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La riproduzione del cavalluccio marino

Il Cavalluccio marino appartiene alla famiglia Syngnathidae e alla sottofamiglia Hippocampinae. Si tratta di un pesce di piccola taglia che vive principalmente nei bassi fondali lagunosi ricchi di alghe e[...]

cavalluccio marino
Il Cavalluccio marino appartiene alla famiglia Syngnathidae e alla sottofamiglia Hippocampinae. Si tratta di un pesce di piccola taglia che vive principalmente nei bassi fondali lagunosi ricchi di alghe e particolari piante, come l’Alimeda, che gli offrono un sicuro rifugio dai predatori e un facile appiglio a cui ancorarsi. Il corpo del cavalluccio marino è caratterizzato da una lunga coda prensile. Le mascelle sono fuse insieme a formare un piccolo e lungo tubo privo di denti, mentre gli occhi sono in grado di muoversi indipendentemente a tutto vantaggio della cattura delle prede, che vengono risucchiate all’interno della bocca.

Il corpo del cavalluccio marino è rivestito da epiderma, costituito da strati di cellule epiteliali ricche di cheratina che gli assicurano la necessaria protezione, dal derma che è ricco di fibre connettivai e dall’ipoderma. Il corpo è inoltre rivestito da speciali anelli di placche ossee, che gli assicurano una grande flessibilità di movimento.

Nella dieta del cavalluccio marino compaiono piccoli crostacei, fitoplancton, rotiferi e antipodi. Dopo il pasto, che comporta per il pesce una grande dispersione di energia, il cavalluccio marino affronta la digestione aggrappandosi ad un sicuro appiglio e riposando.

Il cavalluccio marino possiede dei recettori sensoriali posti lungo i fianchi all’interno del corpo. Questi recettori comunicano con l’esterno attraverso dei pori e consentono al pesce di individuare i pericoli e le prede.

La caratteristica che distingue il cavalluccio marino da altri tipi di pesci riguarda la riproduzione. Infatti, durante questo periodo, la femmina depone le uova (da 100 a 1000) direttamente in una tasca ventrale del maschio (tipo marsupio), il quale se ne prende cura fino alla schiusa. Alla nascita i piccoli misurano appena pochi millimetri di lunghezza e vengono rilasciati dal maschio nel momento di alta marea perchè si disperdano e siano meno vulnerabili. Alcuni esemplari sono visili presso l’Acquario di Genova.

Fonte fotografica: www.flickr.com/loren

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