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Esemplari di Aquila Reale nei cieli della Liguria

Esemplari di Aquila Reale sono stati avvistati nei cieli tersi della Regione Liguria. Si tratta di un uccello appartenente alla famiglia degli Accipitridae e alla sottofamiglia delle[...]

aquila reale
Esemplari di Aquila Reale sono stati avvistati nei cieli tersi della Regione Liguria. Si tratta di un uccello appartenente alla famiglia degli Accipitridae e alla sottofamiglia delle Buteoninae.

L’Aquila reale, o Aquila chrysaetos, è caratterizzata da un corpo molto potente, dotato di una testa grande fornita di un robusto becco uncinato e da ampie ali che le consentono un volo veleggiato e maestoso che termina in veloci picchiate sulle sue prede. Il corpo si presenta lungo dai 70 ai 90 cm. con una lunga coda che, da sola, può misurare fino a 30 cm. La femmina è leggermente più pesante del maschio e pesa fra i 3 e i 7 kg. L’apertura alare è notevole: dai 2 ai 2,2 metri.

Le piume assumono una colorazione castana, più scura nelle parti inferiori. La testa è più chiara, da qui il riconoscimento del nome “chrysaetos” che significa “dorato“. L’Aquila termina la composizione adulta del suo piumaggio intorno ai 5 anni dalla nascita. Caratteristiche tipiche dei rapaci sono anche la forma del piede, con grandi artigli e dita corte, e il becco molto robusto. L’Aquila reale, per il suo corpo possente, è da sempre considerata uno dei più potenti rapaci esistenti.

L’Aquila è originaria del nord dell’Asia, Nord America, Giappone e Nord Africa. Ad oggi gli esemplari di questo rapace sono diminuiti, la troviamo comunque anche in Italia sull’arco Alpino e sugli Appennini, oltre in Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta. Il suo habitat naturale preferito è costituito da un territorio abbastanza aperto o semi-alberato, dove il rapace identifica il luogo di nidificazione su pareti rocciose e un vasto territorio di caccia, dove in coppia si prodiga per reperire prede per alimentare i piccoli.

In genere, la coppia caccia insieme per procurare il cibo necessario, riuscendo a sollevare prede pesanti fino a 15-18 kg. La tecnica di caccia dell’Aquila prevede un sapiente gioco di agguati perpetrati dalla coppia. Tra le sue prede uccelli, mammiferi e rettili. Il cibo preferito è rappresentato da roditori, lepri, conigli e marmotte, ma non disdegna scoiattoli, tartarughe e ramarri.

La coppia, maschio e femmina, vivono una vita fatta di comunione e fedeltà, bellissimo esempio animale di monogamia. Nel rapporto vige estrema parità di ruoli, entrambi si occupano del controllo del territorio, del restauro dei numerosi nidi e della caccia. Durante il periodo di accoppiamento, le Aquile reali compiono acrobatici voli, giri della morte ed evoluzioni varie. Successivamente all’accoppiamento, la femmina depone due uova nel nido prescelto. Alla schiusa delle uova, il maschio si prodiga per portare il nutrimento ai nuovi nati e alla femmina. In genere, dei due piccoli rapaci, solo uno riesce a sopravvivere e a diventare aquilotto. Il piccolo spicca il suo primo volo intorno al nido circa 80 giorni dopo la nascita. Una volta diventato indipendente nel volo e nella caccia, l’aquilotto viene portato dai genitorio fuori dai confini del territorio natale, dove provvederà autonomamente a procurarsi il cibo fino alla formazione di una nuova famiglia.

Grazie alla protezione di cui ha beneficiato e continua a beneficiare in questi ultimi anni, l’Aquila reale non teme l’estinzione, il numero degli esemplari è invece aumentato. In Italia, si contano circa 200 coppie sulle Alpi, 50 coppie sugli Appennini, 10 coppie in Sicilia e 30 coppie in Sardegna.

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