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Ricerca oceanografica nel mediterraneo

Una nuova nave oceanografica dell'Icram (Istituto centrale per la ricerca applicata al mare) valuterà lo stato di salute dei nostri mari.

Si chiama Astrea, ed è la nuova nave oceanografica dell’Icram. L’attività di Astrea è stata inaugurata ufficialmente lo scorso 9 aprile al porto romano di Fiumicino, dal ministro dell’ambiente Alteor Matteoli e da Folco Quilici, di recente nominato commissario straordinario dell’Istituto.

La nave è stata realizzata in modo da poter trasportare e utilizzare i più sofisticati apparecchi di ricerca compatibili con le sue dimensioni, e da operare in tutto il Mediterraneo senza limiti di distanza dalla costa.

La nave è in grado, tra gli altri compiti, di raccogliere dati in superficie e profondità, eseguire la ricerca oceanografica (biologica, chimica e fisica) in zona costiera e in alto mare, trasportare un piccolo battello ausiliario, fornire un appoggio a un team di sommozzatori e navigare per lunghi periodi su una rotta precisa a bassa velocità.

Tra le altre attività di ricerca che verranno svolte a bordo di Astrea ci sono le mappature delle praterie di fanerogame marine (Posidonia oceanica, Cymodocea nodosa, ecc.), importanti indicatori biologici d’inquinamento utilizzate come zone di rifugio, alimentazione, riproduzione e allevamento sia delle specie marine che degli uccelli.

Nel calendario delle prossime missioni di Astrea figura per primo l’Adriatico: fuori Ravenna per dei lavori di ripascimento degli arenili (versamenti di sabbia sui litorali in erosione) e Chioggia per una mappatura delle “tegnue”, i fondali con formazioni rocciose affioranti che costituiscono importanti oasi per specie ittiche tipiche dei substrati duri.

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