Il Cane dalle origini all'evoluzione in Canis Lupus familiaris

Secondo affermati studi genetici, si è scoperto che il progenitore del cane domestico è stato proprio il Lupo Grigio. Viene da chiedersi come, nel corso degli anni, sia avvenuto il processo di[...]

L'evoluzione del cane
Secondo affermati studi genetici, si è scoperto che il progenitore del cane domestico è stato proprio il Lupo Grigio. Viene da chiedersi come, nel corso degli anni, sia avvenuto il processo di domesticazione. Probabilmente questo meccanismo è avvenuto in maniera del tutto naturale, da una parte la scarsità di prede accessibili, dall’altra un minore timore nei confronti dell’uomo, avrebbero portato l’antenato del cane domestico ad avvicinarsi ad entrare in contatto con l’uomo seguendolo nelle battute di caccia e nutrendosi dei resti del suo cibo. Questa vicinanza è stata sicuramente accettata positivamente dall’uomo, che aveva i suoi vantaggi da tarne, tanto da iniziare un processo di coabitazione.

Una delle testimonze più antiche di questo avvicinamento, è rappresentata dal ritrovamento di una tomba di 12000 anni fa, nella quale fù trovato il cadavere di un anziano insieme al corpo di un cane.
Durante questo periodo è avvenuta anche una metamorfosi a livello fisico, con l’accorciamento dei denti, la riduzione del volume cranico e la scomparsa degli artigli. Per natura portato alla domesticazione, questo primo antenato del cane si è adattato a rivestire diversi ruoli: oltre ad accompagnare l’uomo durante la caccia, si è preso cura della guardia del villaggio e delle mandrie di bestiame.

Ovviamente, la differenziazione fra diverse razze è stata dovuta dalle situazioni climatiche e geografiche e, successivamente, l’uomo ha potuto sfruttare queste trasformazioni involontarie nella morfologia del cane per impiegarlo nelle mansioni a lui più congeniali. Un esempio per tutti è rappresentato dai cani con arti corti, adibiti ad inseguire la selvaggine nei cespugli bassi, che hanno dato origine alla razza dei bassotti.

Il risultato di questa trasformazione è il Canis lupus familiaris , un mammifero onnivoro, il cui peso può variare in base alle razze da un minimo di 600 grammi fino ad un massimo di 90 kg., La femmina ha due episodi ovulatori nell’arco dell’anno che la portano a partorine, dopo una gestazione di 9 settimane, da 2 a 10 cuccioli.

Caratteristica che è rimasta immutata è l’eccezionalità del suo olfatto. Il cane possiede un naso davvero speciale, grazie alla mucosa interna è in grado di distinguere una sola molecola di una qualsiasi sostanza su un milione di altre.
L’estremità del naso si chiama tartufo ed ha anche funzionalità diverse dall’olfatto. Infatti, grazie alle membrane che lo compongono, è in grado di percepire minuscole vibrazioni e asperità del terreno, oltre a riconoscere il grado di caloresugli oggetti.

Nel corso degli anni l’uomo ha cercato di prevalere gerarchicamente sul cane con una sorta di addestramento, pratica resa ancora più semplice dal fatto che questo animale domestico è geneticamente portato a ripetere azioni e comportamenti che gli portano un vantaggio.

Il cane è dotato di una grande intelligenza:
Istintiva, cioè quello che un cane è addestrato a fare fin dalla nascita;
Adattiva, ciò che impara a fare attraverso l’esperienza;
Funzionale, ciò che impara attraverso gli ordini e i comandi;
Spaziale, la sua capacità di orientamento e di ritrovare luoghi già visitati.

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