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Cri Intervista Bulldozer

La nostra Cri ha intervistato Bulldozer. Si parla di Wrestling Italiano e non mancano particolari spunti di riflessione e polemica...

ciao Bull, grazie per avermi concesso questa intervista, anche se è più una chiacchierata tra vecchi amici. E proprio per questo arriverò dritta al punto: so che hai qualche rospo in gola… Hai carta bianca
Di rospi ne ho ingoiati tanti nel passato, Prima ero più combattivo: avevo sito, forum, e adirittura scrivevo un editoriale denominato “bulldozer quotidiani”, poi ho visto che a fare polemiche o guerre porta solo a scontri e a produrre macerie, perciò negli ultimi due anni mi sono tranquillizzato e quando postavo o partecipavo a discussioni lo facevo solo quando venivo direttamente coinvolto, o perchè credevo di avere i titoli per poter capire qualcosa di quella determinata discussione.

E ora che cosa è cambiato da quel periodo? Mi sembra di leggere un certo malcontento nelle tue parole…
Non è malcontento. È solo delusione, o meglio rassegnazione ad un quadro generale del wrestling italiano che mi amareggia molto. Non per me, perchè io ho la fortuna di lavorare con professionisti di questo settore, e di essere retribuito per questo,ma proprio perchè in italia vige la mentalità dell’esclusiva ad ogni costo. E fino qui un business man potrebbe dire che è legittimo, ma quando però si viene a scoprire che le federazioni italiane (tolta la NWE) non fanno lucro su ciò diventa tutto un paradosso, o meglio diventa un giardino dei divertimenti dove molti si spacciano per dei fenomeni e dove molti credono di essere superiore a te senza che la gente li caghi; ma quella non è una colpa, siamo partiti tutti dal backyard in Italia, la differenza è avere 7 federerazioni così in difficoltà economica che collaborano in maniera discutibile, ed altre che dicono di essere un prodotto esclusivo e che non si mischiano ad altri perchè hanno paura di rovinare il loro mi viene da dire solo una parola: “ma chi vi credete di essere?” Ho lavorato con alcuni dei più grandi pro di questo sport,e rivedendo molti match di tutte le nostre federazioni la parola è stata una sola “very good” quando andava bene, in altri casi le facce erano molto perplesse, quindi tutto ciò mi fa pensare che ci vorrebbe un bel bagno di umiltà da parte di tutti, e di cercare di capire che nessuno qui è superiore a nessuno. Solo da questa base si potrà costruire un movimento italiano forte, altrimenti continueremo a far girare veleni per i forum e a fare spettacolini insignificanti davanti a 50 persone che terranno solo vivo il divertimento ma non il movimento in se stesso. È triste pensare che ci siano persone che preferiscono gli stage con wrestler britannici di poco conto a stage con gente come Ultimo Dragon che solo il nome dovrebbe far fare l’inchino a chiunque, tutto ciò succede perchè la mentalità è “io piuttosto che dare soldi alla NWE mi vado a fare uno stage altrove che mi rende uguale”. Stronzate, solo stronzate dette per rabbia e facendo andare poco il cervello. Mi sto riferendo a tutti quelli che si allenano fra di loro e mettono su poli con allenatori come i funghi in stagione spacciandosi per trainer e dicendo che da loro si impara in wrestling, sarebbe piu onesto dire “venite da noi che abbiamo un po’ più di esperienza e vi diamo le basi minime per non farvi male”, ma una scuola di wrestling a mio parere ha altri attributi. Per dirtela breve, pochi in Italia possono allenare. Vuoi i nomi?

