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Principali gruppi dello zooplancton (parte 1)

Dinoflagellati, Foraminiferi, Radiolari, Ciliati, Cnidari, Ctenofori, Chetognati, Anellidi e Molluschi: morfologia e distribuzione.

Protisti eterotrofi:

-Dinoflagellati: sono caratterizzate dalla presenza di due flagelli e di un rivestimento cellulosico (forme tecate). Sono generalmente solitarie e alle medie latitudini dominano il fitoplancton del periodo più caldo. Appartengono alle Dinoflagellate molte delle specie che talora si riproducono rapidamente raggiungendo concentrazioni enormi. Queste “fioriture” algali più note con il termine di blooms sono responsabili di quel fenomeno di colorazione delle acque (dal rosso al marrone) noto con il termine di red tide. I gruppi più importanti sono quelli delle Coccolitoforidae e delle Cyanophyceae dette anche cianobatteri o alghe azzurre.

-Zooflagellati: sono privi di pigmenti vegetali e strettamente autotrofi, e a differenza dei precedenti hanno dimensioni assai ridotte (normalmente 2-5mm). Essi costituiscono frazioni importanti (fino all’80%) del nanoplancton, e possono essere molto importanti come fonte alimentare di altri zooplanctonti.

-Foraminiferi: Sono caratterizzati dal possedere un guscio calcareo costituito da una serie di camere. Hanno dimensioni tra i 30mm e pochi cm, e si nutrono di batteri, cellule fitoplanctoniche e piccoli zooplanctonti che catturano mediante pseudopodi (rizopodi) che emettono da pori del guscio. La maggioranza dei Foraminiferi è data da specie bentoniche, tuttavia le circa 4000 specie planctoniche conosciute possono essere molto abbondanti nei mari intertropicali. Dopo la loro morte i loro gusci costituiscono una importante componente dei sedimenti oceanici.

-Radiolari: Sono protozoi ameboidi di aspetto sferico. Presentano una capsula centrale in silicio con perforazioni dalle quali vengono emessi pseudopodi (axopodi) utilizzati per la cattura di cibo, tipicamente Diatomee ma anche altri zooplanctonti. Le loro dimensioni vanno da 50mm fino a parecchi mm. I Radiolari sono particolarmente diffusi nelle acque oceaniche fredde e i loro gusci sono una componente importante dei sedimenti di fondo.

-Ciliati: Sono provvisti di cilia che utilizzano per il nuoto e la cattura di cibo (batteri, zooflagellati e piccoli fitoplanctonti). Particolarmente abbondanti sono i Tintinnidi distribuiti sia nella regione oceanica che in quella neritica.

-Cnidari: Vi appartengono le meduse, alcune specie delle quali possono essere organismi oloplanctonici ma molte sono stadi asessuati di organismi bentonici. Alcune possono raggiungere dimensioni gigantesche fino a 2m di diametro. Alcuni Cnidari, i Sifonofori, formano eleganti colonie eteromorfe, costituite cioè da individui specializzati in differenti funzioni.

-Ctenofori: Questi animali sono completamente trasparenti, si spostano mediante il moto di cilia fuse in lamelle disposte in otto serie. Alcune (ad es. il genere Pleurobranchia) sono provvisti di un paio di lunghi tentacoli mediante i quali catturano le loro prede. Altri (ad es. il genere Beroe) ne sono privi ma ingurgitano la preda con una larga apertura orale.

-Chetognati: Hanno forma allungata, e possenti mascelle con le quali catturano le prede che cacciano a vista. Alcune specie possono raggiungere i 4 cm di lunghezza. Il genere Sagitta è distribuito in tutti gli oceani.

-Anellidi: Sono poche le specie oloplanctoniche. Solo il genere Tomopteris (Policheti) è ampiamente diffuso in tutti gli oceani con una quarantina di specie.

-Molluschi: Questo phylum è ben rappresentato nel plancton marino con gli Eteropodi (Gasteropodi, Prosobranchi) nei quali il piede si è trasformato in due espansioni aliformi. Nei primi la conchiglia può essere più o meno ridotta come in Atlanta e Carinaria o completamente scomparsa come in Pterotrachea. Nei secondi la conchiglia è in genere ben sviluppata (es.: Cavolina e Limacina) al punto da essere presente nei sedimenti di fondo, sebbene anche in questo gruppo alcune specie abbiano rinunciato completamente alla conchiglia.

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