che a WM XXIII ha vinto il prestigioso Money In The Bank match, con l’annessa possibilità di sfidare in un qualsiasi momento a sua scelta uno dei tre campioni del mondo, l’uomo che, si dice, avrebbe dovuto essere il nuovo campione di SD! grazie all’utilizzo di quella valigetta, l’uomo che in molti danno come il protagonista della storyline riguardante il figlio illegittimo di Vince. Non dico che Kennedy avrebbe dovuto vincere, ma se davvero sul lottatore di Green Bay si è deciso di puntare, allora sarebbe stato più sensato far subire il pin da Carlito, il cui “treno” pare sia passato molto tempo fa, o far terminare il match con una squalifica. Voto: 6 1/2.

Rey Mysterio def Chavo Guerriero. Il folletto di San Diego è ritornato dall’infortunio decisamente più grosso, muscoloso e pesante di come l’avevamo lasciato. Proprio in questi giorni mi è capitato di guardare dei vecchi show ECW e la differenza di stazza tra quegli anni ed oggi è davvero macroscopica, ma, come dicevo, anche rispetto a una decina di mesi fa l’ingrossamento è evidente. Se non per la taglia, il folletto di San Diego rimane decisamente tale almeno per l’agilità e l’abilità nell’eseguire le sue manovre aeree più tipiche. Certo, la forma migliore deve ancora arrivare, ma già in questo match, Rey è stato in grado di infiammare le folle, anche grazie al suo avversario. Chavo Guerriero, infatti, è apparso come sempre solido, credibile ed efficace sia dal punto di vista dell’azione che da quello della psicologia e del pathos. L’incontro è stato davvero notevole sotto quest’ultimo punto di vista. Chavo e Rey hanno dato davvero l’impressione di essere nemici giurati e la determinazione, la grinta con cui si sono affrontati era talmente presente e “reale” nelle espressioni di entrambi che la tensione tra i due pareva potersi tagliare con un coltello. Voto: 7.

Beth Phoenix def. Micelle McCool, Torrie Wilson, Melina, Extreme Exposé, Mickie James, Victoria, Crystal, Maria, Jillian Hall. Al termine di una battle royal molto più lunga del previsto, nel corso della quale non era lecito aspettarsi di vedere molto più di quanto in realtà si è visto, la possente Beth si è imposta sulle altre e si è candidata come prima sfidante di Candice Micelle. Il paventato quanto inutile match interbrand di cui si vociferava alla vigilia dunque non ci sarà, in compenso una delle lottatrici del roster di Raw, una tra l’altro dotata di buonissimi numeri e di un fisico decisamente credibile, avrà finalmente la possibilità di mettersi in mostra puntando alla cintura di categoria. Voto:6.

John Morrison def. CM Punk. A caldo mi ero detto ”però, con qualche minuto in più a disposizione la battle royal non ha fatto così schifo”. Col senno di poi mi sono dovuto ricredere: dal primo all’ultimo quelli sono stati minuti rubati alla sfida tra Punk e l’ex Nitro. La loro sfida di SummerSlam è risultata di certo la peggiore della loro serie, caratterizzata poi da un finale davvero pessimo che potrebbe anche portare ad un prolungamento del feud, un feud che, nonostante le altissime potenzialità dei lottatori coinvolti ed i buoni segmenti extra ring proposti, sta stancando per via dei match proposti: troppo uguali e troppo “frenati” per convincere appieno. Molto meglio sarebbe, a mio avviso, lasciar perdere la cosa e riproporla, se proprio si vuole, tra qualche mese. Voto: 5 1/2.

Triple H def. King Booker. Se Rey è tornato decisamente più grosso rispetto a quando si è infortunato, per Triple H vale l’esatto contrario: il King Of Kings è apparso molto più piccolo rispetto al mese di gennaio e con una muscolatura molto più definita. Al di là di queste notazioni estetiche, dal match è apparso evidente come qualsiasi cosa facesse Triple H il pubblico era pronto ad incendiarsi. Senza lottare un match a cinque stelle e senza proporre nessuna manovra trascendentale, Triple H è apparso già in discreta forma ed in grado di condurre un match ed infiammare le platee come solo i grandissimi sanno fare. Il pubblico WWE aveva voglia di The Game e The Game aveva voglia di un bagno di pubblico WWE. La prima uscita si è prodotta in un buon match, adesso attendiamo il ritorno del Cerebral Assassin nello show del lunedì sera per vedere come interagirà con le altre superstar del roster e se davvero sarà lui l’anti-Cena che in tanti stanno (stiamo) aspettando come un nuovo messia. Voto: 7.

Batista def. Great Kahli. L’Animale di SD! vince, ma la cintura purtroppo rimane alla vita del mastodontico lottatore (sono in vena di complimenti) indiano. Un epilogo del genere è utile a protrarre la rivalità, ma lascia di nuovo l’amaro in bocca ai fan di Batista. Come scrivevo poche settimane fa, il 2007 è sempre più l’anno nero dell’ex membro dell’Evolution, dal momento che questa vittoria non può di certo essere considerata un successo sotto nessun punto di vista. Evito di ripetere quanto espresso in proposito in tempi non sospetti e vengo a parlare del match che, pur lento e a tratti macchinoso, ha saputo trasmettere il giusto pathos ed ha saputo coinvolgere nonostante l’azione non fosse di certo a cinque stelle. Voto: 6.

John Cena def. Randy Orton. Nemmeno il Legend Killer ha saputo affossare la corazzata John Cena. Il rapper di Boston ha mantenuto il titolo al termine di un buonissimo incontro che sarebbe stato decisamente migliore senza quella soporifera serie di headlock eseguite dallo sfidante verso la metà del match. L’azione e la psicologia sono state molto positive, fatta salva la serie di prese statiche di cui sopra, ed il finale ha saputo tenere con il fiato sospeso i fan per lungo tempo, tanta era l’incertezza e l’equilibrio di quelle fasi concitate. Il pathos e l’emotività decisamente “in crescendo” del match valgono la valutazione di match of the night. Voto: 7 1/2.

WWE SummerSlam 2007. Il più grande party dell’estate si è rivelato uno show privo di acuti, ma piuttosto solido. L’eredità che ci lascia il terzo dei cosiddetti “Big Four” passa dalla riconferma dei tre campioni mondiali, dalla legittimità di Batista e Punk nel ruolo (nuovamente) di first contender per come i loro avversari hanno mantenuto i titoli e dalla contemporanea perdita di credibilità degli Batista e Punk derivante dall’ennesimo fallimento nell’assalto ad un titolo di campione del mondo. Com’era preventivabile il segno lasciato da Rey e da Hunter non è passato inosservato e il loro rientro a SD! e Raw non può che fare bene ad entrambi gli show, anche se credo sia presto per riproporli nel giro della lotta per i titoli massimi. Voto: 7+.

Turn off the Tachlighter now.

Alla prossima!

See U!

Marco “the Tach” Scolè.

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