Certo che sì!!
La scuola più accreditata per esperienza dei trainer è senza dubbio la Thunder Pro Wrestling della IWE, con Fire Angel e Thunder Storm: il loro curriculum è il più credibile in fatto di esperienze provate sul ring con veri professionisti affermati. Poi vengono le palestre con i trainer di discreta esperienza che io conosco, ciòè Red Devil e Manuel Majoli alla ICW, Ace e Axel Fury alla UIW, Marchese alla TCW, LR11 e The Greatest alla FCW, ma la Thunder Fire è 2 spanne sopra tutti, e non lo dico per campanilismo, ma perchè parlano i fatti

Quindi riguardo agli altri trainer (o presunti tali, stando alle tue parole) presenti in Italia come ti esprimi?
Che sono sulla buona strada per diventare lottatori importanti, ma l’unica strada che porta al professionismo in Italia è quella del NWE: senza passare di lì, dall’Italia è necessario emigrare negli USA o in Messico nelle varie accademie accreditate, poichè anche li non è detto che ovunque si vada sia uguale. Gli unici due che hanno fatto quella strada sono stati Thunder Storm e Fire Angel (N.B.: Aggiungo personalmente anche Fenriz, che si è allenato per un breve periodo in Messico),gli altri hanno lottato con wrestler europei: solo alcuni sono riusciti ad arrivare a buoni livelli, il resto di quei wresler fa la fila per un booking in NWE, quindi tutto ciò avrà una motivazione non credi? Mentre il 90% dei wrestler con cui Thunder Storm e Fire Angel hanno lavorato sono ex WWE, wCw e ECW, e ho detto tutto. È un pò come se io dovessi fare il cuoco e dovessi imparare a cucinare: se nella prima strada scelgo di imparare da uno chef di un ristorante comune è un conto, se invece come maestro ho Veronelli è un altro, ed il mio curriculum esperienza ha un altro valore in ogni lavoro

Un curriculum non certo indifferente. Quindi perdonami se incalzo su questo punto Bull, ma secondo te i ragazzi addestrati da Thunder Storm e Fire Angel sono gli unici in Italia a potersi ritenere dei Pro Wrestler?
Sono sicuramente gli unici a poter ritenersi più preparati di altri, ma non per questo voglio dire che il lavoro dei altri non sia da apprezzare, ma se diamo una scala di valori è così.Queste non sono parole di un wresler come me che vive di gimmick, ma sono parole di wrestler affermati sulla piazza mondiale

Capisco. Un’altra domanda Bull: secondo te, oltre al dovuto addestramento, che cosa manca in Italia per ritenersi dei Pro?
Manca la cosa più importante: la rendita esclusiva su qusto tipo di mestiere, poichè un professionista mai e poi mai verrà o andrà a lottare da qualcuno solo per la passione, devi per forza pagarlo. Io personalmente sono molto amico con molti wrestler professionisti di diverso livello, dai britannici agli americani ai messicani, e posso dirti che si spazia da quello che vale meno che si procura molti booking nelle indy per poter campare a quello che ti prende 1000 euro per un match. Ognuno di loro campa sul wrestling: c’è chi campa con 1000 dollari al mese, c’è chi ne tira su molti ma molti di più… In questo caso chi è passato per la WWE può vantare ingaggi maggiori, non conta quanto c’è stato ma che c’è stato, quindi senza che uno possa vivere di questo sport non può considerarsi un professionista a tutti gli effetti, ma vi sono casi di wrestler meno bookati che però hanno il comportamento di un professionista sia nella testa che è la cosa piu’ importante, che nel ring. Purtoppo la piazza non è enorme e i wrestler sono molti, non tutti riescono a viverci bene con il solo lottare, e la concorrenza è molta

Quindi noi italiani come dovremmo comportarci secondo te?
Seguire le strade che ho indicato prima, fare i stage con i pro, farsi notare e cercare di seguire le politiche che indica la NWE per raggiungere dei risultati soddisfacenti, tutto ciò se si vuole farne una professione, dopodichè sta bene anche lottare a casa propia se non si hanno queste ambizioni

