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La memoria dei macachi? Una questione di sesso

Gli studi sui macachi evidenziano un gap cognitivo dipendente dal sesso nella memoria spaziale dei primati non umani.

Per mettere fine all’acceso dibattito sull’esistenza di differenze cerebrali cognitive fra uomini e donne, gli psicologi sono alla ricerca di risposte definitive. Tuttavia, la ricerca sugli esseri umani risulta confusa da fattori quali l’alimentazione, le cure mediche, gli stili di vita, l’educazione o la cultura. Pertanto gli scienziati preferiscono studiare primati non umani in ambienti controllati, in modo da ottenere un quadro più chiaro e meno distorto.

Nuovi studi sui macachi resi hanno evidenziato un gap sessuale (una differenza che dipende dal genere) nella loro memoria spaziale, ma soltanto in giovane età e nel caso di femmine non addestrate. La ricerca è stata pubblicata sul numero di febbraio della rivista “Behavioral Neuroscience“.

“I macachi resi - spiega Agnès Lacreuse dell’Emory University, principale autrice dello studio - costituiscono un buon modello dell’invecchiamento umano, in quanto sono simili a noi in termini di caratteristiche endocrine, cognitive e neurali. Inoltre sono utili nello studio di possibili differenze sessuali nell’invecchiamento cognitivo, poiché costituiscono un modello che non viene alterato da differenze dovute alla longevità o alla demenza”.

Lacreuse e colleghi dello Yerkes National Primate Research Center di Atlanta e dell’Università di Boston hanno esaminato la memoria spaziale di 90 macachi adulti, divisi per età in tre gruppi: giovani (meno di 15 anni), di mezza età (dai 15 ai 20 anni) e vecchi (più di 20 anni). Le scimmie dovevano svolgere un esercizio di memoria, individuando dove era stato nascosto del cibo dopo che l’avevano visto mettere in uno di 18 pozzi identici.

I risultati mostrano che i maschi più giovani possiedono una memoria spaziale migliore delle femmine, ma le prestazioni dei gruppi più anziani rivelano un brusco calo: come risultato, le scimmie più vecchie ottengono le stesse prestazioni, che si tratti di maschi oppure di femmine.

Un secondo studio ha mostrato che un semplice addestramento in giovane età non giova ai maschi mentre aiuta le femmine a migliorare le proprie prestazioni fino a raggiungere il livello dei loro compagni, eliminando così il gap sessuale. Probabilmente l’addestramento aiuta le femmine a concentrarsi sulle caratteristiche spaziali dell’esercizio, mentre i maschi sembrano avere una tendenza naturale a farlo.

(Fonte: Le Scienze)

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