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Cri Intervista The Rocket

La nostra Cri ha intervistato uno dei lottatori di punta della UIW: The Rocket. Leggiamo subito questa lunga lista di Questions & Answers!

Come e quando hai deciso di diventare un wrestler?

La mia passione per il wrestling è nata nel lontano 1988 quando ho “incontrato” per la prima volta la WWF in tv. Lo ricordo come se fosse ieri: una puntata di “Wrestling Spotlight” con il commento di Dan Peterson in cui Ultimate Warrior sconfisse Honky Tonk Man in 30 secondi vincendo il titolo intercontinentale. Passione immediata. In quel momento è nato il fuoco che mi ha seguito per tutta la vita, passando da wrestlemania VI fino ad oggi. Ho sempre sognato di diventare un wrestler e calcare un ring è stata la realizzazione di un sogno.

A chi ti sei ispirato per costruire il tuo background atletico?

Non mi sono mai ispirato a nessuno. La mia preparazione atletica si è evoluta nel tempo. Ho avuto una carriera da rugbista per 10 anni, ho militato nella Benetton treviso con molta soddisfazione. Negli anni sono passato alle arti marziali, shoalin e kung-fu, per poi passare alla kickboxing che ho praticato per altri 7 anni. Infine sono sbarcato in UIW, e grazie alla mia preparazione fisica e tecnica non ho avuto alcuna difficoltà nell’adattare i miei metodi di combattimento al wrestling. Ora mi preparo nella mia palestra personale. La forma fisica è tutto: un allenamento costante, giornaliero, insieme ad una alimentazione corretta è il segreto per “vivere” questo sport.

Le persone che più ti sono vicine come hanno reagito a questa tua decisione?

In genere amo prendere le decisioni da solo. Solo la convinzione di poter imparare e crescere mi dà la spinta ad andare avanti. Certo, il wrestling è uno sport pericoloso ma tutti conoscono la mia preparazione ed hanno fiducia nelle mie capacità. Per il resto è solo questione di fortuna.

Qual è la più grossa soddisfazione che hai avuto finora dal wrestling?

La più grande soddisfazione sono i miei fans. Tutti quei bambini e ragazzini che vengono a vedermi, tifano per me e mi chiedono l’autografo dopo ogni incontro. I loro occhi carichi di emozione mi riempiono di gioia e mi danno l’energia per continuare a migliorarmi. E’ un’emozione indescrivibile.

Il 2007 sta volgendo al termine: come è stato questo anno per Rocket?

Il 2007 è stato un anno mediocre e lo considero solo un passaggio obbligato: ho avuto dei risultati ma volevo di più da me stesso. Ho le qualità per fare meglio e devo cercare di concentrarmi al massimo per migliorare, per ottimizzare le mie mosse e soprattutto per riuscire a mettere giù tutti quelli che mi si porranno davanti. Ci credo.

In questo anno la UIW, federazione in cui militi, ha fatto passi da gigante affermandosi come una delle realtà italiane più valide e con all’attivo 8 eventi in 7 mesi: qual è stato, secondo te, il tuo match migliore?

La UIW è senza dubbio la federazione più eccentrica e flessibile che conosca. Aperta a qualsiasi collaborazione e soprattutto disponibile a portare avanti uno spettacolo adatto al pubblico italiano. Mi trovo bene qui. Il mio match migliore? Non sta a me dirlo, saranno gli altri a decidere.

Secondo te che cosa manca alla tua carriera?

Cosa manca? Un’affermazione. Un punto esclamativo sul mio Rocket Burning.

Quali sono i tuoi obiettivi per il 2008?

L’obiettivo da sempre è fare bene il mio mestiere, ma se devo essere sincero vorrei raggiungere un titolo, italiano o europeo. Farò di tutto per farlo, a costo di rompermi la schiena sul ring ogni giorno. Sarebbe un’affermazione importante per un atleta come me.

Qual è il match che rifaresti anche subito?

