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Testudo graeca

Famiglia delle Testudinidae


La Testudo graeca è una testuggine, chiamata anche Tartaruga greca, diffusa in Europa, Asia e Nordafrica. In Europa abita l’Italia, la Spagna e la Grecia, oltre a Turchia e isole del Mar Mediterraneo e le coste del Mar Nero. In Asia la troviamo in Turchia, Iran e Pakistan, mentre in Nordafrica in Algeria, Libia, Tunisia e Marocco.

Questo rettile si caratterizza dalle altre testuggini per via di alcuni tubercoli cornei posti ai lati delle cosce e per la mancanza dell’astuccio corneo all’apice della coda.
La Testudo graeca presenta un rilevante dimorfismo sessuale, che porta il maschio ad avere una coda lunga e robusta, mentre nella femmina è corta e sottile. Il maschio inoltre presenta una parte concava che facilita l’accoppiamento.

La Testudo graeca trascorre la prima parte della giornata al sole per innalzare la temperatura corporea e attivare gli enzimi della digestione. Raggiunto questo obiettivo, il rettile inizia la ricerca del cibo, soprattutto chiocciole, artropodi e vegetali vari.

Il periodo e le modalità del letargo variano molto in base alla sottospecie specifica di Testudo graeca. In linea di massima, il letargo inizia con il calare della temperatura. Il rettile smette di alimentarsi e trascorre una ventina di giorni in attesa di svuotare completamente l’intestino dal cibo.
Trascorso questo periodo, la testuggine inizia a interrarsi per 10-20 cm. sotto terra cercando un riparo dal freddo. Cadute in letargo, è indispensabile che la temperatura si mantenga superiore ai 5°C, altrimenti l’animale incorre in seri danni cerebrali o addirittura morte.
Le stesse temperature, però, non devono superare i 10°C, altrimenti si crea uno stato di dormiveglia molto dannoso per l’esaurimento delle riserve di grasso accumulate.
Terminato il letargo, intorno al mese di marzo, prende il via il rituale di corteggiamento con colpi di carapace, inseguimenti e morsi.
Una volta fecondata la femmina depone le uova all’interno di buche scavate appositamente nel terreno. Dopo una incubazione di alcuni mesi, i piccoli nascono maschi se la temperatura si è mantenuta inferiore ai 30,5°C, oppure femmine se quest’ultima ha superato i 30,5°C.

Fonte fotografica e crediti: www.flickr.com autore: Daniele Muscetta

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