E gli stessi proprietari delle federazioni che ci chiamano ai loro show, come dovrebbero comportarsi verso di noi?
Bhe inanzitutto dovrebero chiamare in base alle qualità, e non alle simpatie o amicizie, garantire un minimo ingaggio e pretendere altrettanta serietà, ma importantissimo è cercare di lavorare per dare un prodotto valido, fregarsene dei feud delle federazioni. Faccio un esempio: la ICW ha la sua politica, non ti chiama perchè non fai parte del suo brand, e perchè crede che chiamando esterni possa dare spazio a wrestler che non fanno parte del suo circuito ma che comunque si allenano duramente. Tutto ciò è perfettamente legittimo e condivisibile anche da me, ma a volte ci possono essere delle eccezioni. Per esempio: quante persone vorrebbero vedere un match tipo Andres Diamond vs Fire Angel, oppure Kaio vs Bulldozer o Italian Warrior, o Axel Fury, o magari un Mr Excellent vs Ace o Marchese? Faccio alcuni esempi, loro potrebero chiamarti e darti un booking dicendoti “da noi si lavora così, lo spettacolo è questo, mi raccomando fate un buon lavoro,. Qeste sono le condzioni econimche che possiamo offrirvi qualora ce ne fossero”. Questo è un esempio di collaborazione disinteressata che porterebbe sviluppo al prodotto wrestling in Italia… Non lo fanno però, mi dispiace. Alla fine ora siamo tutte federazioni italiane con mille problemi e poca qualità, perchè la qualità è sparsa in giro e putroppo dispersa. Quando invece potremmo unirla e aiutarci a migliorare l’uno con l’altro

Volevo farti un’altra domanda, visto che siamo in argomento: come vedi l’iniziativa presa da alcune federazioni di “vietare” ai suoi lottatori di esporsi sui forum o sulla rete in genere?
Se li pagano fanno bene, se non li pagano a mio parere un lottatore dovrebbe scegliere secondo sua coscienza se è bene o male postare su un forum dove molti fan leggono. Dove non mi pagano l’unica cosa che devono pretendere da me è che io rispetti le regole della società dentro la società, fuori da quell’ambito io dovrei avere la mentalità di non parlare a sproposito, e di cercare di non uscire fuori dalla cosidetta “kayfabe”… Cosa che molti non considerano molto, ma questo è un altro discorso; la cosa che uno non può fare è darti determinati ordini passando per un’azienda che dà imposizioni di un certo tipo quando azienda non è, e perciò di conseguenza deve mettere dei paletti al modo di darti direttive proprio perchè non proprietario monetario della tua immagine, ma solo tuo superiore in quell’ambito che non prevede nessun compenso. Il suo ruolo è di assicurarsi che al suo interno ti comporti bene, che ti alleni e che migliori sul ring. Se poi pretende cose fuori di quelle con imposizioni ti paga, altrimenti ciao, di certo non mi farò mai comandare da nessun datore di lavoro che voglia essere tale ma non pagandomi

In questi anni abbiamo visto nascere alcune federazioni, ne abbiamo viste morire o scemare altre… Secondo te qual è l’errore più diffuso nella gestione di una federazione? Secondo te può essere il prendersi troppo sul serio senza averne i mezzi?
L’errore fatale è avere diverse idee dal team creativo e per applicare le propie idee creare una federazione “se si può chiamare tale” per applicare le propie idee senza fare una battaglia interna per cercare di far sentire la propia voce. Se tutti i wrestler che vengono o sono bookati in federazioni dove non gli piacciono i booking facessero una loro federazione ci ritroveremmo con 1000 pseudo realtà senza soldi, con un ring comprato per colletta miracolosa, senza soldi per gli show e con un ghetto in più che produce attacchi al prossimo o al luogo dove sottostava prima. Si sa: dove uno non guadagna vorrebbe divertirsi almeno, ma nel wresting ci deve essere uno che vince e uno che perde quasi sempre, se non si accetta la logica che esistono i momenti dove devi perdere per far grande qualcuno è inutile praticare il wrestling, è meglio andare al parco giochi e mettersi d’accordo su come divertirsi meglio. Un team creativo fa le sue scelte, ha i suoi gusti, e di logica conseguenza le sue preferenze in base a come vede il wrestling, ma non è che può fare le stesse storyline in eterno per simpatia, deve far salire e scendere i wrestler in base all’hype che loro danno- Prima o poi arriva il push per tutti, c’è chi ne avrà di più perchè ha un personaggio vincente, c’è chi ne avrà di meno perchè ahimè non rende come altri, ma questo è il wrestling. Se fondiamo le federazioni per autopusharci i titoli e per creare solo un gruppo di amici che si divertono in questa situazione, fra 5 anni saremo 20 federazioni, o forse la parola piu’ adatta sarebbe gruppi di amici. Dico questo perchè questo clima di tensione è creato anche dal fatto che molti prendono il wrestling come solo un gruppo di amici, e questo è l’errore: l’amicizia se viene va bene, se non viene quello che conta è saper fare, e chi è a capo di una federazione deve lasciare da parte le amicizie e guardare la sostanza, e sopratutto pensare a cosa vuole vedere il pubblico: se il pubblico vuole qualcosa che però non va bene all’amico lo si deve fare lo stesso, altrimenti fare show solo per divertirsi non ha senso, o meglio non è professionale

