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IL RESPIRO DURANTE LA GRAVIDANZA di Emy Blesio

Un' ulteriore contributo di Emi Blesio, per le donne in gravidanza, da aggiungere ai precedenti articoli di Emy, e ad integrazione della categoria "YOGA E GRAVIDANZA" che trovi nell'elenco in home page

Il respiro è la base della vita, è l’interrelazione fra l’interno e l’esterno.

Durante l’inspirazione prendiamo energia e durantel’espirazione la doniamo.

Un interscambio di energia, un divenire tramiti della Vita, che ci fa mantenere la consapevolezza del Presente.

Non è come l’attenzione al respiro che ci consente di percepire la Realtà con la “R” maiuscola!

Non a caso le più raffinate (raffinate nel senso di sottili, di elevate)filosofie danno tanto importanza alla respirazione.

Lo Yoga, per esempio, basa le sue pratiche sul controllo del respiro(Pranayama) come un mezzo per raggiungere stati sottili, molto elevati.

La nostra vita inizia con una inspirazione e termina con un’esalazione, dico sempre ai miei allievi. Dunque, questa funzione è determinante nella nostra vita e l’accompagna fino al termine.

C’è una graziosa metafora cinese che illustra l’importanza del controllo del respiro.

Si racconta che, alla nascita, l’essere umano è dotato di un
sacchetto con un numero determinato ti respiri che gli devono bastare per tutta la sua esistenza. Se l’uomo respira in fretta, il sacchetto sarà presto vuoto e la sua vita dovrà terminare, se invece li userà con parsimonia (respirando con calma, profondamente e lentamente) la sua vita sarà lunga.

Questa è un semplice e popolare modo di interpretare i benefici di una profonda e lenta respirazione, di un adeguato controllo del respiro.

Una profonda respirazione dona calma, tranquillità, lucidità e
consapevolezza. Tutte qualità che consentono una vita qualitativamente migliore.

Ovviamente il controllo involontario fa sì che noi respiriamo senza portarvi la mente, senza pensarci. Non richiede attenzione alcuna e questo è il modo naturale, o normale, di respirare.

All’inizio della nostra vita, infatti respiriamo correttamente ma, in seguito, le emozioni, le tensioni, possono influenzare il respiro attraverso la corteccia cerebrale, per esempio: l’eccitazione può accelerare il respiro.

Anche sotto sforzo abbiamo bisogno di una respirazione più attiva e, allora, la respirazione automatica comandata dal midollo allungato e dal cervelletto (quella che non ha bisogno di essere collegata alla volontà), viene trasformata da una maggiore necessità di ossigeno, pertanto, se non siamo coscienti, lucidi, se siamo sotto stress, finiamo con l’invertire la funzione respiratoria.

Spiego meglio: quando siamo sotto stress la nostra coscienza non è attenta a quello che accade nel momento stesso che viviamo ma è legata alla causa dello stress ed è in questa occasione che scolleghiamo la coscienza dalle nostre funzioni e, quella fase che dovrebbe essere momentanea, diventa alfine una scorretta abitudine.

Comunque, si può ripristinare le funzioni corrette con un buon allenamento.

Ovviamente, ci vuole un po’ di tempo affinché le funzioni originarie ritornino a diventare automatiche: il tempo di farle arrivare al cervelletto e al midollo allungato.

Solo allora potremo togliere la coscienza volontaria a questa importante funzione del nostro organismo e, in tal modo, si avrà una respirazione completa e, cosa importante, spontanea.

Credo che questo lo sappiano ormai tutti, ma che benefici ha la respirazione corretta durante il periodo di gravidanza? Ho già parlato in precedenza che è molto importante addestrare la respirazione per avere un corpo preparato al parto ma che avviene a livello psichico?

Perché porto tanta attenzione alla respirazione quando preparo le donne al parto?

Perché la respirazione yoghica ha quella facoltà intrinseca di svegliare la consapevolezza.

Dopo un adeguato addestramento alla respirazione yoghica
l’individuo scopre il suo corpo, non soltanto fisico, ma, e soprattutto, scopre un vasto mondo interiore. Scopre se stesso.

E questo dà la capacità di realizzare e comprendere pienamente il momento che si sta vivendo. Non si attraversano gli avvenimenti impreparati, con gli occhi bendati. Si vivono intensamente ma con grande distacco.

Il distacco (vairagya) interiore, nasce dal ridimensionamento
dell’importanza di qualsivoglia oggetto d’esperienza ed è caratterizzato da un grande discernimento che trascende il piano dell’illusorietà di ogni esperienza materiale per arrivare a uno stato incondizionato di libertà assoluta.

Questo fa sì che ogni esperienza venga vissuta con una serenità e una calma profonde.

Pertanto è intuibile che i vari momenti della vita, che
normalmente metterebbero in agitazione, siano affrontati senza tensioni, senza paure.

Ecco perché le donne che praticano il Pranayama durante Jivana Yoga, affrontano il parto con gioia e serenità che sorprendono anche coloro che assistono all’evento.

Ogni istante del miracolo, che è la nascita di un essere vivente, è vissuto con grande consapevolezza e lucidità e ricordato con tenerezza dalla madre.

E credo che questa sia la gratificazione più importante per chi ha il compito di condurre le future mamme nell’importante percorso denominato:

Jivana Yoga (lo Yoga della Vita).