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LE OTTO FASI DELLO YOGA parte quarta

La conclusione dell'intervento sulle otto fasi dello yoga.

SAMADHI

E’ uno stato supercosciente di illuminazione dello spirito, una situazione di pura estasi in cui l’essere individuale raggiunge l’essenza dell’Amore Eterno Incondizionato; in questo stato di beatitudine il vero IO percepisce la sua identità originale, che non ha nè inizio nè fine, ed il suo eterno legame con lo Spirito Cosmico. Molti Santi, mistici ed illuminati di ogni tempo hanno raccontato che questo stato superiore della coscenza esiste ma non è completamente definibile dalle parole, bisogna provarlo per gustarlo e comprenderlo nella sua vastità sovrannaturale.

Pantanjali, il grande maestro spirituale dell’India antica, spiega che la causa primaria della sofferenza che affligge gli uomini è l’ignoranza della propria natura spirituale. La consapevolezza della propria identità rimuove il velo illusorio (Maya) che offusca la nostra visione e sradica progressivamente il dolore dal nostro essere. Noi non siamo esseri umani che devono sforzarsi di avere saltuariamente delle esperienze spirituali. E’ vero esattamente il contrario, siamo esseri spirituali eterni e stiamo vivendo, in questo momento, una meravigliosa esperienza umana sul pianeta Terra. La paura e l’ansietà impediscono l’illuminazione del Samadhi. Queste due emozioni che generalmente vengono considerate negative hanno una loro funzione naturale: sono due spie a luce rossa che ci segnalano che qualcosa non funziona bene nel nostro campo energetico. La paura rivela che la nostra capacità di amare si è abbassata. L’ansietà è propo0rzionale alla dimenticanza del nostro vero IO, senza inizio ne fine. Ci spaventiamo e siamo in ansietà quando ci allontaniamo dall’amore e dall’eternità.

CONCLUSIONE: Non ci si deve scoraggiare dall’elenco di queste fasi che possono sembrare molto difficili da raggiungere: tutto è molto più semplice di quanto non sembri.Anche senza fare dello yoga, nella vita chiunque applica più o meno, senza saperlo, queste otto fasi.Per esempio, i primi due possono essere riportati alla nostra dimensione parlando di igiene morale, igiene fisica, igiene di vita, anzichè di precetti e osservanze; in tal modo essi assumono un aspetto assai meno austero. Gli altri, invece, tendono più esattamente alla ricerca di un atteggiamento, di una respirazione, di un giusto rilassamento mediante uno sforzo cosciente che conduce dall’attenzione alla concentrazione, ultimo punto mediante il quale si perviene al Raja Yoga.

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