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Rupicapra rupicapra: il Camoscio delle Alpi

Con la parola Rupicapra si intende il genere della sottofamiglia dei Caprini a cui appartengono tre specie diverse: Rupicapra rupicapra o camoscio alpino delle Alpi; Rupicapra pyrenaica o camoscio dei[...]

Rupicapra rupicapra: camoscio delle Alpi
Con la parola Rupicapra si intende il genere della sottofamiglia dei Caprini a cui appartengono tre specie diverse:
Rupicapra rupicapra o camoscio alpino delle Alpi;
Rupicapra pyrenaica o camoscio dei Pirenei;
Rupicapra pyrenaica ornata o camoscio d’Abruzzo.

Il Camoscio alpino è un mammifero del genere artiodattilo, di aspetto simile alla capra e presente sia nel Nord che nel Centro Europa, Alpi francesi, Alpi italiane, Alpi svizzere, Alpi austriache ed Alpi bavaresi.

Il corpo si presenta agile, con una lunghezza variabile fra i 130 e i 150 cm. nel maschio, mentre la femmina è leggermente più piccola, con un corpo più slanciato. Il maschio, invece, ha una forma più tozza, con un collo corto. Il corpo è ricoperto da una mantello formato da un pelo superficiale irsuto che garantisce un perfetto isolamento termico e uno strato sottostante di pelo fine e lanoso. Entrambi i sessi posseggono poi una “barba dorsale“, una sorta di lunghi peli scuri che ricopre la linea mediana ed è maggiormente accentuata sulla groppa. Questa linea di pelo, durante i momenti di paura, viene rizzata dall’animale per aumentare la propria mole di fronte all’avversario. Il camoscio subisce due mute annuali, in primavera e in autunno.

La testa è decorata da due piccole corna di colore nero, perenni, che appaiono in entrambi i sessi e possono raggiungere una lunghezza di 20-25 centimetri. Oltre a ciò, il camoscio presenta delle ghiandole sovraoccipitali che secernono una sostanza utilizzata per marcare il territorio e per incentivare la femmina all’accoppiamento. Fra le caratteristiche salienti di questo mammifero, abbiamo un buon sviluppo dell’olfatto e della vista.

Anatomicamente, il camoscio è adatto alla vita sulle rocce. Il suo zoccolo è formato da un bordo esterno più duro che gli permette la massima stabilità e appiglio sulle rocce e morbidi polpastrelli che aumentano l’attrito, evitandogli scivolate durante la discesa.
Il camoscio, inoltre, è dotato di una importante capacità polmonare che gli consente di risalire ripidissimi pendii senza sentire la fatica.

La vita media di un camoscio femmina è decisamente più lunga di quella del compagno. In genere l’aspettativa di vita si aggira intorno ai 15-16 anni. Durante la fase adulta, cioè dopo i 10 anni di vita, inizia un processo di invecchiamento che porta alla perdita di brillantezza del pelo e l’usura dei denti.

Il Camoscio tende a risalire in alta montagna nel periodo estivo e scendere, invece, a quota inferiore per cercare cibo durante l’inverno. La sua dieta è composta da piante erbacee, graminacee e leguminose. La vita sociale del camoscio è organizzata con branchi di femmine con i loro cuccioli e pochi maschi. In genere, i maschi adulti conducono vita solitaria e si riuniscono alle femmine soltanto durante il periodo degli accoppiamenti che va da ottobre a dicembre. Dopo circa sei mesi di gestazione, gli esemplari femmina gravide partoriscono un cucciolo che allattano per circa sei mesi. I nuovi nati raggiungono la piena maturità intorno ai due anni e mezzo.

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