Quindi, stando a quello che dici, nei booking team c’è il “vizio” di favorire alcune persone piuttosto che altre in virtù di amicizie esistenti fuori dall’ambiente… Te la sentiresti di riportarci qualche esempio?
Bhe sì purtoppo esiste, esiste in tutte le federazioni nessuna esclusa, ma la cosa più triste è che chi fa le storyline sono gli stessi wrestler che le combattono! Secondo me il team creativo deve essere fatto da persone che non lottano ma creano solo storie… I classici creativi,punto

Un’altra domanda: hai fatto parte di diverse realtà italiane nel corso della tua carriera… Qual è un vizio comune a tutte le realtà che hai visitato?
Quello di volersi accaparrare i wrestler in esclusiva era un vizio diffuso, nel senso esclusiva gratis :-D Un altro vizio comune è il fatto di cercare informatori nelle federazioni altrui per tenersi aggiornati sui loro piani. Ricorda: tutti sanno tutto di tutti, ognuno ha talpe o informatori nelle fed su cui vuole informarsi… C’è gente che nemmeno tu ti immagini che spiattella ad altri le cose interne; ovviamente sono anche informatori miei, e come tu sai da buona giornalista le fonti informative mai e poi mai vanno rivelate,però posso dirti che nessuno può ritenersi immune da questo fenomeno, c’è sempre la notizia che esce dalla tua fed e fa il giro delle 7 chiese. Questo esiste nel vero business ed ha un senso, qui mi fa solo ridere credimi

Ti voglio fare un’altra domanda Bull: tempo fa è spuntato dal nulla un certo LAE, il quale ha fatto un po’ quello che stai facendo tu, ovvero mettere fuori dall’armadio alcuni scheletri… Non ti sembra di calarti un po’ nei suoi panni? (N.B.: Sono in possesso di alcune dichiarazioni rilasciate a me tempo fa da LAE, e penso che quanto prima verranno rese note)
Bhe io so tutto di questo LAE, non mi ci è voluto molto a saperlo, ma lui è uscito con il nome di LAE, io esco con il mio nome e dico quello che penso in questa intervista. A differenza di quella faccenda lì, su cui molte persone si interrogano ancora su chi fosse, hanno dubbi e qualche certezza,nel leggere le mie parole la gente sa che sono io e di logica conseguenza sa a chi deve dire bravo oppure fottiti :-D

Senti un’altra cosa Bull: qual è la federazione, o un rappresentante di federazione, che più ti ha deluso?
Deluso nel senso di persona ai tempi fu il presidente della ICW Emilio Bernocchi, a cui ero legato da una bellissima amicizia: mi ha aiutato molto a entrare nel wrestling, anzi ne approfitto per dire che lui è stata la persona che mi ha inserito e mi ha accolto come un fratello, io sbagliai a deriderlo quando me ne andai dalla ICW per la XIW perchè prima lui voleva la collaborazione con essa, poi si fece trascinare da alcuni membri del consiglio a cui stavano antipatici gli allora detti “messinesi” e non supportò piu la mia battaglia all’interno della ICW per collaborare con l’attuale XIW che stava nascendo. Molti in ICW erano d’accordo con me, alcuni parteciparono all’invasion a Messina con la IWA che poi diventò XIW, e molti credo che abbiano ancora un bel ricordo di quei momenti. Sto parlando di Manuel Majoli, Psycho Mike, Frost, Nino Baldan… Tutti perni fondamentali di quella ICW. Emilio mi deluse, ma poi io sbagliai a reagire di rabbia, purtoppo andò così. Per me fu triste lasciare la ICW, ma io credevo nella collaborazione e già da allora si parlò del “non possiamo permetterci di dare spazio ad altri ma dobbiamo pensare a promuovere noi stessi”, quando allora il wrestling era propio terra terra

