
Il latte di cammella, di alto valore nutritivo, per i suoi estimatori è vero nettare; leggermente più salato e tre volte più ricco di vitamina C del latte di mucca, ricco di ferro, di acidi grassi non saturi e di vitamine del gruppo B, in Russia, Kazakistan ed India spesso viene prescritto ai convalescenti, mentre in Africa viene dato ai malati di AIDS.
I somali ne sono ghiotti e sono fermamente convinti delle sue qualità curative: dal Sahara alla Mongolia la domanda di latte di cammella è in grande espansione.
In Tunisia la gente percorre centinaia di chilometri per procurarselo; in Etiopia ed in Somalia i pastori sono disposti a viaggiare 12 ore per andare a venderlo a Gibuti, dove i prezzi sono alti.
A N’Djamena, in Ciad, nuove latterie stanno affermandosi; in un’altra parte del globo è considerato un potente toccasana contro parecchie malattie, e nei paesi del Golfo si crede abbia addirittura poteri afrodisiaci.
Le tecniche d’allevamento dei cammelli sono rudimentali e buona parte dei 5,4 milioni di tonnellate di latte che vengono prodotti ogni anno, da una popolazione complessiva stimata nell’ordine di 20 milioni di cammelli, viene succhiato dagli stessi piccoli

Mister XXX




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