Ogni match che ho fatto è stata una esperienza stupenda, per cui salirei subito sul ring con ognuno dei miei avversari.

Il tuo avversario dei sogni?

Se dovessi sognare vorrei tanto affrontare un grande atleta del passato, ormai scomparso: “Mr. Perfect” Curt Hennig, magari accompagnato del grande Bobby “The Brain” Heenan

E qual è il match che non rifaresti mai?

Ripeto: rifarei ogni match. Ricordo solo la mia preoccupazione prima del match più duro della mia carriera contro un avversario difficile, per la sua mole, per la sua forza, e soprattutto per gli spiriti che si porta dietro: Fenriz. Prima di entrare sul ring sentivo il peso della sua forza oscura, ed ero molto preoccupato. Anche il match è stato durissimo. Però Fenriz sa che Rocket è un osso duro: non vedo l’ora di batterlo di nuovo.

Negli show a cui prendi parte ti vediamo arrivare al ring con il tuo “inseparabile amico”, uno sledgehammer: cosa rappresenta per te questo tipo di oggetto?

Il “Rocket’s Destiny” Sledge Hammer indica a tutti i miei avversari la forza del mio destino: il destino di chi è stato eletto per fare giustizia, il destino di chi vuole contrastare in questi anni bui tutti coloro che ingannando, rubando, o portando dolore cercano di insegnare l’odio, la scorrettezza e la malvagità. Quando si scontreranno con me proveranno la forza di queste poche ma importanti parole. Il bene vince sempre, vince su tutto.

Parliamo un po’ di wrestling televisivo: quali federazioni ti piace guardare alla tv?

Io sono un grande fan della WWE. Il Monday Night Raw è il mio show preferito, non lo perderei per nessuna cosa al mondo.

Chi è il tuo wrestler preferito?

Nel passato era senza dubbio “The Ultimate Warrior”. Oggigiorno invece il mio wrestler preferito è “Triple H”

Cosa pensi del wrestling hardcore, i deathmatch e l’estremo uso di oggetti trasformati in vere e proprie armi nel wrestling?

Non amo l’hardcore. Secondo me non è adatto ai miei piccoli fans. Preferisco che vedano una buona tecnica e un buon spettacolo, ed evitino troppo sangue ed un uso continuato, sconsiderato e immotivato di armi.

Hai mai assistito ad un evento live della WWE? Se sì, quali sono state le tue impressioni?

Certo, l’anno scorso ho personalmente assistito al “wrestlemania revenge tour” a Milano con Raw, e al tour di smackdown a Trieste. La wwe è sempre il massimo: peccato per la mancanza di un adeguato background scenico per gli eventi non trasmessi in tv.

Associazione di parole:

WWE: spettacolo

TNA: esagerazione

Vince Mc Mahon: solidità

Vince Russo: sotterfugio

ICW: concretezza

UIW: potenza

XIW: passato

2PW: entusiasmo

FCW: velocità

TCW: passione

NWE: business

Samoa Joe: sopravvalutato

HHH: The Game

Hulk Hogan: immortale

Kurt Angle: agonismo

Umaga: tribale

Italian Warrior: carisma

Bulldozer: esperienza

Axel Fury: tecnica

Fenriz: gigante

Caronte: forza

Little Thunder: futuro

The Rocket: cuore

L’intervistatrice: esperta

In conclusione, hai spazio per invitare i lettori della Guida a seguirti e mandargli un saluto speciale! Io nel frattempo ti ringrazio per il tempo che mi hai concesso.

A tutti i fans del wrestling che seguono questa guida invio uno “Spinebuster” e rinnovo l’invito a partecipare ad uno show UIW. Venite a vederci perché potrete assistere ad uno spettacolo dove “toccare con mano” la bravura degli atleti, senza barriere e senza distacco. Il wrestling italiano è molto più vicino alla gente di quello americano, è differente e forse più divertente. Ed in più potrete assistere alla devastante forza del mio Rocket Burning. Resterete senza parole.

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