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LE PURIFICAZIONI-5- BASTI (SECONDA PARTE)

Qualunque recipiente deve essre svuotato del proprio contenuto perchè possa ricevere qualcosa.

Come abbiamo già considerato, gli yogi, che vivevano ritirati dalla società e dal mondo, non potevano contare sugli impianti igienici di cui tutti disponiamo oggi nella realtà occidentale.

MODALITA’ E FREQUENZA: La pulizia del retto può essere agevolmente eseguita ogni mattina con una comune peretta in gomma della capacità di 300 cc riempita con acqua tiepida di rubinetto.L’operazione, indispensabile quanto quella di lavarsi i denti, non richiede più di un paio di minuti. Dobbiamo avere solo l’attenzione di ungere un pò la cannula e di fare attenzione nell’introdurla: questo è tutto.

Questa pulizia va fatta sempre dopo l’evaquazione naturale per liberare l’ampolla rettale da residui che normalmente rimangono inespulsi.

Gli yogi per ripulirsi internamente usavano la radice di curcuma o il dito; per quanto ci riguarda non è male imparare a conoscere anche l’interno del nostro corpo, almeno dove è accessibile, per cui dopo la pulizia del retto possiamo esplorare col dito medio l’interno dell’ampolla rettale al fine di renderci meglio conto di come è strutturata la parte finale del tubo digerente.

E’ buffo constatare che molte persone adulte che si ritengono mature hanno un atteggiamento di estraneità, se non di rifiuto, verso il loro corpo non appena si vada oltre l’involucro dell’epidermide; questo comportamento è il frutto di una educazione repressiva, incapace di affrontare un rapporto libero con il proprio corpo. Questo atteggiamento che spesso ritroviamo in noi stessi è da abbandonare, perchè è insensato e offensivo per la dignità del proprio corpo, che viene trattato come fosse un semplice contenitore e non una manifestazione della vita.