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Aristotele, Darwin, Lorenz..

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ARISTOTELE

“In tutte le realtà v’è qualcosa di meraviglioso […] così occorre affrontare senza disgusto l’indagine su ognuno degli animali, giacché in tutti v’è qualcosa di naturale e di bello. Se poi qualcuno ritenesse indegna l’osservazione degli animali, nello stesso modo dovrebbe giudicare anche quella di se stesso.”

CHARLES DARWIN (1871)

“Ma torniamo al nostro principale argomento. Gli animali inferiori sentono evidentemente come l’uomo il piacere e il dolore, la felicità e l’infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gatti, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini. Anche gli insetti si divertono assieme, come ha descritto quell’eccellente osservatore che è P. Huber, che vide le formiche corrersi dietro cercando di mordersi per giuoco come fanno i cagnolini.”

KONRAD LORENZ (1996)

“Non si impara a conoscere gli animali costringendoli in gabbie da laboratorio e concedendo loro la sola possibilità di fornire risposte del tutto specifiche agli stimoli previsti dalla logica degli esperimenti. D’altra parte, è ugualmente impossibile imparare a conoscere gli animali […] limitandosi a osservarli esclusivamente nei loro habitat naturali. […] Ci si accosti quanto più possibile agli animali evitando tuttavia di interferire con i loro comportamenti a tal punto da non poterne controllare le conseguenze. […] L’osservazione sul campo è indispensabile quanto l’indagine di laboratorio, dei cui risultati è una forma di controllo.”

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