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L'Erinaceus europaeus: il Riccio

L’Erinaceus europaeus, più comunemente conosciuto con il nome di Riccio, è un mammifero della famiglia Erinaceidae, con caratteristiche morfologiche simili ai primi mammiferi apparsi sulla Terra[...]

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L’Erinaceus europaeus, più comunemente conosciuto con il nome di Riccio, è un mammifero della famiglia Erinaceidae, con caratteristiche morfologiche simili ai primi mammiferi apparsi sulla Terra a fine Cretaceo. Il Riccio si differenzia in svariate sottospecie diffuse in molti paesi Europei fino alla Siberia e Scandinavia. In Italia lo troviamo piuttosto diffuso su tutto il territorio, isole maggiori comprese.

Il corpo del Riccio è piuttosto pesante per le dimensioni, circa 1 kg. per una lunghezza di circa 20-25 cm. Inoltre, durante il periodo invernale il peso può addirittura raddoppiare. Il muso è contraddistinto da un piccolo cranio allungato, con un grosso tarfuso nero e mibile. L’olfatto è l’organo maggiormente sviluppato e i canali olfattivi sono mantenuti umidi da una particolare mucosa.
Oltre all’olfatto, il Riccio ha ben sviluppato anche il senso del tatto e dell’udito, riuscendo a percepire frequenze ad ultrasuoni. La vista, anche se è il senso meno sviluppato, gli consente di vedere di giorno fino a 30 mt. di distanza e di notte fino a 10-12 mt.

Il capo, che presenta delle piccolissime orecchie semi nascoste dal pelo, è composto da una possente mascella dotata di ben 36 denti. A prima vista si possono notare i due lunghi denti frontali. Nel suo complesso il corpo del Riccio ricorda la forma della pera. Il tronco è arrotondato e le zampe sono corte e tozze, con cinque lunghe dita dotate di unghie affilate. Le parti non ricoperte di peli, naso, zampe e orecchie, sono di colore nero. Il pelo è di colore dal beige al grigio, sulla fronte, dorso e fianchi assume la forma di aculei appuntiti, lunghi circa 2 cm. e di colore nero striato di bianco.
Quando il Riccio si trova in pericolo, un particolare muscolo permette l’erezione degli aculei.

Il Riccio conduce una vita piuttosto scontrosa e solitaria, si muove lentamente, ma se necessita è in grado di compiere veloci corse e nuotate. Esce prevalentemente di notte, percorrendo sempre gli stessi itinerari, alla ricerca di cibo, prevalentemente insetti, ragni, millepiedi, lombrichi e chiocciole. Nella sua alimentazione non mancano però anche rettili e anfibi, nonché topi.

Il periodo invernale del Riccio è contraddistinto dal letargo, in cui cade fra ottobre ed aprile. Durante questo periodo il Riccio riesce ad abbassare la temperatura corporea fino a 10 °C e il battito cardiaco fino a 20 pulsazioni al minuto. Prima del letargo, il Riccio accumula muschio e foglie secche nella tana, per renderla più confortevole durante il lungo sonno.

Finito il letargo il Riccio è pronto per la stagione degli amori. La femmina, dopo l’accoppiamento, ha una gestazione di circa un mese e mezzo che porta alla nascita di 4-5 piccoli. Questi ultimi alla nascita sono sordi e ciechi, hanno il corpo inferiore glabra e rosa e quella superiore grigia. Sul dorso presentano già dei piccoli aculei, ricoperti da una membrana per proteggere la madre durante il parto.
I piccoli aprono gli occhi intorno alle due settimane di vita e diventano indipendenti dalla madre intorno al mese e mezzo.

Fonte fotografica e crediti: www.flickr.com/photos/taunoER

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