Una domanda che mi preme farti è questa, e spero che tu non sia così timido e politicamente corretto da dare una risposta diplomatica: secondo te, nel nostro ambiente, di chi non ci si deve fidare in nessun caso e perché?
Allora: non bisogna fidarsi di chi ti promette mari e monti prima ancora di aver delle sicurezze, non bisogna fidarsi di chi prima ci chiama con interesse e poi ci accantona senza darci una spiegazione, ma sopratutto non bisogna mai fidarsi troppo chi di questo mondo prima magari era come noi, e appena fa il salto si monta la testa e non esisti più per lui. Secondo me dobbiamo sempre ricordarci da dove veniamo e come siamo arrivati in alto e per merito di chi, e se abbiamo la fortuna di fare meglio di lui di non dimenticarci quando codesta persona ci ha dato una mano, e di ricambiare sempre, quando si può, quanto ricevuto. Pensare solo a se stessi calpestando chiunque prima o poi ti porta alla solitudine, e comunque il successo ha un’ascesa e una discesa, ed è proprio quando scendi che gli amici che hai trattato bene, perchè ti sei comportato da persona umana, ti staranno vicino e ti aiuteranno a rialzarti. Se invece sarai stato avido sarà solo il baratro per te

Ancora una cosa, poi ti lascio la “carta bianca” che ti avevo promesso: cosa pensi di chi non scinde il personaggio dalle persone e via dicendo? Nello specifico: cosa pensi di chi non fa distinzione tra Bulldozer e Maurizio?
Penso che siano poco professionali perchè Bulldozer è una cosa, Maurizio Repetto anche se ha qualcosa di Bulldozer è un’altra, perciò Bulldozer è un personaggio che è stato buono, cattivo, molto cattivo, ed ora di nuovo buono, e deve essere gettato nella mischia con altri in base a quello che può darti e a quello che può renderti in uno show, perciò devi trattarlo per quello, senza favoritismi ma con l’occhio attento di chi costruisce uno spettacolo. Mentre Maurizio Repetto è un ragazzo di 33 anni, socievole fin dove riesce a trovare la socializzazione, è un ragazzo che ascolta le opinioni di tutti e con cui puoi essere amico,molto amico,o puoi anche essere nemico se lo ritieni opportuno. Tutto ciò a volte può combaciare anche nel wrestling: io ho fatto molte cose con il mio nome reale nel wrestling, tra cui commentare con Recalcati la CZW su Supersix, e quello di apparire in molte trasmissioni non come wrestler come come persona fisica, vedi Invasioni Barbariche e Piazza Grande, Gradinata TV a Genova… Quindi io separo molto bene il mio ruolo professionale sul ring da quello della vita con in mio nome reale ,chi mi conosce e va d’accordo con me questa distinzione la sa fare benissimo

Siamo arrivati alla conclusione Bull… Ora, a te la parola su tutto quello che vuoi dire e non ti è stato chiesto. Io nel frattempo ti ringrazio per avermi concesso questa intervista
Per concludere vorrei fare una riflessione, vorrei che queste mie parole, anche da chi non è d’accordo, fossero prese come punto di riflessione. Come tutti io ho le mie visioni, tutto ciò che dico lo posso documentare, sono nel wrestling dal 2000 e ne ho viste di cotte e di crude, e vorrei solo che tutti siate un pò più meno diplomatici e parliate dei problemi liberamente, confrontandovi e trovando le soluzioni invece che fare un diplomatismo che serve solo a procurare malevoci e a produrre solo macerie e su macerie. Fate tutti un passo indietro e vedrete che qualcosa migliorerà per forza, lasciate da parte il vostro orgoglio che al giorno d’oggi non serve, e cercate di accettare anche chi non la pensa come voi perchè in ogni luogo dove esiste solo una mente esite solo una soluzione, al contrario dove ci sono piu’ menti le soluzioni sono sempre molteplici. Sembra una frase fatta, ma se ci pensiamo bene è così.

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